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La Juve vuole un posto in Europa

La Juve vuole un posto in Europa

Posted on 03 May 2011 by giacomog

Nel posticipo di lunedi sera a Roma, la Juve vince di misura sulla Lazio (0-1), dopo una partita sofferta in parte meritata dalla Lazio, con tante occasioni da gol sprecate soprattutto da parte dei laziali, a pochi minuti dal fischio finale Pepe trova il gol vittoria; una partita sulla difensiva per la Juve, un buon Buffon nega il gol alla Lazio su diverse occasioni, Felipe Melo fa il centrale difensore aggiunto, per arginare le incursioni di Zarate, e come spesso accade nel calcio quando sbagli troppi gol poi arriva quello degli avversari nel finale. Del Neri ci prova per un posto in Europa, difficile quasi impossibile la Champions, più raggiungibile la Europa Leage, che sarebbe uno fallimento non raggiungere; mancano 3 partite alla fine del campionato e 3 punti distanziano la Juve dall’ Europa (Juventus 56, Roma e Udinese 59). Comunque si parla già del probabile arrivo di Mazzarri nella panchina della Juve, anche se ovviamente viene smentito dalla dirigenza bianconera, però la Juve quest’anno oltre a non fare risultati non ha fatto vedere neanche il gioco, quindi un cambio in panchina sembra ormai inevitabile. 

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Attenzione!, gli Hooligans sono tornati

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Attenzione!, gli Hooligans sono tornati

Posted on 02 December 2010 by michele.l

Al di là del titolo, la verità è che gli Hooligans non hanno mai lasciato l’isola britannica. Ricordate le critiche del Presidente della Fifa, Blatter, sull’episodio degli scontri in occasione del match tra Italia-Serbia e la dichiarazione relativa al modello inglese, “Questa è una grande eredità che avete lasciato al mondo”?.

Bene, ieri sera, in seguito ai quarti di finale della Carling Cup tra il Birmigham city ed il West Ham, le tifoserie hanno dato vita ad un’invasione di campo e sono venute in contatto, mandando 14 persone in ospedale, tra cui diversi agenti. E’ un segnale preoccupante per le autorità inglesi, candidate ad ospitare i Mondiali di calcio del 2018, perché non è affatto un episodio isolato. Mi vengono in mente, infatti, per chi non lo sapesse, i tafferugli di Manchester per la finale di Europa League del 2008, scatenati dai tifosi dei Glasgow Rangers, e quelli tra i supporters del Millwall e gli odiati rivali del West Ham del 2009, solo per citarne i più recenti e qui sotto in video. Con questo post, non voglio sminuire il lavoro fin qui svolto dagli Inglesi, i quali hanno avuto il merito di arginare ampiamente il fenomeno Hooligans, secondi a nessuno in quanto a violenza, attraverso due cose: l’autorità delle Istituzioni britanniche e la certezza della pena, deterrenti scandenti o del tutto assenti in Italia. Esterofilia a parte, credo che solo questo sia ciò che il nostro Paese dovrebbe ereditare dal resto d’Europa.

http://punto-omega.blogspot.com/2010/12/attenzione-gli-hooligans-sono-tornati.html

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Prandelli Ct

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Il nuovo corso di Prandelli fa pensare positivo

Posted on 18 November 2010 by Federico87

Concentrarsi troppo sullo scialbo 1-1 dell’Italia contro la Romania può rivelarsi fuorviante: la squadra era troppo sperimentale ed inedita per poter anche solo mettere in pratica qualche trama di gioco decente. Il ciclo di ricostruzione di Prandelli, tuttavia, procede nel migliore dei modi, ispirato su principi concreti e razionali. Il tecnico del Bel Paese, a differenza del suo predecessore, non ignora affatto le indicazioni del campionato. Giusto da questo punto di vista convocare due elementi della sorprendente Lazio (Ledesma e Mauri, senza dimenticare Floccari), il trequartista Diamanti, il tenace Balzaretti (in ruolo dove, nella Penisola come nel mondo, non abbondano le alternative) ed il promettente (anche se già una certezza) Ranocchia. Insomma, il vento è cambiato: ora in nazionale militano coloro che davvero sono meritevoli, ovvero quelli che in Serie A hanno dato sfoggio delle migliori qualità. Una vera inversione di tendenza rispetto al passato, quando alcuni giocatori, seppur impresentabili dal punto di vista della forma fisica, facevano parte delle radicate condizioni di Lippi e, di conseguenza, della selezione tricolore.

