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2novembre

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I Moai splendida attrazione dell’ Isola di Pasqua

Posted on 02 November 2010 by lucfor76

Fiumi e fiumi d’inchiostro si sono impiegati per descrivere i misteri legati all’isola di Pasqua nota anche come Rapa Nui: i suoi paesaggi, nella solitudine del più grande oceano del pianeta, con la bellezza delle sue spiagge e dei suoi vulcani hanno ispirato artisti di tutti i campi. Per non parlare delle migliaia di tustisti che, ogni anno, si riversano sull’isola.  Le sue celeberrime sculture di pietra vulcanica, conosciute come Moai, hanno attratto  numerosi studiosi per cercare di scoprire da dove vengano e  quale sia il loro significato.

Quando l’ammiraglio olandese Jacob Roggeveen è arrivato sull’isola, nel lontano XVIII secolo, gli abitanti di Rapa Nui credevano di essere i soli ed unici abitanti della Terra. E  Roggeveen, proprio nel giorno in cui è sbarcato in questo angolo di paradiso si celebrava la domenica di Resurrezione e ha  battezzato quest’isola solitaria e singolare nel bel mezzo dell’ oceano Pacifico del  Sud, appunto come l’ isola di Pasqua. Il calendario segnava il giorno del Signore: 5  aprile 1722.

A partire da allora questa remota terra si è rivelata al resto del mondo con i suoi  giganti di pietra, alti più di dieci metri, come un angolo di paradiso che suscitava ammirazione e stupore in tutti coloro che ne sentivano parlare.  L’origine, il significato e la posizione di queste sculture monumentali, continuano ad essere un mistero, anche se molte teorie provano a darne un significato. Ma, in questa terra, al di là di questi veri e propri gioielli archeologici che ospita, risiede anche un popolo generoso con un carattere sereno che riserva a tutti i turisti un’ accoglienza fuori dal comune.

Per toccare con mano il carattere aperto degli abitanti dell’isola di Pasqua, è sufficiente atterrare all’Aeroporto Internazionale di Mataveri, con voli che arrivano solamente dal Cile. L’isolamento estremo ha permesso che  si sviluppasse in modo differente, proprio per le espressioni e  diversità insite nella popolazione ricche di riti esotici e leggende, una vera e propria cultura oceanica unica.  

Questo popolo, prevalentemente dedito alla pesca, da parecchie decine di anni  vive  di turismo e la capitale dell’isola Hanga Roa accoglie la maggior parte  della popolazione e dei servizi turistici. C’è da mettere in evidenza l’offerta culinaria e, non ultimo, la visita dei locali notturni nei quali non manca mai  la  musica stile polinesiano, tipica dell’isola.

L’artigianato dell’isola è particolarmente fiorente e questo può essere un bel souvenir per i turisti sempre in  cerca di novità,  mentre per chi ama  la cultura  si può suggerire il “Museo Antropologico  Padre Sebastiàn Englert” che  raccoglie e conserva tutti i reperti più antichi dell’isola. 

Maria Luisa  L.Fortuna

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Testimonianze dell’antica Roma nel mondo

Posted on 31 October 2010 by lucfor76

Che i monumenti romani suscitino sempre un grande interesse turistico non è un mistero e sono numerose le città che hanno la fortuna di possederne uno. L’esempio più classico, è l’Anfiteatro Flavio, universalmente conosciuto come il Colosseo di Roma, che nell’arco dell’anno porta quattro milioni e mezzo di visitatori e che è uno dei massimi emblemi della capitale italiana. Ed ora i turisti possono godere di nuovi percorsi, dal momento che manca poco all’apertura del terzo livello dato che sono terminati i lavori di restauro realizzati negli ultimi mesi. Si percorrono così i cunicoli che 2000 anni fa alloggiavano i gladiatori e le fiere con il compito di intrattenere i 50.000 romani che potevano stare assisi  sulle sue gradinate.

