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FORMULA UNO – Alonso trionfa in Corea e balza in testa al mondiale! Red Bull ko

Posted on 24 October 2010 by Astefax

COREA DEL SUD - Nel giorno del Gran Premio più incredibile mai visto, le due Ferrari salgono sul podio e Fernando Alonso conquista la vetta della classifica iridata. Il tutto grazie all’uscita dalla gara di entrambe le Red Bull, rispettivamente al 19 e al 46 giro. Arriva terzo Felipe Massa, con Lewis Hamilton sul secondo gradino del podio.

C’è da dire, però, che la grande protagonista del Gran Premio di Corea del Sud è stata la pioggia: dopo una prima partenza, le vetture si sono dovute fermare al quarto giro perchè la visibilità era decisamente azzerata. Dopo circa una quarantina di minuti di stop, le monoposto hanno compiuto altri 12 giri dietro la Safety Car, prima di prendere il via definitivo alla gara al 16mo giro.

Vettel è imprendibile e guadagna secondi su secondi al giro, anche grazie alla sua prima posizione. Dietro di lui, il compagno di squadra Mark Webber e Fernando Alonso, con Hamilton che si fa superare da Rosberg e Massa in sesta posizione, incalzato da Button.

Al 19mo giro Webber commette una leggerezza, accelerando su un cordolo e finendo in testacoda; sfila Alonso, ma non Rosberg che lo prende in pieno e così termina la gara di entrambi: bruttissimo colpo per l’ormai ex leader della classifica piloti. La gara continua e Vettel e Alonso fanno l’andatura, con il tedesco della Red Bull leggermente più veloce.

Una lunga serie di incidenti fa entrare altre due volte la Safety Car e, nella seconda di queste entrate, Vettel e Alonso cambiano le gomme passando da bagnato a intermedio; prima lo avevano già fatto tutti gli altri. Al momento del pit-stop di Alonso, però, un meccanico in rosso perde l’inserto dell’avvitatore delle gomme e fa perdere tempo allo spagnolo che, infatti, viene superato da Hamilton al rientro in pista.

La gioia per l’inglese dura poco perchè, dopo due curve, il campione in carica va lungo e Alonso si riprende la seconda posizione ed inizia ad inanellare una lunga serie di giri veloci che lo portano alle spalle di Vettel. Al 44mo giro, il tedesco chiama i box riferendo un leggero problema ai freni e facendo loro presente che, ad una curva, la visibilità era limitata dal tramonto ormai incalzante. Come per dire:”Non riesco a tenere dietro Alonso, fate in modo di chiudere anzitempo la gara!“.

Ma non passano neanche due giri che il motore della Red Bull di Vettel fa crack, andando in fumo nei pressi del rettilineo del traguardo e permettendo ad Alonso di balzare in testa; secondo Hamilton, terzo Massa. Nei 9 giri finali, fiato trattenuto per i tifosi in rosso che alla fine vedono il trionfo di Alonso ed il suo balzo in testa alla classifica iridata: lo spagnolo ora comanda a quota 231, con 11 lunghezze di vantaggio su Webber e 21 su Hamilton a quota 210. A due gran premi dalla fine, il sogno iridato per Alonso diventa una mezza realtà.

Adriano Stefanelli

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Manuela Moelgg

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Manuela Moelgg sul podio a Solden

Posted on 23 October 2010 by Federico87

Comincia con un ottimo risultato la Coppa del Mondo di sci alpino per l’Italia. Manuela Moelgg, infatti, è giunta terza nel Gigante di apertura di Solden, suo miglior prestazione in carriera sulla poco amata pista austriaca. L’azzurra è stata preceduta da due fuoriclasse tedesche di indiscusso valore, ovvero la campionessa olimpica Viktoria Rebensburg e l’iridata in carica Kathrin Hoelzl, rispettivamente prima e seconda con un margine di 86 e 44 centesimi sulla nostra rappresentante. La sorella di Manfred, quinta dopo la prima manche (nella quale aveva commesso un gravissimo errore, costato circa 1 secondo), ha saputo agguantare il podio grazie ad una successiva discesa molto convincete. Manuela, inoltre, è stata superlativa sul muro: qui, infatti, ha fatto la differenza su tutte le avversarie; il suo vero problema resta invece la scorrevolezza nei tratti finali, dove ha pagato circa 6 decimi dalla vincitrice.