Il motto di Prandelli ”Le porte dell’Italia sono aperte a tutti” trova effettiva realizzazione sia per quanto riguarda l‘età che per il passaporto. Il ct azzurro, infatti, da un lato non nasconde di puntare con decisione sui giovani (esempi lampanti sono Santon, Ranocchia e De Silvestri), dall’altro non si pone problemi nel selezionare anche calciatori alla soglia dei trent’anni o anche oltre: insomma, se il rendimento è elevato, giustamente deve prescindere dall’anagrafe. In risposta agli sciagurati estremisti che hanno umiliato nuovamente il nostro calcio, affermo che non solo nello sport, ma anche nella vita l’Italia è sempre più un Paese multi-etnico. Se ne facciano una ragione, oppure lascino questa terra che tanto denigrano con i loro insulti. Tornando all’ambito più squisitamente tecnico, già a luglio avevo anticipato che Ledesma sarebbe stato utile nel ruolo di vice-Pirlo, anche se naturalmente occorreranno delle ulteriori e più probanti conferme. Fossi in Prandelli, inoltre, non tralascerei neppure l’opportunità (e la tentazione) di convocare Maurito Zarate, che andrebbe a rimpolpare un settore avanzato già ottimo (Balotelli, Rossi, Gila, Pazzini, Quagliarella, Borriello e Cassano, se tornerà, sono elementi su cui poche nazionali possono contare, forse solo Brasile ed Argentina).

Infine mi piace sottolineare l’aspetto umano del 53enne di Orzinuovi, comprensivo come un buon padre di famiglia verso coloro che sbagliano (vedi l’affaire Cassano, in pratica già perdonato) e disponibile nel fornire indicazioni e motivazioni sulle proprie scelte alla stampa. Sembrano trascorsi secoli dal Mondiale sudafricano. Ora devono tornare ad arrivare i risultati. Il tempo non manca e la classifica del girone di qualificazione agli Europei induce all’ottimismo. Una leggera ma intensa luce si intravede in fondo al tunnel del calcio nostrano.

Federico Militello

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MONDIALI 2002 – GERMANIA Italia – Giappone Paola Cardullo – libero

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L’Italia sfiora l’impresa, ma dice addio al Mondiale

Posted on 10 November 2010 by Federico87

La nazionale italiana di pallavolo femminile ha sfiorato il miracolo ai Mondiali in Giappone. Il Brasile, contrariamente alle previsioni, aveva infatti sconfitto 3-1 gli Usa. Le azzurre, dunque, diventavano padrone del proprio destino, dovendo battere Cuba di 20 punti per approdare tra le prime 4 del mondo. L’illusorio 25-16 iniziale pareva indirizzare le ragazze di Barbolini verso l’impresa, poi le caraibiche reagivano e, sfoderando il loro miglior match della rassegna iridata, riuscivano ad imporsi per 3-2. In verità Lo Bianco e compagne hanno leggermente allentato la tensione a metà del quarto set, quando era ormai chiaro che il quoziente punti non sarebbe più stato raddrizzato.

Dunque onore agli Stati Uniti, meritatamente in semifinale. Le atlete yankee, infatti, sono state più continue e costanti delle rivali tricolori nell’arco di entrambi i gironi, surclassando nettamente le nazionali più deboli e perdendo senza crollare proprio con Italia e Brasile. Al contrario le nostre atlete si sono disunite nei momenti di difficoltà (eloquente il 25-7 con le verde-oro) e quei black-out sono alla fine costati una medaglia. Piazzamento a parte (a questo punto poco importa se sarà 5° oppure 8°), la selezione del Bel Paese ha comunque mostrato una reazione d’orgoglio che ha quasi completamente cancellato le scialbe prestazioni iniziali. L’Italia, infatti, possiede un livello tecnico da podio iridato e, almeno nella seconda fase, questo potenziale è stato espresso. Serve tuttavia maggiore cinismo, ovvero la capacità di tenere duro anche quando la situazione non è proprio ottimale.