Sempre in Europa si conservano e preservano importanti anfiteatri romani, come ad esempio in Spagna: il complesso archeologico di Merida che nel 1993 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, può contare su un anfiteatro in buon stato di conservazione, anche se è conservata solo la zona inferiore, poiché quando caddè in disuso, i due piani superiori sono stati utilizzati come delle vere e proprie cave per l’approvigionamento all’edificazione di altri nuovi edifici. Inaugurato nell’anno 8 a.C. aveva la capacità di contenere 15000 persone. Il viaggiatore ha il vantaggio di vedere le altre rovine romane della città dell’Estremadura tra le quali, per grado di conservazione e numero di visitatori, c’è il teatro che ospita il Festival del Teatro Classico di Merida dal 1993. Gli anfiteatri romani di Tarraco in Tarragona e di Italica in Santiponce a Siviglia completano, in parte, questo elenco dei  meglio conservati in Spagna.

Partendo dal presupposto che quello di  Roma è l’anfiteatro più conosciuto in tutto il mondo, è senza dubbio importante sottolineare che si conservano anche altri importanti esempi diffusi e sparsi nelle antiche province dell’Impero romano. In terra africana, a  circa tre ore di viaggio dalla  capitale della Tunisia si trova una delle più grandi attrazioni turistiche del paese, l’anfiteatro più grande d’Africa e il quarto al mondo, quello di El Djem.  Costruito nel II secolo e noto anche come il Colosseo di Thysdrus, ha la capacità di contenere  35.000 persone. Un curioso anedotto è quello che è stato lo scenario di alcune  delle scene più spettacolari del film  vincitore del premio Oscar il  ‘Gladiatore’, diretta dal britannico Ridley Scott.

Maria Luisa L.Fortuna

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22ottobre

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Dakar sorpresa del Senegal

Posted on 22 October 2010 by lucfor76

Se c’è un dato certo sul quale gli esperti in Africa concordano un po’ tutti è che il Senegal, grazie alla sua vicinanza con l’Europa, la sua stabilità politica e l’accoglienza e infrastrutture turistiche adeguate è un paese ideale da visitare, nel continente nero e che garantisce  un viaggio rilassante e sicuro.

Dakar, capitale della nazione, è una delle città più dinamiche e giovani d’Africa. Del resto, il viaggiatore può contare su un gran numero di meraviglie da vedere: dai mercati colorati e pieni di sapori e suoni, alla cattedrale, alla moschea ed  al Museo dedicato alla cultura dell’Africa occidentale, l’IFAN. La vita culturale della città, con poco più di un milione di abitanti,  ruota intorno alla musica: in questo ambito una vera autorità è Youssou N’Dour: massimo rappresentate della musica popolare del paese, definita tecnicamente mbalax, il compositore  e celebre cantante anche in Italia  è una sorta di eroe nazioanale anche per il suo impegno politico e sociale.

Quqndo si lascia Dakar, un’altra principale attrazione, per i turisti,  è  l’isola di Gorée dichiarata, nel 1978, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.   Questa destinazione, un isolotto di 17 ettari si superficie, nella quale si giunge con il traghetto dista  solo tre chilometri dalla capitale, oggi è una tranquilla località dove i locali ma anche i turisti possono trovare un po’ di tranquillità fuori dal trambusto della capitale Dakar, ma che in  passato è stato il palcoscenico di uno degli eventi  più tristemente celebri nella storia dell’umanità. Conosciuta come l’isola degli schiavi, Gorèe era il porto principale dal quale si inviavano milioni di esseri umani a lavorare nelle nuove colonie americane. Oggi si conservano ancora i resti del suo passato inglorioso nel Museo degli Schiavi, appunto. Le potenze europee, in epoca coloniale, hanno combattuto strenuamente per controllare questo  enclave per i loro  interessi militari ma soprattutto  commerciali.  Quando però nel 1807, i britannici hanno proibito il  traffico di persone l’ isolotto ha perso tutta la sua importanza economica.

Gorée, negli ultimi anni, ha avuto numerosi e calebri visitatori. I leader che si sono recati in questa terra per denunciare le atrocità commesse nei secoli passati sono stati  Bill Clinton, Jacques Chirac, Nelson Mandela e José Luis  Zapatero.   Il Papa Giovanni Paolo II, nel 1992, si  era recato nell’isola per pronunciare la celebre frase: “ ci sarà il perdono del cielo per il peccato commesso dall’uomo per la schiavitù.”