Delusione per Denise Karbon, indicata in grande forma dai tecnici alla vigilia. Sesta dopo una discreta prima frazione (partiva con il 13), la 30enne altoatesina è uscita nella seconda dopo poche porte. Buona 11ma piazza per Federica Brignone, apparsa in crescita nella manche conclusiva dopo le titubanze di quella iniziale. A punti anche Giulia Gianesini (17ma) e Nicole Gius (26ma), quest’ultima ancora lontana da una condizione di forma accettabile. In chiave Coppa del Mondo è da registrare il quinto posto della teutonica Maria Riesch, con la grande rivale Lindsey Vonn appena 18ma. Da segnalare anche il rientro alle competizioni dopo il grave infortunio dello scorso anno della fenomenale elvetica Lara Gut, 25ma.

Domani tocca agli uomini: prima manche alle ore 10, seconda alle 13.

Federico Militello

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Sci alpino pre-season 2

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Scatta la Coppa del Mondo di sci alpino

Posted on 23 October 2010 by Federico87

L’estate è ormai lontana e le prime nevi cominciano a ricoprire le solenni vette delle Alpi. I boschi risplendono dei variopinti colori dell’autunno ed un freddo sempre più pungente annuncia l’avvento dell’inverno e, con esso, della Coppa del Mondo di sci. L’anno post-olimpico desta sempre molta curiosità per assodare quali saranno i veri e reali valori in campo e la stagione attuale culminerà a febbraio con i Campionati del Mondo di Garmisch-Partenkirchen, località turistica dove Adolf Hitler adorava trascorrere le vacanze in compagnia di Eva Braun.

La nazionale tricolore si presenterà al cancelletto di partenza senza celare obiettivi ambiziosi. In particolare nella velocità maschile sono attesi i risultati più importanti, poiché l’Italia può contare su di un autentico squadrone, composto da atleti ormai prossimi alla piena maturità agonistica come Peter Fill, Werner Heel, Christof Innerhofer. A questi si aggiungono il veterano Patrick Staudacher, sempre pericoloso in SuperG, ed il talentuoso Dominik Paris, appena 21 anni ma già pronto ad impressionare con le sue notevoli doti da scivolatore (alla Ghedina per intenderci).

Poche novità, invece, nelle discipline tecniche, dove in Gigante aspirano ad ottimi piazzamenti i veterani Massimiliano Blardone e Davide Simoncelli, mentre in Slalom la garanzia è rappresentata dal campione olimpico Giuliano Razzoli, cui si aggiunge un Manfred Moellg voglioso di riscatto di un 2010 opaco. Atteso al salto di qualità il giovane Stefano Gross. Per quanto riguarda il Gigante, infine, sarebbe auspicabile l’ingresso in squadra in pianta stabile da parte di alcuni velocisti come Heel e Innerhofer, in considerazione del fatto che i tracciati di gara sono sempre più filanti (salvo ovviamente alcune classiche come Alta Badia ed Adelboden).

In campo femminile, invece, la novità di maggior rilievo potrebbe provenire da Johanna Schnarf, esplosa nel finale della scorsa stagione in Discesa e SuperG e desiderosa di inserirsi in pianta stabile in zona-podio. La 26enne altoatesina sarà affiancata dalle sorelle Fanchini (con Nadia al rientro dopo il grave incidente alle ginocchia patito a gennaio) e dalle veterane Daniela Merighetti e Lucia Recchia. In Gigante la punta di diamante resta Denise Karbon, con le varie Nicole Gius e Camilla Alfieri in agguato per qualche risultato a sorpresa. In questa disciplina Manuela Moellg spera finalmente di raggiungere la tanto attesa vittoria, mentre la giovane Federica Brignone dovrà confermare il talento espresso nelle prime gare dell’annata precedente. Infine lo slalom, al momento tallone d’Achille di questa nazionale rosa. Chiara Costazza convive ancora con i postumi dell’operazione subita due stagioni or sono e salterà sicuramente la prima prova di Levi prevista a metà novembre. Per il resto poco o niente, con Karbon, Gius e le sorelle Curtoni a caccia di qualche buon risultato nella top10.