Brasile a parte, non si sono viste altre squadre superiori a noi e da qui si deve ripartire. Se Barbolini resterà alla guida del veliero tricolore, dovrà dare maggior impulso al ricambio generazionale (ad esempio la Barcellini è stata troppo poco impiegata), sfruttando magari le competizioni estive per verificare volti nuovi. Con i ritorni di Guiggi e Barazza e l’innesto dell’oriunda Costagrande, inoltre, questa nazionale può ambire senza indugi al trono dell’olimpo. Con il bronzo del Grand Prix ed il probabile quinto posto mondiale, la stagione del volley femminile, considerando infortuni e vicissitudini varie, non è certamente da buttare.

Federico Militello

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CAMPIONATI EUROPEI DI SCHERMA

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L’Italia monopolizza il podio nel fioretto donne

Posted on 07 November 2010 by Federico87

Apoteosi tricolore ai Campionati del Mondo di scherma a Parigi. Nel fioretto femminile, infatti, le azzurre hanno calato un magico tris: oro, argento e bronzo. Nessuna nazione al mondo è come l’Italia. Primo titolo in carriera per Elisa Di Francisca: la 28enne jesina, dopo il bronzo dello scorso anno, ha coronato dunque il sogno di una vita prevalendo in finale per 15-11 sulla compagna di squadra Arianna Errigo. Proprio la 22enne di Monza aveva realizzato la grande impresa di giornata, piegando a sorpresa nel penultimo atto il totem Valentina Vezzali (15-10 dopo essere stata in svantaggio 9-4!).

Quest’ultima, non a caso, vede sfumare il sesto alloro iridato al termine di una stagione che l’aveva vista vincere in otto prove su nove di Coppa del Mondo. Abbiamo assistito oggi ad un passaggio di consegne dalla ‘vecchia’ alle nuove campionesse? Non direi. Una giornata poco brillante è più che plausibile in ogni disciplina e l’atleta più vincente dello sport italiano saprà scovare ulteriori stimoli per battagliare con le nuove ed arrembanti compagne di squadra, puntando ovviamente al quarto oro olimpico consecutivo (sarebbe un record assoluto). Comunque vada, la concorrenza non potrà che fare sempre meglio alla corazzata del Bel Paese, che, ricordiamolo, può fare affidamento anche su Ilaria Salvatori (uscita agli ottavi), Margherita Granbassi e Giovanna Trillini (senza contare le numerose giovani che si affacciano a grappoli ogni anno nel panorama internazionale). L’unica ‘non-italiana’ in semifinale è stata la forte coreana Nam, seconda a Pechino 2008 proprio dietro la Vezzali.

Giornata storta, invece, per i fiorettisti, con il campione uscente Andrea Baldini inchinatosi addirittura ai sedicesimi di finale al francese Sintes. Quest’ultimo ha eliminato anche il nostro miglior rappresentante, Giorgio Avola (nono alla fine). Oro per il tedesco Joppich. Gli azzurri ora cercheranno un pronto riscatto nella prova a squadre. Al termine della seconda giornata di gare l’Italia è in testa al medagliere.

Federico Militello

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FORMULA UNO: LE RED BULL HANNO LE “ALI” E VINCONO IL MONDIALE COSTRUTTORI

FORMULA UNO: LE RED BULL HANNO LE “ALI” E VINCONO IL MONDIALE COSTRUTTORI

Posted on 07 November 2010 by Yari Moschella

Ancora una volta le Red Bull fanno il vuoto alle loro spalle. Partono in seconda e terza posizione, si “divorano” l’esordiente Hulkenberg e, settore dopo settore, creano una voragine tra loro e tutti gli altri. Il primo posto di Vettel ed il secondo di Webber consegnano il Titolo Costruttori alla “Cenerentola” Red Bull.

Alonso impiega sette giri per superare il giovane tedesco della Williams, ma, anche a pista “libera”, non riesce ad avvicinare i due piloti in testa, che continuano a rifilare decimi di secondo al ferrarista. Conclude terzo e, grazie anche all’assenza di ordini di scuderia nella Red Bull, rimane in testa nel Mondiale Piloti.      

Qualche brivido nel finale. A causa dell’entrata in pista della Safetycar, dovuta all’incidente del pilota della Force India Vitantonio Liuzzi, le vetture si ricompattano e i protagonisti si ritrovano imbottigliati nel traffico dei doppiaggi. Il risultato è una minigara di una decina di giri in cui si susseguono sorpassi di piloti doppiati e qualche contatto. Le posizioni dei piloti di testa, tuttavia, non variano sino al traguardo.

La penultima prova del Mondiale 2010 in Brasile assegna un Titolo mondiale, ma per quello Piloti bisognerà attendere l’ultimo appuntamento della stagione.