Maria Luisa  L.Fortuna

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NAPOLI-IMMONDIZIA

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Cartoline dall’Italia, vedi Napoli e poi…muori

Posted on 21 October 2010 by michele.l

Dopo i fatti di Genova, ecco l’informativa che il sito ufficiale del Liverpool FC, su segnalazione del Console britannico, rivolge ai tifosi dei Reds, giunti a Napoli in occasione della partita di Europa League di stasera:

“Le rapine, purtroppo, sono comuni in città, soprattutto nei pressi del centro storico, dove uomini e ragazzi a bordo di scooter prendono di mira borse o elementi di evidente ed alto valore, come orologi, gioielli ecc. Si consiglia inoltre di prestare attenzione quando si attraversa la strada a causa delle buffonate di guida della gente del posto. Ancora, siate consapevoli che in ogni momento, quando si cammina lungo i marciapiedi, scooter e ciclomotori possono avvicinarsi da dietro”. Ed ancora, “Si consiglia di stare vicino alle principali aree della città e non passeggiare per strade e vicoli secondari, rimanendo se possibile in gruppi”… Lo Stadio San Paolo è stato costruito nel 1959, con grandi lavori di ristrutturazione nel 1989. Tuttavia sembrerebbe, dopo la nostra visita allo stadio, che tutto appare deciamente usurato. Lo stadio ha una capacità di 60.240 e la sezione riservata ai tifosi è completamente recintato con rete metallica. I servizi igienici sono di un livello ragionevole, anche se si deve essere consapevoli che, oltre agli orinatoi, ci sono <solo buchi nel terreno> e lo stesso vale anche per quello delle signore… Il settore ospiti è abbastanza ripido e si prega di fare attenzione perchè non ci sono corrimano sulla scala centrale. Precauzioni dovrebbero essere adottate da tutti i tifosi durante la salita e la discesa da questi passaggi”.

Insomma, l’ennesima cartolina dall’Italia, dopo la “monnezza” di questi giorni. Ma il turismo e la sicurezza non dovevano essere tra i cavalli di battaglia di certa politica italiana?

http://www.calcionapoli1926.it/notizia.asp?id=40558

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O19

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Il turismo notturno: nuova magia che ammalia Córdoba

Posted on 19 October 2010 by lucfor76

Ci sono delle iniziative più di altre che danno inizio a esperienze pionieristiche e conquistano ulteriori appassionati in numero sempre più crescente: la città di  Córdoba ha lanciato, in questo senso, il cosidetto turismo notturno. Questa iniziativa, attraverso il patrocinio del Piano di Eccellenza Turistica di Córdoba, del Consorzio  del Turismo di Córdoba e del Capitolo della Cattedrale,  si chiama ‘L’Anima di Córdoba’ e dal 7 ottobre scorso è stata  inaugurata dai  Principi delle Asturie. “Travolgente e sublime” così è stata definita la visita notturna alla Cattedrale –Moschea  da Don Felipe e Doña Letizia, dichiarata già nel 1984  Monumento del  Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Il percorso ha inizio dal  Patio de los Naranjos, dove si proietta un video che riassume la storia della città andalusa e del  tempio. I visitatori, una volta all’interno, guidati da un sistema di illuminazioni e  suoni che variano in maniera graduale a seconda della sala che si attraversa, possono passeggiare per lo storico edificio.  I turisti, per non perdere neanche una sola parola, ricevono tutte le informazioni necessarie attraverso un sistema di  auriculari che le emettono in otto lingue differenti: dall’italiano allo spagnolo, dall’inglese al tedesco, dal francese al portoghese, dall’arabo al giapponese.  Secondo l’organizzazione, le visite sono organizzate e  realizzate in gruppi di  80 persone al massimo, affinchè il  visitatore possa godere e sentire “una proposta  singolare di qualità, nella quale egli- visitatore, possa sentirsi un privilegiato e poter aggirarsi  e muoversi all’interno di un tempio  aperto esclusivamente per soli gruppi”.

Con una durata all’incirca di un’ora le visite hanno un prezzo di  18 euro per gli adulti, mentre  i bambini da sette a dieci anni pagano nove euro, i  minori di sette accedono al complesso  gratis, nove euro sia per i pensionati che per gli studenti.