Insomma, non abbiamo il fuoriclasse in grado di lottare per la sfera di cristallo assoluta, tuttavia l’Italia, per completezza in ogni reparto e qualità dei suoi atleti, possiede le carte in regola per confermarsi tra le tre potenze mondiali di questo sport (insieme ad Austria e Svizzera). Bentornato Sci Alpino!

Federico Militello

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NAPOLI-IMMONDIZIA

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Cartoline dall’Italia, vedi Napoli e poi…muori

Posted on 21 October 2010 by michele.l

Dopo i fatti di Genova, ecco l’informativa che il sito ufficiale del Liverpool FC, su segnalazione del Console britannico, rivolge ai tifosi dei Reds, giunti a Napoli in occasione della partita di Europa League di stasera:

“Le rapine, purtroppo, sono comuni in città, soprattutto nei pressi del centro storico, dove uomini e ragazzi a bordo di scooter prendono di mira borse o elementi di evidente ed alto valore, come orologi, gioielli ecc. Si consiglia inoltre di prestare attenzione quando si attraversa la strada a causa delle buffonate di guida della gente del posto. Ancora, siate consapevoli che in ogni momento, quando si cammina lungo i marciapiedi, scooter e ciclomotori possono avvicinarsi da dietro”. Ed ancora, “Si consiglia di stare vicino alle principali aree della città e non passeggiare per strade e vicoli secondari, rimanendo se possibile in gruppi”… Lo Stadio San Paolo è stato costruito nel 1959, con grandi lavori di ristrutturazione nel 1989. Tuttavia sembrerebbe, dopo la nostra visita allo stadio, che tutto appare deciamente usurato. Lo stadio ha una capacità di 60.240 e la sezione riservata ai tifosi è completamente recintato con rete metallica. I servizi igienici sono di un livello ragionevole, anche se si deve essere consapevoli che, oltre agli orinatoi, ci sono <solo buchi nel terreno> e lo stesso vale anche per quello delle signore… Il settore ospiti è abbastanza ripido e si prega di fare attenzione perchè non ci sono corrimano sulla scala centrale. Precauzioni dovrebbero essere adottate da tutti i tifosi durante la salita e la discesa da questi passaggi”.

Insomma, l’ennesima cartolina dall’Italia, dopo la “monnezza” di questi giorni. Ma il turismo e la sicurezza non dovevano essere tra i cavalli di battaglia di certa politica italiana?

http://www.calcionapoli1926.it/notizia.asp?id=40558

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FORMULA UNO – Massa ci ripensa:”Aiuterò la squadra e Alonso a vincere il Mondiale!”

Posted on 19 October 2010 by Astefax

ROMA – A quasi due settimane dalle dichiarazioni nelle quali diceva che non si sarebbe mai sentito un “secondo pilota“, Felipe Massa ritorna sui suoi passi, forse cosciente che ormai, a tre gare dalla fine del mondiale, le sue chances di vittoria si sono ridotte e zero.

Il pilota brasiliano della Ferrari, infatti, in vista del Gran Premio della Corea in programma domenica prossima, ha dichiarato di voler fare quanti più punti possibili per aiutare sia la squadra che Fernando Alonso, suo compagno di scuderia, a vincere entrambi i titoli iridati.

Se per quello costruttori le chances di vittoria sembrano quasi nulle (troppi i 92 punti di distacco dalle Red Bull: ci vorrebbe un autentico miracolo!), resta apertissimo il mondiale piloti, con Alonso a 14 lunghezze di distanza dal leader della classifica, Mark Webber.

Darò il mio contributo alla squadra – dice Felipe MassaOra la cosa più importante è fare quanti più punti possibili per permettere alla squadra di vincere entrambi i titoli mondiali. Le ultime tre gare saranno molto importanti per me, dopo le delusioni che ho avuto a Singapore ed in Giappone. La Corea? Credo sia un viaggio nell’ignoto per tutti noi piloti. Spero ci sia molta gente sugli spalti e che, assieme a noi piloti in pista, sapranno onorare il debutto di questo gran premio“.

