Da alcuni anni ormai i Social Network sono diventati il cuore pulsante della vita sul web. Facebook, e Twitter sono soltanto gli ultimi di una lunga lista che vede, tra gli altri, Myspace, Blogger e Netlog tra i più fruiti. Facebook in particolare è diventato un vero fenomeno di costume che ha fortemente attecchito in Italia, la cui diffusione dal 2008 è stata talmente esponenziale da far posizionare il nostro paese al primo posto della classifica mondiale dei paesi con maggiore percentuale di incremento utenti ed ottenendo milioni e milioni di iscritti in tutto il mondo (circa 400 milioni). I Social Network danno la possibilità di comunicare a 360 gradi, offrono visibilità, congregazione, recupero di vecchie conoscenze ed amicizie e nascita di nuove, condivisione di foto, video e contenuti sul web. Si è arrivati inoltre ad un uso professionale dei Social Network, con la nascita del Personal Branding, ovvero l’ottimizzazione delle proprie potenzialità e caratteristiche sfruttando il web e la visibilità che garantisce. Sono molte ormai le aziende che tengono conto delle notizie reperibili in rete sui possibili candidati ad un posto di lavoro, tanto che stanno prendendo piede, anche in Italia, i cosiddetti Professional Network, come ad esempio Linkedln, dove anche grandi aziende tengono un proprio profilo personale. Ma accanto a tutte queste enormi opportunità che offrono, sia nella vita di tutti i giorni che nel mondo del lavoro, i Scoial Network nascondono molte insidie, tra cui la dipendenza. Viene definita “Social Network addiction”, ovvero una forma dipendenza da connessione, aggiornamento e controllo della propria pagina web e da amicizia (detta anche amicodipendenza), o meglio la ricerca di nuove amicizie virtuali da poter registrare sul proprio profilo. Una dipendenza vera propria con sintomi di assuefazione, ovvero la necessità di stare collegati per aggiornare il proprio profilo; sintomi di Astinenza, cioè la sperimentazione di intensi disagi psico-fisici nel caso non ci si colleghi per un certo periodo tempo; ed infine sintomi di Craving, ovvero la presenza sempre maggiore di pensieri fissi e di forti impulsi verso come e quando connettersi. Un problema serio che necessità di essere curato, come dimostra l’apertura dell’ambulatorio dedicato all’Internet Addictional Disorder del policlinico gemelli di Roma, operativo da pochi mesi.