Anche altre città spagnole scommettono sul  turismo notturno:  Toledo ne è uno degli esempi più significativi offrendo passeggiate tematiche,  quando le strade della città sono vuote, come in Toledo Paisajes ed Entorno Toledo.  Le tariffe variano dai 12 ai 15 euro e le  visite hanno una durata di circa un  paio di ore.

Maria Luisa L.Fortuna

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O17

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Libri di viaggi che appassionano sempre

Posted on 17 October 2010 by lucfor76

Se c’è un genere letterario che ha sempre suscitato curiosità ed interesse quello è il libro di viaggio: e questa non ha la pretesa di essere un lista esauriente ma una piccola selezione di titoli che vogliono essere un invito a scoprire, per chi ancora  non li conoscesse, alcuni dei classici di questo genere  letterario.

Il primo posto lo conquista, e come potrebbe non essere altrimenti, L’ Odissea, secolo VIII – secolo VII a.C.), poema epico attribuito al  poeta greco Omero, che narra le vicissitudini e il complicato  ritorno  a casa di Ulisse-Odisseo e compagni di viaggio, dopo  la guerra di Troia. Per tornare nella sua tanto amata Itaca, Ulisse impiega un decennio costellato da innumerevoli vicissitudini, dove lo aspettano la moglie  Penelope e il figlio Telemaco.

Un altro classico imperdibile della letteratura dei viaggi è la prima opera scritta da un occidentale e che descrive l’Oriente ed è il Libro delle meraviglie del mondo del  XIII secolo di Marco Polo: mercante, esploratore ed ambasciatore veneziano che narra il suo straordinario viaggio fino in Cina  attraverso la cosiddetta e leggendaria Via della Seta e del suo rapporto di amicizia con l’imperatore mongolo Kublai Khan.

Nel XX esimo secolo la letteratura dei viaggi conquista una nuova pietra miliare con ‘La via per l’Oxiana’ l’opera più conosciuta di Robert Byron che è un punto di riferimento di questo genere dell’ epoca.  È il racconto, scritto sotto forma di  diario,  di un viaggio durato 10 mesi di Byron avvenuto  in Persia e Afghanistan negli anni 1933-34 in compagnia del suo amico scrittore Christopher Sykes. Fu durante questo viaggio in Persia ed Afghanistan, tuttavia, che egli ha inventato lo stile di scrittura di viaggio moderno per cui divenne famoso. Infatti toccando città come Beirut, Gerusalemme, Baghdad e Teheran fino alla sua destinazione finale che è Oxiana, appunto e che da il titolo al libro è la  città che si suppone venne fondata da Alessandro Magno nel suo tragitto fino al fiume Indo.

Uno dei discepoli di  Byron può essere considerato  Bruce Chatwin, la cui vita  appassionante divisa tra arte, (ha lavorato alla case d’aste Sotheby’s) e i viaggi  hanno riempito le pagine dei suoi libri. La sua prima opera di viaggi In Patagonia datato nel 1977 si concentra sulla vita dei discendenti dei coloni gallesi giunti, nel XIX secolo in Argentina. Anche se per numerosi appassionati ed esperti dell’autore il titolo migliore di Chatwin è Le vie dei canti del 1987, che descrive nel dettaglio il viaggio per l’Australia e le sue relazioni con gli aborigeni.

Capitolo a parte da annotare sono i libri che ci ha lasciato il polacco Ryszard Kapuscinski, che sebbene non  si possano  catalogare in maniera stretta con quelli di viaggi, descrivono, con il suo personale stile  da reporter, la vita degli abitanti dei  paesi del terzo mondo. Il reporter polacco, morto nel 2007, è riuscito a coprire buona parte dei conflitti bellici della seconda metà del XXesimo secolo. In  Ebano del 2003 una delle  sue opere più celebri, il giornalista racconta le innumerevoli situazioni da lui vissute personalmente in Africa durante i suoi anni come corrispondente  per l’Agenzia Polacca delle Stampa, epoca che corrisponde e coincide con la decolonizzazione  del continente nero.