Lo stesso Massa, parla poi sempre del circuito coreano:”Sarà importante avere un perfetto carico aerodinamico, perchè la pista è molto lunga con un rettilineo lungo dove dovremo sfruttare al massimo la velocità di punta della F10. Mi ricorda molto il circuito di Shangai, però con delle curve dove si frena al limite, tipo quelle del Bahrain. Noi competitivi? Lo abbiamo dimostrato in altre occasioni: sappiamo adattarci molto bene a tutti i circuiti. Dovremo mettere in pista una Ferrari perfetta sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalle qualifiche del venerdi. La gara di Corea chiude un trittico importante di gare in Estremo Oriente, poi arriva il Brasile, la mia gara di casa, dove spero che la Ferrari arrivi con un importante risultato in tasca. Farò del tutto per aiutare Fernando a vincere il titolo piloti“.

Adriano Stefanelli

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PREMIER LEAGUE – Clamoroso: Rooney dà l’addio allo United! Via già a gennaio?

Posted on 19 October 2010 by Astefax

MANCHESTER – Una notizia da “chi l’avrebbe mai detto?” arriva da oltre Manica, precisamente da Manchester, sponda United. Si tratta di Wayne Rooney, stella del calcio inglese e mondiale, che avrebbe deciso di dire addio alla casacca del Manchester United già a gennaio.

Col contratto in scadenza al giugno 2012, l’asso inglese prende attualmente uno stipendio annuale di 3,5 milioni di euro: per rinnovare, Rooney pretende che il suo ingaggio gli venga almeno raddoppiato, dicendo che altrove prenderebbe decisamente di più. Motivi economici, quindi, dietro la sua volontà di lasciare lo United? Non solo.

Qualche settimana fa, infatti, i tabloid inglesi, hanno pubblicato articoli quotidiani nei quali si parlava delle notti brave dello stesso Rooney sorpreso con una prostituta mentre la moglie era incinta. Da quel momento in poi, il suo allenatore, Sir Alex Ferguson, una pietra miliare del calcio inglese e dello United, ha iniziato a cambiare comportamenti con il suo giocatore ed i rapporti si sono deteriorati, a tal punto da indurre lo stesso Rooney a dire di non voler più giocare nei Red Devils, a causa dei cattivi rapporti col suo allenatore.

Che sia vera o no questa notizia, resterà sempre da vedere se il Manchester United vorrà davvero privarsi del suo giocatore-simbolo, di uno degli attaccanti più forti al mondo, se non il più forte. Appena saputa la notizia della rottura, alcuni dei club più forti al mondo, sia economicamente che non, hanno iniziato a farci un pensierino.

Ovviamente la squadra che ha subito formulato un’offerta al giocatore è stato il solito Manchester City degli sceicchi: contratto da 6 milioni di euro a stagione pronto per accaparrarsi dai rivali storici dello United il loro giocatore più forte già a gennaio. Anche il Chelsea di Ancelotti non sta a guardare ed ha fatto intendere che il giocatore interessa e come, sempre se però lo United lo cede davvero. Anche al di fuori dell’Inghilterra non mancano gli estimatori: prime fra tutte, Real Madrid e Barcellona. Nelle ultime ore si registra anche un timido interessamento di Inter e Juventus.

Adriano Stefanelli

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CHAMPIONS LEAGUE – Questa sera in campo Milan e Roma. Domani l’Inter

Posted on 19 October 2010 by Astefax

Neanche il tempo di riposarsi dalle fatiche del campionato ed è già ora di tornare in campo per Milan, Inter e Roma. Una due giorni di Champions League molto importante per le nostre tre squadre portacolori, impegnate nella competizione più importante a livello di club.

