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Racconti in poesia

Posted on 18 November 2011 by marzia.foti

Vi è mai capitato di sentire l’esigenza di chiudere con il passato? Bene, oggi vorrei parlavi di qualcosa che mi appartiene, anni di sofferenza forse mai svelati realmente, perché la bulimia è così, ti chiude in una gabbia e ti lascia morire con lei.

In dieci anni di bulimia sono stata osservata con attenzione e infine condannata con la B di “bulimica” proprio da quelle “dee delle arti”, le donne del vicinato. Sì, lo so, fa sorridere, ma è così. Madri di famiglia limitate a “questo” o a “quello”, le classiche chiacchierone di provincia, insomma.

Qualche tempo fa mi sono resa conto di essere guarita completamente e ho deciso di pubblicare la mia raccolta “Racconti in poesia”.

Sono versi scritti in gioventù, parlano della malattia, delle maldicenze, della visione dell’amore di una ventenne, del sogno e della morte. Sono ventuno poesie introduttive, quattro racconti e quattro componimenti finali. Dovevo farlo.

Se vi va potete trovarle la raccolta nelle maggiori librerie online (Bol.it. Deastore, libreria Universitaria, Rizzoli etc..)

Questo è il video della poesia che apre la raccolta: Oggi va così

E questo è il link (ebook) dove potete acquistare “Racconti in poesia”: Racconti in poesia

Marzia

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Yes, We cannabis

Posted on 25 October 2010 by michele.l

In questi giorni anche il Times, simbolo della sobrietà inglese, s’interroga sulla possibilità di legalizzare l’uso delle cosiddette droghe leggere. Il dibattito ha preso piede nello Stato della California, il quale, per scongiurare il pericolo concreto di bancarotta, sta valutando l’ipotesi, attraverso un referendum, di consentire l’uso controllato della marijuana. La cosa che sorprende di più  della vicenda è che una proposta del genere venga da un Paese tradizionalmente puritano come gli Stati Uniti. I fatti parlano chiaro, l’impiego crescente di mezzi e risorse, che gli USA e, soprattutto, la California non possono più permettersi, ha prodotto scarsi risultati. In effetti, è una guerra impari, qualcuno direbbe asimmetrica, dove lo spazio riconquistato alla legalità viene immediatamente rioccupato da una nuova organizzazione criminale nazionale o straniera che sia. A questo punto mi chiedo e vi chiedo, francamente, se non sarebbe il caso di legalizzare l’uso delle droghe meno nocive, allo scopo di sottrarre risorse preziose alla mafie ed alle organizzazioni criminali di tutto il mondo?. A vantaggio di questa tesi vi voglio fare alcuni esempi. Prendiamo anche l’oppio, esso scostituisce la principale risorsa di finanziamento dei Taliban, ma allo stesso tempo è anche uno dei prodotti più usati a scopo farmaceutico. Dunque, non sarebbe il caso di consentire la produzione legale del papavero come forma di sostentamento ai poveri contadini afgani, a cui nulla è rimasto se non una parola vuota, chiamata democrazia?. Per quanto riguarda poi l’Italia, il problema ha assunto ormai una connotazione nazional-popolare, dove politici, professionisti, impiegati, artigiani, operai, casalinghe, studenti ecc. si concendono qualche “vizio”, in barba ad una morale perbenista ed ad una legge, se non sbagliata, praticamente inutile. La legge Fini-Giovanardi ha mostrato tutti i suoi limiti nell’aumento crescente dell’uso, ad esempio, della cocaina e si pensi solo ad una città come Napoli, dove vi è il più grande mercato all’aperto della droga d’Europa, tanto per citare Saviano. Del resto, il proibizionismo non ha fatto  molta strada, da Al Capone al referendum californiano. Alla luce dei fatti appena illustrati, credo di potermi dichiarare a favore della produzione e della vendita legale di talune droghe, sull’esempio olandese di Amsterdam, dove il commercio di tali sostanze non solo assume un’aspetto decoroso, ben lontano da quello di molte strade italiane, ma è anche una fonte di guadagno per l’intera comunità. Yes, We cannabis.