Maria Luisa L.Fortuna

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O16

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Marsiglia capitale della ‘Festa dei Sud’

Posted on 16 October 2010 by lucfor76

Ormai è tutto pronto a Marsiglia. Le esposizioni, installazioni programmate, le proiezioni di materiale musicale ed audiovisivo e poi tanta tanta musica. E c’è da giurarci che la programmazione non deluderà le aspettative e sarà eclettica ed ambiziosa come nelle precedenti edizioni… Marsiglia città da sempre caratterizzata da una mescolanza di culture, dal 15 al 23 ottobre  accoglierà la 19esima edizione della  Festa dei Sud,  un incontro multidisciplinare che ha come obiettivo quello di mostrare le espressioni culturali ed artistiche meno conosciute. Nei poster, leggende musicali statunitensi condividono lo spazio con le nuove stelle che si affacciano nel panorama internazionale: dal cantante senegalese Youssou N’Dour accompagnato da Le Super Etoile de Dakar, o ancora la band di tango elettronico Gotan Project ed i nuovi  talenti  come la francese di  origine marocchina Hindi Zahra… e tanti altri.

Inoltre l’evento può contare su diverse offerte culinarie e punti di infomazione per rendere consapevole, chi ancora non lo sapesse, e poter prevenire così tutti i pericoli riconducibili alle droghe, all’alcol e all’AIDS. Così come eterogeneo è il suo programma musicale anche il pubblico che  assisterà al festival sarà estremmente multiforme: l’anno scorso, ad esempio, le persone furono 65.000.  Gli organizzatori, di fatto, assicurano che la Festa dei Sud: “è il luogo ideale dove poter trovare chiunque: dal vecchio compagno di scuola, all’amico con cui trascorrere le vacanze estive, al vicino della porta accanto, al capo ufficio così come al futuro amore della propria vita.”

I biglietti d’ingresso giornalieri costano dai  20 ai 35 euro ed i  minori fino ai  12 anni possono entrare gratis. La cosa ancor più bella è che si tratta di un festival che per come è stato concepito permette di  godere delle attività e dei concerti  senza dover per questo rinunciare  alle numerose bellezze ed attrazioni  che una città con 26 secoli di storia, come Marsiglia, può offrire.

Metropoli piena di tradizioni, storia e cultura, con i suoi 839.043 abitanti è la seconda località più popolata di  Francia ed è anche il principale porto del Mediterraneo: ma negli ultimi anni  s’è sforzato per rinnovarsi. Questo cambio di marcia di rinnovamento è arrivato quando è stata scelta come Capitale Europea della Cultura nel 2013, titolo condiviso con la località slovacca di Kosice: evento, questo,  che ha dato il via ad un programma culturale ed economico che sta  trasformando il volto della città.

Ma, in ogni caso, i suoi forti segni d’ identità restano intatti: celebri i castelli della città, uno su tutti quello di If del XVI secolo che si trova nell’omonima isola, che deve la sua fama sempiterna all’opera immortale di Alexandre Dumas “Il Conte di Montecristo”. Il vecchio porto protetto dai  due forti Fort St Nicolás e Fort Saint Jean, continua ad essere il polo d’attrazione principale per i turisti che possono degustare caffè dalle splendide terrazze e girare per gli incantevoli mercatini locali dislocati dovunque.

Sono numerosi anche i musei di Marsiglia, gli  edifici dal grande  valore architettonico, grazie al suo prolifico porto di mare la città ha una ricca gastronomia ed  una animata vita notturna,  in particolare per i locali dove si suona la musica  Hip Hop.

Maria Luisa L.Fortuna

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Otto15

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Helsinki capitale delle mondernità

Posted on 15 October 2010 by lucfor76

Già nel nomignolo si racchiude la sua magia ‘Figlia del Baltico’, alludendo al mare che bagna le sue coste,  che può contare su un’offerta culturale e turistica che poche altre metropoli possono regalare. Per tutti coloro che cercano la destinazione ideale,  per chi apprezza il turismo urbano allora la scelta ricadrà su Helsinki, una delle città più aperte, cosmopolite e moderne  d’ Europa. Innanzitutto è obbligatoria, a partire da 34 euro  la Helsinki Card che consente di viaggiare in maniera  illimitata in autobus, metropolitana,  traghetto, oltre che sconti negli spazi culturali, spettacoli e ristoranti.  Un esempio su tutti l’ agenda musicale che in questo  fine settimana del 16-17 ottobre include l’esibizione dell’ultima pop star mondiale  Lady Gaga.