Impegno difficile per il Milan di Allegri che farà visita al Real Madrid di Josè Mourinho in una sfida dalle mille motivazioni. La più importante, ovviamente, è quella legata alla sfida tra Ibrahimovic e Mourinho, il giocatore e l’allenatore che due anni fa vinsero lo scudetto con l’Inter. Mancherà Kakà, ex Milan, nel Real a causa di in infortunio, ma ci sarà Cristiano Ronaldo: una supersfida tutta da gustare insomma!

A scaldare gli animi ci ha pensato, come di consueto, Josè Mourinho che ieri ha detto:”Paragoni tra me e Allegri? Per cortesia, non siate ridicoli: io ho vinto questo trofeo due volte, lui è alla terza partita! Ibrahimovic? Gli auguro tutte le fortune del mondo, ma non lo scudetto: io spero sempre nell’Inter. Il Milan giocherà con sei attaccanti? L’importante è che non giochi Pippo Inzaghi, è quello che temo più di tutti“.

Impegno duro anche per la Roma che, dopo aver battuto per 2-1 il Cluji all’Olimpico, ospita il Basilea: gli svizzeri sono una compagine tosta, ormai abituata alla competizione, che già qualche anno fa fece uno scherzetto proprio alla Roma battendola in Svizzera. I giallorossi, forti del successo ritrovato in campionato sabato contro il Genoa, vogliono dimostrare a tutti i loro tifosi di essere sul viale della guarigione a tutti gli effetti.

Infine l’Inter: domani i nerazzurri affronteranno il Tottenham al Meazza senza Cambiasso e Milito, ancora alle prese coi rispettivi infortuni muscolari. L’Inter è a quota 4 nel suo girone e punta ad arrivare a quota 7 dopo la gara di domani sera, anche se il capitano Javier Zanetti predica calma:”Il Tottenham è un’ottima squadra, in contropiede ci può mettere in difficoltà. Hanno degli ottimi giocatori e dovremo fare molta attenzione sulle palle inattive“.

Adriano Stefanelli

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Casiraghi cretino

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Under21 fuori da tutto, emblema del declino del calcio italiano

Posted on 13 October 2010 by Federico87

Il calcio italiano, a partire dal trionfo dei Mondiali 2006, ha intrapreso una lenta ma inesorabile parabola discendente, culminata con lapeggior stagione dell’ultimo mezzo secolo. Sì perché questa Italia ricorda molto quella degli anni ’50 e 60′, quando fallì l’unica (per ora) qualificazione ai Mondiali nel 1958 e le Olimpiadi dal 1956 al 1968 (escludendo l’edizione casalinga del 1960). Cari amici, il pericolo serio è quello di ritornare a quei tempi e, dopo anni di poderose ed indimenticabili cavalcate trionfali, abituarsi a questa nuova e cruda realtà non sarà facile.

Al termine del disastroso Mondiale sudafricano, dove gli azzurri non riuscirono a prevalere neppure su avversari non insormontabili (per non dire altro) come Slovacchia (che ha perso in Armenia qualche giorno fa…) e Nuova Zelanda (un pareggio contro la Nuova Caledonia nelle scorse qualificazioni alla Coppa del Mondo…), si parlò di nuovo corso, di una rifondazione da affidare al demiurgo Cesare Prandelli. Il ct di Orzinuovi, tuttavia, non è un mago e non è giusto chiedergli lo sbarco su Plutone. La rosa della selezione tricolore attuale è carente in tutti i reparti, nessuno escluso: in porta ci sarà bisogno di Buffon sino a quando avrà 40 anni, in difesa si fatica a trovare dei nomi ‘convocabili’ con il solo Chiellini di un certo spessore (con una grave crisi sulle corsie laterali), a centrocampo rimaniamo aggrappati al sempre imprescindibile (ma ormai 31enne) Pirlo (tanto che a 30 anni, in mancanza di alternative, è stato richiamato Mauri), in attacco i gol arrivano con deprimente parsimonia (i vari Borriello, Pazzini, Gilardino non sono dei fuoriclasse e Cassano ormai è diventato un uomo assist). L’unico campione in grado di fare la differenza, Balotelli, è ai box da quasi due mesi per un infortunio al ginocchio.