 

LE PAGELLE:

VETTEL: VOTO 10

Alla prima curva passa da secondo a primo e vi rimane sino al traguardo. Ne scaturisce una gara monotona, ma non gli si può certo chiedere di rallentare apposta pur di divertire il pubblico.

WEBBER: VOTO 7

Si limita a seguire il compagno di squadra. Non commette errori, ma non tenta il colpaccio. Rimane alle spalle di Alonso nel mondiale, ma a  solo 8 punti di distanza.

ALONSO: VOTO 8

Ci mette il cuore per sorpassare Hulkenberg e, dopo, continua a spingere per tutta la gara. Tuttavia le Red Bull erano su un altro pianeta.

MASSA: VOTO 3

Ennesima prestazione incolore del brasiliano. Rimane incolonnato come un automobilista sulla Salerno – Reggio Calabria. Decide allora di anticipare il pit-stop, ma anche i suoi meccanici si dimostrano impacciati fissando in modo approssimativo la ruota anteriore sinistra. Costretto a rientrare ai box, si ritrova diciottesimo. Dopo svariati errori e “toccate” con vetture più lente riesce a concludere in quindicesima posizione, portando alla casa di Maranello “zero” punti mondiali.

HAMILTON: VOTO 7

Parte bene, ma al secondo giro commette un errore e  viene sorpassato da un ottimo Alonso. Quando l’anglo-caraibico si ritrova alle spalle di Hulkenberg le prova tutte per sorpassarlo, ma dopo aver confessato alla radio problemi di trazione, si arrende e aspetta che il pilota della Williams rientri ai box per il cambio gomme. Termina in quarta posizione.

HULKENBERG: VOTO 9

Si ritrova a partire dalla prima posizione, ma vi rimane solamente fino alla prima staccata. Dopo poche centinaia di metri si ritrova terzo, ma da quel momento, fino al pit-stop, inizia la sua gara da sogno. Resiste ad Alonso per sette giri e per altri otto costringe tutti gli altri piloti ad accodarsi a lui, chiudendo tutte le porte ad un disperato Hamilton. Conclude ottavo, ma con una vettura più competitiva avrebbe sicuramente conquistato una posizione migliore.

Yari Moschella

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MOTO GP VALENCIA: VINCE LORENZO

MOTO GP VALENCIA: VINCE LORENZO

Posted on 07 November 2010 by Yari Moschella

Ancora una vittoria per Jorge Lorenzo, che chiude alla grande la stagione 2010 della MotoGp. Cercando un rapido sorpasso su Simoncelli, rischia di terminare anzitempo la gara, ma, poco dopo, inizia la sua solita rimonta passando uno dopo l’altro tutti i piloti.

Qualche giro dietro Valentino Rossi, alcuni sul codone della Ducati di Casey Storen ed, infine, arriva tutto solo al traguardo. Con questa vittoria lo spagnolo ha messo a zittire le tante voci che sostenevano la sua vittoria nel Mondiale frutto più della sfortuna degli altri che dei suoi meriti.

Il solito Valentino Rossi, con il pugnale tra i denti, stupisce tutti con un ritmo gara mai visto durante le prove, ma non riesce a mantenersi competitivo quando, a metà gara, la spalla infortunata non gli permette più di “staccare” come solo lui riesce a fare. Superato da Lorenzo, cerca di stare con lui per qualche giro, ma poi si accontenta del terzo posto. Festeggia la fine della stagione con una maglietta dedicata alla sua ormai ex squadra: “Bye Bye Baby”. Martedì lo vedremo di rosso vestito!

Casey Stoner, dopo averci fatto credere per tutto il week-end di guidare un “proiettile”, in gara, forse a causa delle gomme sbagliate, non riesce a fare la differenza e si arrende al campione del mondo 2010.

Complimenti anche a Dovizioso e Simoncelli, rispettivamente quinto e sesto dietro un ottimo Ben Spies. Grazie ad una gara passata interamente a sorpassarsi, hanno fatto ricordare a tutti che oltre a Rossi ci sono altri italiani, e bravi, nella MotoGp.