La centrale  piazza del Senato è il luogo ideale per dare inizio alla scoperta della capitale  finlandese. La Cattedrale luterana di Helsinki con i grandi porticati architravati, sormontati da un frontone  conferiscono all’insieme un inconfondibile aria russa e da riparo  al simbolo principale  della città. Costruita, tra il 1830 3 il 1852 in onore dello Zar Nicola I, la costruzione in stile neoclassico attrae circa 350.000 persone negli anni. Il complesso architettonico si completa con l’edificio principale dell’Università, il Consiglio di Stato  e la Biblioteca Nazionale. Vicino alla piazza del Senato c’è l’altra grande costruzione religiosa di Helsinki che viene considerata la chiesa ortodossa più grande dell’Europa occidentale,  la cattedrale di Uspensky.  Le sue tredici  cupole dorate contrastano con i  vistosi mattoni  rossi che coprono l’edificio e sono uno dei segni distintivi della città.

Ma non c’è solo la storia antica anche l’architettura moderna trova spazio: il massimo riferimento di questa corrente è l’orgoglio nazionale, architetto e designer  Alvar Aalto, morto nel 1976.  Le  opere di  Aalto sono disseminate un po’ dovunque, sebbene il fulcro si trovi nella Città Universitaria e la sua costruzione più emblematica Casa Finlandia, che è vicina al  lago.

Ma allo stesso modo Helsinki è sinonimo del cosiddetto ‘design finlandese’, molto apprezzato nel mondo. Il quartiere, per tanto, indicato per immergersi nelle nuove tendenze, andare a fare acquisti o semplicemente sorseggiare un buon caffè è  proprio al centro della città dove si trova il ‘Distretto del Design’. È una zona formata da  25 strade piene zeppe di studi di design ed antiquari, gallerie d’arte, musei, boutiques e  ristoranti.

Altra fermata obbligatoria è  la fortezza di Suomenlinna, dal 1991, patrimonio Mondiale dell’UNESCO: situata all’entrata del porto e costruita su  sei isole alberga  mercatini  dove acquistare artigianato della zona e  cibo.  Per i più avventurosi si può uscire a fare delle escursioni in  barca. Non per niente, Helsinki è circondata da più di 300 isole e da 100 chilometri di coste.

Maria Luisa  L.Fortuna

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O14

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Sitges di tutto e di più

Posted on 14 October 2010 by lucfor76

Se per molti Sitges non dice molto, per gli appassionati cinefili è una località dove si celebra quest’anno la  43esima edizione del Festival Internazionale del Cinema Fantastico della Catalogna ed è  un valido motivo per visitarla. Questa piccola località mediterranea, che ha circa 30.000 abitanti, tra il 7 e il 17 ottobre, si trasformerà nella capitale mondiale del cinema fantastico, ma nel corso della programmazione e svolgimento  troveranno spazio anche generi come l’orrore  o la suspense. Stars del calibro del francese Vincent Cassel (Gran Premio Onrario del Festival) e della statunitense Rebecca de Mornay;  e registi di culto come Kim Ji-woon  e Joe Dante assisteranno ad un concorso nello svolgimento del quale si  proietteranno  all’incirca  170 lungometraggi,  tra  la competizione ufficiale e  le sezioni  parallele.

Tuttavia ed in ogni caso, se il cinema fantastico non è tra  i vostri generi preferiti, Sitges  ha una serie di aspetti alettanti per  giustificare  una visita. A soli 32 chilometri dalla capitale catalana, la località poco distante da Barcellona,  gode di un microclima che garantisce più di 300 giorni di sole l’anno. L’invidiabile clima è  uno dei motivi per cui Sitges è considerata una delle destinazioni turistiche più famose si Spagna. E questo fatto spinge il  viaggiatore che visita  la zona in questo periodo dell’anno ha molte e diverse possibilidtà di poter godere  in pienezza  delle sue  coste.