A completare questo paesaggio dai contorni macabri ci ha pensato oggi l’Under21dell’ormai ex ct Casiraghi, la cui umiliante sconfitta per 3-0 con la Bielorussia verrà ricordata per sempre come una delle Forche Caudine della storia del calcio italica. La notizia gravissima è l’ormai certa mancanza del Bel Paese dalle prossime Olimpiadi di Londra: non accadeva dal 1980. L’attuale (ed ormai terminato) ciclo rappresenta certamente il peggiore che si ricordi dal 1990 a questa parte tecnicamente parlando. Rimpiangendo le Under21 dei vari Buffon, Totti, Del Piero, Cassano, Gattuso e Pirlo (ma anche l’ultima con Aquilani, Chiellini, Cigarini e Montolivo), la rosa attuale è apparsa sin dallo scorso anno lacunosa in ogni reparto, in particolare in quello della porta, con Mannone, non a caso, principale protagonista della sciagurata ed umiliante prestazione nella Russia Bianca.

E qui emerge palese il vero problema che sta assassinando il nostro calcio: i giovani italiani stanno scomparendo quasi completamente dalla Serie A. Se addirittura il talentuoso Fabbrini scalda la panchina dell’Empoli in Serie B, allora non servono ulteriori spiegazioni, se non quella che i dirigenti dei club nostrani sono assolutamente incuranti ed insensibili al benessere della loro nazionale. Gli unici calciatori di questo gruppo già affermati nella massima serie sono Ranocchia, Santon (troppo presto paragonato a Maldini), Poli e De Silvestri, ma tutti gli altri? Tutti tra le riserve delle squadre provinciali o addirittura in seconda e terza divisione. In questo modo la crescita tecnica e mentale di un giocatore è pressoché impossibile, in quanto viene privato del necessario confronto con il calcio internazionale ormai decisivo per forgiarne la tempra. Molti atleti di casa nostra, quindi, arrivano impreparati ed inesperti alle sfide sia dell’under21 che della nazionale maggiore. Continuando così, con gli stranieri che sempre più superano come numero gli azzurri nelle formazioni domenicali, non si potrà che peggiorare ulteriormente ed allora l’Italia sarà etichettata come nobile decaduta. Una domanda è lecita: quante disfatte ancora dovremo subire affinché coloro che governano il calcio si accorgano della desolante situazione e decidano di intraprendere una decisa (e soprattutto seria) inversione di tendenza?

Federico Militello


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Italia-Serbia sospesa al 6′ del primo tempo per il comportamento vergognoso degli ultras serbi!

Posted on 12 October 2010 by Astefax

GENOVA – Vergognoso quanto successo questa sera a Marassi in occasione del match tra Italia e Serbia, valevole per la qualificazione ad Euro 2012.

Prima del calcio di inizio, i tifosi serbi, capitanati da un soggetto in passamontagna scuro (quello che vedete in foto), hanno dato vita ad una protesta senza dubbio esagerata nei confronti della loro squadra, rea di aver perso venerdi contro l’Estonia.

Il soggetto della foto ha dato il via alle “danze” iniziando a tagliare la rete di protezione con un coltello; man mano sono seguiti lanci di fumogeni in campo, cori oltraggiosi e quant’altro fra lo sbalordimento del resto dello stadio e anche di buona parte degli stessi tifosi serbi presenti nel medesimo settore assieme ai facinorosi.

A dire il vero, certe intimidazioni da parte dei tifosi serbi verso la loro squadra sono accadute anche fuori dallo stadio, al momento dell’arrivo del pullman dei loro giocatori: alcuni ultras, se così vogliamo chiamarli, hanno lanciato sassi e fumogeni all’interno del mezzo, colpendo soprattutto il portiere Stojkovic, visto che il capro espiatorio della sconfitta di venerdi, a causa del suo sfortunato autogol. Lo stesso giocatore si è poi rifiutato di giocare perchè pare abbia ricevuto addirittura minacce di morte.