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Ottobre11

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Il software che rende magri, ma solo sullo schermo

Posted on 11 October 2010 by lucfor76

 

Secondo quanto pubblicato dalla rivista New Scientist, alcuni ricercatori tedeschi  hanno sviluppato  un software che  modifica le fattezze del corpo umano sullo schermo e permette di adattare ad esempio l’aspetto degli attori  alle necessarie misure richieste dalla sceneggiatura senza doversi sottoporre a  diete.

Questa  tecnologia è capace  di alterare la muscolatura, il peso, l’ altezza e ovviamente  la lunghezza delle gambe di una persona, e quindi adattabile non solo agli attori,  attraverso la mescolanza eterogenea della  sua costituzione fisica con quella di modelli  di corpi standard studiati ed preparati in base alle dimensioni analizzate  di  120 donne e uomini.

Ma come funziona questo  software? Lavora  sull’ immagine del soggetto  e  segue i suoi  movimenti per poterlo  modificare  e  applicare in seguito  le  alterazioni del caso. Come detto prima un software come questo  potrebbe porre fine alle diete estreme in determinate occasioni, seguite da alcuni interpreti particolarmente ossessionati nel voler ottenere l’aspetto richiesto dalla  interpretazione dei loro personaggi.

Come ad esempio nei casi di Charlize Theron che ha dovuto mettere su dei chili, oltre che imbruttirsi, per interpretare Monster, situazione simile riscontrata con Toro Scatenato interpretato da Robert De Niro che è dovuto ingrassare di  27 chilogrammi.  Mentre Tom Hanks si è dovuto e voluto sottoporre ad una grande trasformazione, che si nota persino nel corso del film in  Cast Away. Christian Bale invece, caso limite, è arrivato a dimagrire fino a 50 chili per l’interpretazione del  ruolo  di protagonista in The Machinist .

Maria Luisa L.Fortuna

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La pillola Ru 486 fa altre due vittime

Posted on 04 October 2010 by ivana.c

La notizia è stata divulgata dal New England

Journal of Medicine, ci sono altre due vittime

accertate, negli Usa, della Ru 486, la pillola

abortiva legalmente in uso anche in Italia dal

2009. Si tratta di due giovani donne, una di 29

anni morta nel 2008, una di 21 deceduta nel

2009. Entrambe sono rimaste vittime di un

grave shock settico, causato da Clostridium

Sordelli, a seguito della somministrazione della

Ru 486 con successiva somministrazione di

prostaglandine per via vaginale. E’ allo studio la

eventuale correlazione tra questo tipo di

somministrazione di prostaglandine e l’incidenza

della mortalità, ma al momento è raccomadabile

la somministrazione per via orale. Alcune delle

vittime di Clostridium Sordelli avevano però

ricevuto quest’ultimo tipo di somministrazione,

per ci al momento non esistono certezze riguardo

alla vera causa di questa gravissima

complicazione. L’unica cosa certa è che le vittime

accertate della Ru 486 sono finora almeno 31 in

tutto il mondo, ma in alcni paesi, come ad

esempio l’Inghilterra, il numero delle vittime è

controverso, in quanto pare ci sia una certa

reticenza ad ufficializzare il numero delle vittime

Questa nuova frontiera di progresso ed

emancipazione femminile comincia a rivelare

manifestamente ciò che era stato chiaramente

annunciato da molti esperti, che avevano

descritto da tempo gli effetti nocivi e la

pericoloistà della pillola.  Era comunque noto,

al momento della legalizzazione nel nostro

paese, che l’aborto farmacologico con la Ru 486

comporta un tasso di mortalità significativamente

più elevato di quello chirurgico.  La sottosegretaria

alla salute Eugenia Roccella ha invitato alla cautela e

forse anche il ricovero diventerà obbligatorio,

mentre finora le donne che hanno usufruito di

questo metodo abortivo se ne sono andate a casa

da sole ad “espellere il feto”, tra nausea, vomito e

dolori. Ma su quali altri altari, storici, scientifici,

idologici sia necessario sacrificare vite umane è

solo un’incognita pendente da decisioni e interessi che ancora

ci sovrastanocome faranno fintanto che il livello di conoscenza

e di consapevolezza medio delle persone resterà quello

che è. E quali vittime migliori delle donne. Meglio se

deboli, insicure, confuse,  povere, alla salute del progresso

e dell’emancipazione.