Yari Moschella

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Una scialba Italia si arrende alla Repubblica Ceca

Posted on 02 November 2010 by Federico87

Disastrosa sconfitta per l’Italia ai Campionati del Mondo in Giappone, superata per 3-2 dalla Repubblica Ceca dopo essere stata in vantaggio per 2 set: giocando in questo modo è scontato un addio prematuro alla competizione. La nazionale di Barbolini è il ritratto fedele della nazionale 2006, ovvero quella pre-Aguero: in 4 anni non sono mutate le difficoltà nel fare punto in ricostruzione, il servizio è quasi sempre innocuo ed alle prime difficoltà si perdono sicurezza e punti di riferimento. Con la fuoriclasse cubana in passato non solo si era risolto il problema colmando il gap con le grandi potenze straniere, ma addirittura si era un gradino al di sopra (ricordate la trionfate World Cup del 2007?). L’Italia attuale, dunque, è una squadra dalle modeste ambizioni, in cui la forza del gruppo non è tale da sopperire alle carenze individuali. Le assenze di Jenny Barazza e Carolina Costagrande (colpevolmente ignorata per tutta l’estate, quando già di intravedevano le prime difficoltà), inoltre, pesano come macigni e non si vede come la selezione tricolore possa risollevarsi in questa edizione iridata. La Repubblica Ceca rappresenta sicuramente una nazionale in forte crescita, che in futuro lotterà per obiettivi importanti; al momento, però, non appare di certo una scoglio insormontabile. Lo è stato però per le ragazze di Barbolini, sovrastate dalla imperiosa prestanza fisica delle avversarie. A tratti l’Italia è parsa imbarazzante nelle rigiocate, quando ottenere il punto pareva una sorta di miracolo contro la tenace difesa ceca. La sconfitta odierna, realisticamente, rende quasi impossibile l’accesso delle azzurre alle semifinali, considerando che adesso servirà vincere (e potrebbe non bastare) almeno con una tra Brasile e Stati Uniti (senza dimenticare poi le sfide a Germania e Cuba…). Proprio le verdeoro saranno le nostre prossime avversarie nel match di domani: vista il notevole divario tecnico attuale, è altamente probabile un 3-0 per le sud-americane. Insomma, serve un vero miracolo.

Federico Militello


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SERIE A – La Juve espugna San Siro e riporta il Milan sulla Terra

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SERIE A – La Juve espugna San Siro e riporta il Milan sulla Terra

Posted on 31 October 2010 by Astefax


MILANO – Nel secondo anticipo del sabato, clamoroso successo della Juventus a San Siro contro il Milan. I bianconeri sono stati autori di una gara perfetta, imbrigliando i rossoneri lanciatissimi dopo la vittoria di Napoli. Di Quagliarella e Del Piero le reti del successo, ma ottima la prova del brasiliano Felipe Melo, migliore in campo.

Prima di iniziare, Del Neri perde Chiellini che, nel riscaldamento, sente dolore ad un polpaccio: il tecnico bianconero decide di non rischiare e manda in campo Legrottaglie al fianco di Bonucci. Nel Milan gioca Antonini dopo il brutto colpo preso a Napoli nello scontro fortuito con Maggio; in attacco, Allegri conferma il tridente che ha sbancato il San Paolo, con Ibra, Pato e Robinho alle loro spalle.

Il Milan parte forte e, al 13′ colpisce un clamoroso incrocio dei pali con una conclusione da fuori area di Ibrahimovic. Poco dopo, Storari è bravo a deviare in angolo una conclusione di Robinho. La Juve non sta a guardare e, poco dopo, passa inaspettatamente in vantaggio: cross dalla sinistra di De Ceglie e testa vincente di Quagliarella a battere l’immobile Abbiati. Quarta rete per l’attaccante ex Napoli e gioia dei tifosi juventini sugli spalti.

Accusato il colpo, il Milan sembra spaesato e si espone ai contropiedi della Juve che, su uno di questi, va vicina al raddoppio con Del Piero, ma Abbiati è attento. Il centrocampo del Milan è messo in mezzo da quello della Juve, che ha in Felipe Melo e Aquilani due autentici giganti ed in Martinez l’arma a sorpresa. In attacco, Robinho e Pato sono due corpi estranei, mentre quello più pericoloso resta Ibra che, nel finale di primo tempo, si divora un clamoroso gol da due passi, spedendo alto sulla traversa. Si va al riposo con la Juve avanti 1-0.