In un clima surreale, quindi, entrano le squadre in campo, ma rientrano quasi subito negli spogliatoi, laddove ci restano mezz’ora. Nel frattempo, sul terreno di gioco arriva la polizia e si posiziona sotto il settore dei tifosi serbi che fanno intendere in tutti i modi di volere lo scontro con le forze dell’ordine: vengono lanciati fumogeni all’indirizzo della “celere” e vengono fracassate delle vetrate nello stesso settore.

A questo punto, l’Uefa lascia un pò tutti sbalorditi e decide di giocare la partita, prima della quale i giocatori serbi si recano sotto i loro tifosi mostrando loro il segno “tre” con le mani ad indicare che, grazie ai loro comportamenti, la squadra rischia lo 0-3 a tavolino. Inni nazionali (fischiatissimo quello serbo, ma solo dai loro tifosi!), mentre quello italiano è cantato da tutti i genovesi.

La gara prende il via ed al 4′ viene negato un rigore clamoroso a Pazzini: l’arbitro, forse intimorito dal tutto, decide di non concederlo. Ma al 6′, lo stessso direttore di gara decide di sospendere definitivamente la gara per un lancio di fumogeni da parte dei sostenitori serbi nell’area italiana.

L’Italia vincerà 3-0 a tavolino, la Serbia molto probabilmente verrà esclusa da tutte le competizioni continentali, ma resta il fatto che ancora una volta la si è data vinta a certe persone che non si sa come, non si sa perchè, sono riuscite ad entrare dove non dovevano entrare.

Adriano Stefanelli

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Italy head coach Casiraghi reacts during European U21 Championship soccer match against Serbia in Helsingborg

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Shock under 21: passa la Bielorussia 3-0

Posted on 12 October 2010 by Lorenzo

BORISOV 12 ottobre 2010 – Dopo un turno d’andata esaltante nel quale l’Italia si impose 2-0, la Bielorussia riesce nell’impresa di ribaltare il risultato e batte gli azzurrini per 3-0. Dal più bello dei sogni, l’undici di Casiraghi passa nel più buio degli incubi: a lungo in difficoltà nel girone di qualficazione, l’Italia aveva trovato gioco e risultati e grazie a 4 vittorie nelle ultime 4 partite, si era qualificata al primo posto. Poi lo spareggio di accesso alla fase finale dell’Europeo, avversaria la Bielorussia, gara di andata vinta alla grande. Nel ritorno però scende la notte e l’Italia in un colpo solo deve dire addio all’Europeo e alla prossima Olimpiade, alla quale si accede proprio grazie all’Europeo.

La gara si è messa subito male con due reti nei primi 5 minuti, entrambe ad opera di Yurchenko, entrambe per due incredibili errori della nostra retroguardia. Il primo ad opera di Mannone che esce avventatamente su Skavish, lanciato da Niakhaichyk al 4′, ma si fa saltare.  Skavish serve Yurchenko, che non deve far altro che infilare la porta vuota. Passa un minuto e gli azzurri perdono rocambolescamente palla a centrocampo, riparte la Bielorussia, palla a Yurchenko che firma il raddoppio con una precisa conclusione incrociata sul secondo palo. L’Italia inizia finalmente ad ingranare dopo il pauroso black out, senza però essere concreta. La Bielorussia sta rintanata e aspetta. Si va ai supplementari dove è ancora la Bielorussia a metterla dentro al 6′: ancora un errore, stavolta di Santon, permette a Veretilo di presentarsi a tu per tu con Mannone che si fa infilare sotto le gambe.  Ma c’è ancora tempo per la beffa finale. Fabbrini imbecca splendidamente Okaka che colpisce di prima intenzione col portiere Bielorusso che era uscito dai pali. Il suo pallonetto si stampa sulla traversa. Sarebbe stato il gol qualificazione.

A nulla è valso il tentativo di Casiraghi di tenere alta la concentrazione dei ragazzi e calmo tutto l’ambiente, già convinto di essersi sbarazzato degli avversari. Così non è stato e tutto l’incredibile lavoro che ha permesso agli azzurrini di arrivare a giocarsi questa partita è andato in fumo. Con esso anche la possibilità di disputare Europeo e Olimpiade. Un duro colpo per il nostro movimento calcistico in ricostruzione.

Lorenzo Molinari

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