altari, storici, scientifici ed ideologici sia necessario

sacrificare vite umane

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L’appello per salvare Simone, serve un donatore di staminali

Posted on 29 September 2010 by gabriele.p

Un appello per Salvare Simone, il loro compagno affetto da una gravissima malattia che gli sta avvelenando il sangue. È questa l’iniziativa lanciata dagli allievi dell’Istituto Tecnico Industriale “Mattei” di Vasto, Chieti, per salvare il loro compagno. Simone, 17 anni, lotta contro un tumore del sangue e, per guarire, avrebbe bisogno di «trovare un donatore compatibile di cellule staminali emopoietiche», come si legge nell’annuncio dei suoi compagni. Simone avrebbe bisogno cioè di un trapianto di cellule che, differenziandosi, siano in grado di produrre globuli rossi, globuli bianchi e piastrine sani. Il problema è quello della compatibilità: il materiale genetico deve cioè, come avviene in un trapianto, essere accettato dal corpo del malato. Per questo esiste una banca mondiale e un registro internazionale dei donatori, con 5 milioni di iscritti. Ma questo non vuol dire che si trovi immediatamente chi possa salvare Simone. Per questo i suoi compagni di scuola, nel tentativo di accelerare ed espandere le ricerche, hanno cominciato, sentiti i genitori del ragazzo, a distribuire volantini e a pubblicare sul web l’appello: AAA cercasi «un donatore, in buono stato di salute – si legge nel documento – d’età compresa tra i 18 e i 37 anni. Coloro che rispondono a queste caratteristiche e vogliono aiutare Simone possono recarsi presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto per sottoporsi ad un prelievo di sangue per testare la propria compatibilità». Il ragazzo, che ha frequentato soltanto il primo giorno di Scuola per poi assentarsi per dei controlli, oggi è all’ospedale Sant’Orsola-Malpighi, Bologna, dove è seguito dall’unità operativa di ematologia guidata da Michele Baccarani. L’ammirevole entusiasmo dei suoi compagni, però, che certo gioverà al morale di Simone e alla sua voglia di guarire, potrebbe presto smorzarsi: le cellule che serviranno a salvare Simone possono provenire solo dal canale ufficiale, quello della banca internazionale dei donatori che, secondo la struttura emiliana, non potrebbero nemmeno fare i test di compatibilità. Ma la speranza di ampliare, anche di poco, il numero dei possibili donatori, deve essere l’ultima a morire.

Ga.Pi.

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StrawberryFields

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Intervista a MisStrawberryFields, guru di Bellezza e Cosmesi su You tube

Posted on 28 September 2010 by Maila Modugno

MisStrawberryFields una tra le guru italiane più seguite del web: merito della sua competenza, della sua spontaneità…ma soprattutto della sua ironia e della sua fantastica parlantina. Ascoltarla chiaccherare è un piacere, perchè è tra le poche guru che, dandoti consigli, riesce anche a farti sorridere.

Per conoscerla meglio, le abbiamo fatto alcune domande.

Chi ti segue sa che non ami particolarmente descriverti, ma c’è qualcosa di te che vorresti dire a chi ancora non ti conosce?

Domanda difficile: anche se non si direbbe proprio, quando ho due giorni liberi da qualsiasi impegno, adoro abbruttirmi in casa passando il tempo a mangiare schifezze davanti a una lunga serie di film o libri e dimenticando completamente cosa siano i trucchi e gli specchi :)

Il tuo nome d’arte significa ”Campi di fragole”, un nome davvero inusuale per un canale You tube. Come mai questa scelta?