Nella ripresa, al 60′ la Juve raddoppia: fuga di Sissoko, subentrato all’infortunato Martinez, che entrato in area cicca clamorosamente la prima conclusione, per poi servire un pallone all’indietro per l’accorrente Del Piero che, di esterno destro, batte Abbiati per la seconda volta. Il ko del Milan è cosa certa e non serve neanche l’ingresso di Seedorf per Boateng a suonare la sveglia per i rossoneri che, comunque, riaprono il match al 82′ con un colpo di testa di Ibrahimovic ben imbeccato da Antonini. Nel finale, il Milan ha anche l’occasione del pareggio, ma su cross di Abate dalla destra, nè Ibra nè Robinho riescono ad intervenire.

Vince la Juve meritatamente e si porta al quarto posto solitario a 15 punti; per il Milan, occasione sprecata di essere capolista in attesa della Lazio e piccola ridimensionata dopo la vittoria di Napoli, anche perchè arrivata contro una diretta concorrente.

Adriano Stefanelli

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SERIE A – La Roma risorge col Lecce, ma perde Totti: per lui, niente derby!

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SERIE A – La Roma risorge col Lecce, ma perde Totti: per lui, niente derby!

Posted on 31 October 2010 by Astefax


ROMA – Nell’anticipo pomeridiano del sabato della nona giornata di serie A, la Roma batte il Lecce allo stadio Olimpico, ma sorride a metà. Se, infatti, i giallorossi ritrovano i 3 punti, perdono il loro capitano, Francesco Totti, espulso per fallo di reazione nei confronti di Olivera che lo aveva sgambettato: per il numero 10 giallorosso, si tratta di un cartellino pesantissimo che non gli permetterà di disputare il derby con la Lazio domenica prossima.

I fatti: al minuto 75′, sul 1-0 per la Roma, Totti lancia Vucinic che segna il definitivo 2-0. Nel frattempo, però, lo stesso Totti viene sgambettato platealmente da Olivera: il capitano giallorosso, dopo essersi rialzato, va a spintonare sotto gli occhi dell’arbitro il giocatore leccese, inducendo il direttore di gara ad espellerli entrambi.

Lo stesso Totti, poi, al momento del cartellino rosso forse non aveva realizzato che avrebbe visto il derby dalla tribuna; quando l’ha fatto, è andato su tutte le furie ed ha cercato di scagliarsi contro Olivera che aveva già preso la via degli spogliatoi. Lo hanno dovuto tenere in cinque, altrimenti chissà cosa sarebbe successo tra i due giocatori.

Tornando alla partita, la Roma ritrova il successo ed un pò di respiro in vista di una settimana importantissima per la squadra: martedi l’impegno in Champions contro il Basilea, domenica il derby contro la capolista Lazio. Ranieri perde Pizarro per tre settimane, ma recupera De Rossi, Julio Sergio e Menez. Proprio quest’ultimo è il primo indiziato a sostituire Totti nel derby.

L’avvio è tutto di marca leccese: una traversa dell’ex Corvia fa venire i brividi lungo la schiena ai tifosi giallorossi; quindi una prodezza di Julio Sergio, sempre su Corvia, salva la porta romanista. La Roma si sveglia e, al 15′, sfiora il gol con Borriello il cui colpo di testa esce di pochissimo. Al 25′ si pareggia il conto dei legni, con una clamorosa traversa colpita da Vucinic. Pochi minuti dopo, Rosati compie il miracolo su una conclusione in piena area di Totti, poi il tap-in di Borriello che di mezza rovesciata colpisce nuovamente la traversa. Si va al riposo sullo 0-0.

Nella ripresa, la Roma è intenzionata a vincere e al 60′ si porta in vantaggio: cross di Riise dalla sinistra e testa vincente di Burdisso, schierato titolare per la febbre di Mexes. Sulle ali dell’entusiasmo, la Roma continua ad attaccare e Borriello coglie il terzo legno della serata, su angolo di Totti. Poi è la volta di Vucinic a divorarsi un gol fatto, tutto solo davanti a Rosati, mandando alto un cross di Borriello. Lo stesso montenegrino, poi, si fa perdonare al 76′ quando, su lancio di Totti, infila Rosati con un diagonale imprendibile. Nella stessa occasione, l’espulsione già descritta di Totti e Olivera. In pieno recupero, poi, Vucinic fallisce clamorosamente il tris calciando a lato da ottima posizione.

Finisce 2-0 per la Roma che aggancia il Napoli a quota 12 in classifica e supera il Lecce, che resta fermo a 11 punti.

Adriano Stefanelli

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