La cultura è uno dei segni distintivi d’identità di questo  villaggio che fino al secolo XIX è stata una città di pescatori. Sin da allora ma anche prima, lo sforzo congiunto di artisti e mecenati  come Ramon Casas, Santiago Rusiñol,  Charles Deering e Miquel Utrillo hanno trasformato la località in uno dei principali referenti del modernismo catalano. Sin da allora, la sua condizione di  polo attrattivo per intellettuali ed artisti vari si è mantenuto costante così come le sue numerose iniziative culturali. Un paio di buoni motivi di questa ricchezza sono il Museo Maricel e  la casa-bottega  di  Rusiñol: Cau Ferrat che ospitano importanti opere di artisti del calibro di Picasso, El Greco Fontdevila, Casas, Llimona e Zuloaga.

Sitges, negli ultimi deenni, ha ottenuto una fama per  la sua animata vita notturna. Tutto ha avuto inizio nel 1967, quando l’imprenditore Ricardo Urgell, ha aperto la prima sala e  oggi è a capo della catena di  discoteche più famose di  tutto il mondo: continua ad essere a tutt’oggi il massimo referente della movida locale, naturalmente si sta parlando del Pachà Sitges. La località, di recente, si è trasformata in un’importante destinazione turistica per  la comunità omosessuale.

Maria Luisa L.Fortuna

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Salvador de Bahía: allegria, spiagge, musica e …

Posted on 09 October 2010 by lucfor76

Questo è un piccolo suggerimento per quando il freddo comincerà a farsi sentire un po’ di più sul  continente europeo, e allora si può fantasticare  su dove scappare in qualche località lontana e sicuramente più calda: una destinazione ottimale in qualunque periodo dell’anno è il Brasile, e Salvador de Bahía è un punto di riferimento dal quale non si può prescindere.

Questa località vacanziera mondialmente conosciuta come “la città dell’allegria”, ha  50 chilometri di spiagge per tutte le esigenze: spiagge aperte sull’ Oceano  Atlantico che, per le sue forti e grandi onde è il luogo ideale per praticare il surf, poi spiagge più tranquille per fare delle immersioni o semplicemente nuotare, e ancora cale circondate da scogliere che creano delle piscine naturali. Qualsiasi luogo si scelga ci si può sempre rilassare nei bar, che offrono appetitosi frutti di mare, una vera leccornia sono le aragoste e i rinfrescanti cocktail tropicali da sorseggiare.  Non ci si deve dimenticare che la ricchezza culturale e la gentilezza degli abitanti della capitale dello stato di Bahìa sono estremamente difficili da eguagliare.

 Vinicio de Moraes, Chico  Barque de Hollanda, Antonio Jobin, Joao Gilberto, Caetano Veloso sua sorella Maria Bethânia, Gilberto Gil, sono gli esempi dell’enorme ricchezza musicale di cui  Salvador de Bahía è la capitale,  che risuona in ogni angolo della città ed è parte integrante della sua caleidoscopica vita culturale. Terra natale degli artisti più amati, conosciuti e rappresentativi del paese, e che ha contribuito a creare gli stili come  samba e bossa nova. Gilberto Gil poi, anche in veste di ex ministro della Cultura del Brasile ha interpretato perfettamente insieme a CaetanoVeloso, l’altro massimo esponente, il movimento ‘Tropicalista’.

Un’altra grande attrattiva turistica è il cosiddetto Pelourinho, centro storico di Bahía: dichiarato  nel 1985 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, lo splendido e sfarzoso insieme architettonico consente di far immaginare l’opulenza che ha vissuto la città quand’era  la capitale della colonia portoghese. Nel 1992 inoltre  sono stati investiti 100 milioni di dollari per  restaurare  un centinaio di facciate di edifici che stupiscono e meravigliano il  turista per loro varietà cromatica.

Per quel che concerne la  vita notturna gli abitanti di Bahía, anziché rinchiudersi in discoteche o bar, preferiscono prendere sedersi a mangiare nei ristoranti o, ancor meglio, godersi una delle numerose feste organizzate sulla spiaggia o per strada.

Maria Luisa L. Fortuna

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