Il nome Campi di Fragole viene dalla traduzione del titolo di una canzone molto surreale dei Beatles “Strawberry Fields (campi di fragole appunto) Forever”. Nasce dal mio grande amore per questo gruppo che ha dato una svolta al mondo della musica dagli anni ’60 in poi e anche dal fatto che questa canzone mi rappresenta molto: surreale, confusionaria, sognante :)

 Come e quando è nata la tua passione per make up e bellezza?

C’è sempre stata, sin da piccola ero molto attenta alla cura di me e già a 6 anni ero particolarmente vanitosa, il che non si sposava bene con il mio essere contemporaneamente un maschiaccio: in pratica finivo per arrampicarmi sugli alberi indossando collant e gonnelline a fiori :) Il bello è che non sono affatto cambiata! Più in generale nasce da una mia esigenza di coccolarmi e prendermi cura di me stessa.

E come è nata l’idea di creare un canale su You tube?

E’ nata quasi per caso: vedevo molti tutorial dimostrativi sul trucco ma ancora poche recensioni sui prodotti e  ”consigli per gli acquisti”, quindi ho iniziato a farne qualcuno spinta soprattutto da Claudio, il mio ragazzo, che ha sempre notato il mio senso estetico e la mia incessante parlantina :)

 Fai molta attenzione agli inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e sai bene quali prodotti comprare e quali invece cestinare. Come fai a riconoscere i prodotti “verdi”?

Diciamo che presto attenzione agli ingredienti dei prodotti soprattutto dopo aver avuto qualche disavventura con un paio di creme viso, ma non lo faccio in maniera ossessiva e non sono un’integralista dell’”ecobio per forza”. Cerco di stare alla larga dagli ingredienti peggiori consultando spesso il sito www.biodizionario.it per capire quali siano gli ingredienti dannosi e quali invece gli ingredienti accettabili.

 Quali sono secondo te le marche che offrono il miglio rapporto qualità-prezzo?

Sicuramente Essence è una di queste, come anche Kiko ed Elf. Indubbiamente le materie prime usate per i cosmetici di queste marche non sono eccellenti, ma basterebbe guardare gli ingredienti che compongono i cosmetici e i trucchi delle marche più rinomate per rendersi conto che non sono sicuramente migliori e che anzi, spesso quello che paghiamo non è il prodotto in se ma la scritta che hanno sopra!

In alcuni tuoi video ti diletti in esperimenti cosmetici, creando smalti, struccanti, tinte per guance ed altri prodotti cosmetici fatti in casa. Ma quale è la tua ricetta homemade preferita, quella che fai e rifai continuamente?

Mi piace molto provare a fare intrugli con quello che ho in casa, anche se alle volte l’esperimento non va a buon fine . La mia ricettina preferita e che continuo a fare da anni è lo scrub viso con miele e zucchero, che uso tranquillamente anche sulle labbra.

 Quali sono i tre prodotti cosmetici a cui non rinunceresti mai?

Se devo citarne soltanto tre allora sarebbero indubbiamente: crema idratante per il viso, correttore per le mie in debellabili occhiaie e blush rosato sulle guance  per dare un effetto sano al viso.

 Potresti dirci quali sono i tuoi prodotti preferiti tra queste categorie?

Crema viso: attualmente la crema viso della linea bioecologica di Bottega Verde

Tonico: l’acqua termale di Avene come sostitutivo del tonico

Maschera viso: non ne ho una preferita, mi piace molto farla in casa con miele e yogurt

Scrub: lo scrub all’albicocca di St. Ives

Shampoo: attualmente lo shampoo delicato dell’esselunga, linea gabbiano

Balsamo: il balsamo Splend’or al cocco

Maschera capelli: direi proprio impacco con l’olio di Semi di Lino

Fondotinta: minerale per la primavera/estate, fluido per la stagione fredda: adoro il Diorskin Nude di Dior, anche se ha un prezzo proibitivo!

Blush: è uno dei miei prodotti di makeup preferiti, quindi è difficile dirne solo uno: il Candid Coral di Elf, il numero 103 di Kiko e il Summertime di Nevemakeup

Mascara: per avere ciglia esagerate il Diorswoh di Dior, per tutti i giorni il Multiaction mascara di Essence, ottimo.

Rossetto: tra i nudi il 96 di Kiko è uno dei migliori, soprattutto per il rapporto qualità prezzo, mentre per un tocco di colore il numero 12 Azalea di Collistar

Ombretto: è un pigmento: lo Spiritualize di MAC, è verde (il mio colore preferito in assoluto) e cangiante, uno spettacolo.

 

Studi medicina e sei attentissima alla cura della tua pelle: MisStrawberryFields sarà una dermatologa?

Questo a venire sarà un anno molto importante per il mio futuro, ma credo proprio che la scelta finale non sarà dermatologia. Anche se, mai dire mai  nella vita…

Qui troverete tutti i suoi video.

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Non fare il pollo!

Posted on 20 September 2010 by michele.l

L’altra sera, sfogliando uno dei tanti volantini della grande distribuzione, che spesso troviamo spesso nella nostra buca delle lettere, ho notato con sorpresa che un pollo intero potesse costare meno di 2 euro. A questo punto, vi verrebbe da dire: ” beh, cosa c’è di strano? guarda ‘sto sfigato che va pensando!”. Ed invece si, la cosa mi ha incuriosito tanto da spingermi a fare delle ricerche, le quali mi hanno svelato delle cose, forse ai più già note, per nulla  rassicuranti. Insomma, la Comunità Europea, la mamma, i dottori o, che ne so, la maestra ci hanno sempre, con ragione, detto che il fumo, l’alcool, le droghe, il non utilizzo delle cinture di sicurezza o del casco e via dicendo sono delle cose nocive alla nostra salute, ma nessuno ci ha mai detto che anche le cose più banali che quotidianamente ingeriamo possono avere i loro scheletri nell’armadio. Tornando alla domanda inziale, come fa un pollo a costare al dettaglio meno di 2 euro?; possibile che nelle sua, seppur breve, esistenza non abbia consumato , per esempio, almeno una quantità di magime superiore a quell’importo?. Per capire come tutto ciò sia possibile, bisogna ripercorre le tappe di questa, credetemi, fabbrica degli orrori. In particolare, stiamo parlando di vero e proprio prodotto che di naturale non ha proprio un bel niente, a partire dal nome COBB 500, la razza più diffusa e “brevettata” dalla omonima Cobb Breending Company. Il prodotto vive solo 45 giorni ed allevato secondo un sistema industriale, chiamato integrato, il quale comprende diverse fasi, tra le quali la produzione della gallina ovaiola, l’incubazione delle uova, la produzione dei pulcini, il macello, la lavorazione ecc..

Dunque, i detti “animali” vengono alimentati notte e giorno a ciclo continuo, grazie all’illuminazione artificiale, e versano, per tutto il tempo, in condizioni igieniche terribili. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno con l’ausilio di antibiotici contenuti nei mangimi. Per i virus il discorso è diverso,  infatti, come tutti sanno, non esistono farmaci; da qui l’uso di vaccinare le bestie, il quale, però, contrasta solo le manifestazioni patologiche dei virus, senza l’eradicazione degli stessi dall’organismo dell’individuo malato, così che, vengono comunemente commercializzati polli appartemente sani, i quali sono, in realtà, delle vere e proprie bombe batteriologiche. Ricordate l’ultima e tanto temuta influenza aviaria!?. A tutto ciò va aggiunto che vengono quotidianamenti nutriti con mangimi a bassissimo costo come OGM, farine di sangue e/o di pesce, PCB, oli esausti, grassi di origine animale ecc. Ecco perchè, una volta cotto e raffreddato, il “prodotto” presenta quel caratteristico odore di pesce.

A questo punto, vi chiederete dei controlli. Beh, i controlli ci sono, non vi preoccupate; per legge sono sufficienti quattro su ogni milione, si ho detto milione!, di esemplari allevati.

Buon appetito!

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Come superare lo stress post-vacanziero? Ecco alcune regole

Posted on 05 September 2010 by lucfor76

Non temete il caso che stiamo trattando: è qualcosa che si può gestire con tranquillità e che è assolutamente normale. Per molti, infatti,  questo è un periodo complicato: le  meritate vacanze sono terminate e c’è da tornare al lavoro o agli studi  o a qualunque attività si faccia.   Per molti, la difficoltà sta proprio nel dover riprendere il ritmo di vita precedente  al periodo estivo e si presenta  come una forma di stress post-vacanziero, che si  manifesta con sintomi quali,  difficoltà a dormire, stanchezza ed irritabilità.    .

Per far si che queste circostanze risultino meno traumatiche ed affinchè il passaggio dall’ozio  estivo  ai  lavori abituali è bene seguire alcune regole: in  tal senso è raccomandabile fare in modo che questo passaggio sia il più naturale possibile. Così è meglio riprendere in vacanza a poco a poco i  ritmi di  vita precedenti. Aumentare  le ore di sonno e tener presente  l’alimentazione che può essere coadiuvata nel privilegiare mandorle,  spinaci, banane, perché in questo periodo è  fondamentale consumare  cibi ricchi di vitamine A, C, D ed E, così  come quelli che  contengono minerali come Fosforo, Ferro, Magnesio, Calcio: tutti questi minerali hanno delle proprietà  che  aiutano il corpo a resistere meglio a qualunque forma di stress.

È consigliabile che il rientro dalle  vacanze avvenga nei  fine settimanae in modo che ci si possa rilassare e che l’adattamento sia meno  brusco. Così non è consigliabile  partire a pieno ritmo  affrontando  all’inizio, troppo lavoro ma è sempre meglio dosarlo poco per volta. In tal senso si dà priorità al lavoro: per carità questo non è affatto un male ma il fatto che si torni dalle vacanze  non significa che si debba prendere di petto la routine che si aveva precedentemente. Ma è piuttosto  l’opportunità di riorganizzare alcune  cose della  vita, apprendere come concedersi dei piccoli piaceri e  che si  possa iniziare a realizzare dell’attività al di  fuori della  quotidianità.

Rompere  la routine  è un buon sistema per ridurre lo stress  post-vacanziero. Un altra cosa che può aiutare molto e che inoltre  prepara per  le  prossime  vacanze, è fare dello sport, come andare a  correre, fare  ginnastica o  yoga o qualunque altro sport che si desideri praticare.  In ogni caso,  la fine delle vacanze  non  deve mai  significare la fine del divertimento e delle piccole evasioni quotidiane.

Maria Luisa L. Fortuna

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glutine

SOS CELIACHIA: ARRIVA IL BUONO DALLE ASL

Posted on 04 September 2010 by Fedeterrenz

DATI.La celiachia è una malattia abbastanza diffusa nella nostra penisola. Analizzando i dati forniti dal Ministero della Salute,un italiano su cento è affetto da questa patologia. Sono stati diagnosticati circa sessantamila celiaci ed il numero è destinato ad aumentare.Nascono ogni anno 2800 nuovi celiaci. La malattia è diffusa in maniera omogenea su scala mondiale: i primati spettano all’Europa e ai paesi con popolazioni provenienti dal vecchio continente.
LA MALATTIA.I celiaci sono intolleranti al glutine, non hanno un enzima che permetta la digestione di questa proteina causando gravi problemi intestinali e se trascurata anche altri tipi di patologie. La proteina è presente in una quantità molto vasta di alimenti: pane,pasta,pizza,salse,zuppe,biscotti,insaccati. L’unica salvezza è quella di seguire per tutta la vita una dieta alimentare nella quale sono presenti prodotti senza glutine.
I SINTOMI In età preadolescenziale si possono manifestare vomito,diarrea,forme di rachitismo. In età adolescenziale possono manifestarsi eritemi che colpiscono la cute, l’apparato ginecologico e quello endocrino. Tra gli adulti; le donne sono più colpite rispetto agli uomini attraverso osteoporosi, riflussi dei succhi gastrici ed esofagei. A queste forme classiche si accompagnano anche forme più tardive oppure silenti e nascoste che hanno bisogno di diagnosi più approfondite.
LE DIAGNOSI Per prima cosa viene fatta un analisi del sangue per testare la presenza di anticorpi che quindi non permettano la digestione del glutine. La fase successiva della diagnosi viene fatta attraverso una biopsia intestinale digiuna. Detta in parole più semplici viene prelevato dal paziente un pezzetto di intestino tenue a digiuno che viene analizzato al microscopio per vedere se ci siano parti alterate.L’operazione viene eseguita infilando un tubo nell’esofago del paziente (endoscopia).I centri per le diagnosi sono sparsi in tutta Italia. Nel Lazio sono presenti dieci strutture: otto a Roma e due a Frosinone. A Roma le strutture accreditate sono: Il policlinico “Umberto I“, dipartimento gastroenterologia, pediatria reparto celiachia infantile; Policlinico “Gemelli“;Policlinico “San Filippo Neri”, ospedale pediatrico“Bambin Gesù”;Ospedale Sant’Eugenio, Ospedale De Santis a Genzano. A Frosinone ci si può recare presso l’ospedale Polo B di Ceccano Frosinone Ferentino oppure nel Polo D di Pontecorvo.
BONUS I prodotti senza glutine sono molto più costosi rispetto a quelli dove è presente. Per questo il ministero ha previsto l’erogazione di un buono spesa da parte delle Asl pari a 140 euro per gli uomini e 99 euro per le donne. Alcune regioni hanno parificato l’importo tra i due sessi. Per i bambini c’è un buono di 45 euro fino a un anno di età 65 euro fino al terzo e 94 fino ai 10 anni. L’unico requisito per ottenerlo è presentare il certificato con la diagnosi effettuata presso uno dei centri accreditati. Prima i prodotti gratuiti erano erogati solo dalle farmacie e dalle strutture accreditate. La novità assoluta sono accordi intrapresi dalle regioni con grandi catene di supermercati. Nel 2009 aveva iniziato la COOP. Dal 9 Agosto 2010 anche l’ipermercato di Auchan Casalbertone a Roma, grazie all’autorizzazione della Regione Lazio, accetta i buoni di rimborso rilasciati dalle Asl per i prodotti senza glutine. Sullo scontrino è riportata la dicitura “R” che vuol dire rimborsabile; basta recarsi al box accoglienza con lo scontrino ed il gioco è fatto. Un piccolo grande aiuto per convivere più serenamente con la malattia e con qualche soldo in più nel portafoglio.

Federico Terenzi

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Salute del cuore: no agli insaccati, sì alla bistecca

Posted on 23 August 2010 by anna.c


Il consumo di carni rosse non influisce in linea di massima sull’incidenza delle malattie cardiovascolari: il problema sono gli insaccati. Lo dice un gruppo di ricercatori della prestigiosa università americana di Harvard che ha consultato e rivisto alcune ricerche in materia. Dagli studi, condotti su un campione di 1.200.000 persone che avevano sofferto chi di infarto (24.000), chi di diabete (11.000), chi di ictus (2.300), è emerso che le carni rosse non hanno “colpe” nell’insorgenza di queste patologie. Scagionati anche l’agnello e il maiale, purchè consumati in quantità moderate. Colpevoli invece risultano essere gli insaccati, i salumi ricchi di sale, grassi e colesterolo, per non parlare dei conservanti. Sotto accusa dunque wurstel, salame, mortadella e così via. I dati tuttavia meritano una precisazione. I cibi “incriminati” non vanno eliminati del tutto dalla dieta di chiunque: chi gode di buona salute ne potrà consumare con moderazione, chi ha sofferto o soffre di patologie cardiovascolari dovrà eliminare gli insaccati più grassi e meno genuini.
Il medico nutrizionista dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) Laura Rossi ci aiuta a fare chiarezza: via libera a prosciutto crudo e prosciutto cotto, semaforo “giallo” per bresaola (contiene molto sale) e speck (andrebbe sgrassato), attenzione a mortadella, salame e wurstel. Un consiglio valido per tutti resta quello di controllare la provenienza degli alimenti prima di acquistarli o consumarli e, almeno nel caso degli insaccati, preferire quelli nostrani, genuini e sicuri.

Consulta tutti gli articoli nella sezione Salute!

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