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Gli studenti hanno imparato la lezione e per questo scendono in piazza

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Gli studenti hanno imparato la lezione e per questo scendono in piazza

Posted on 15 December 2010 by michele.l

L’esempio dell’Irlanda è quanto di più emblematico sia potuto accadere in questi ultimi anni. Infatti, l’ormai ex Tigre celtica è passata da uno status di modello da ammirare per crescita sostenuta, alto reddito pro-capite, bassa disoccupazione ad una condizione di estrema precarietà ed incertezza per il futuro. Attenzione, qui non stiamo parlando della spendacciona Grecia o di un altro dei paesi del Club Med. L’Irlanda prima di entrare nell’occhio del ciclone aveva, con un ottimo  25% di rapporto tra debito pubblico e Pil, una situazione del tutto invidiabile, specialmente pensando al nostro 103%.

Cosa è successo allora, dal 2007 in poi?

Semplicemente lo Stato ha svenduto il destino delle generazioni future per salvare in toto le banche che non erano affatto il sintomo del male, bensì la causa. Lo stesso è accaduto più o meno nel Regno Unito, dove la crisi sarà pagata principalmente dai lavoratori e studenti.

Infine, le cose non sono andate meglio sull’altra sponda dell’Atlantico, epicentro di questo terremoto di carta e storicamente più sensibile ai bisogni delle lobbies, dove è andato in scena il grande bluff.

La logica del “Too big to fail” è fin troppo simile alla legge del pesce grande che mangia quello più piccolo. Negli USA, mentre molta gente non ha ancora un lavoro, fa a cazzotti per un sussidio statale o è costretta a pagare un mutuo quasi doppio rispetto al valore reale della “propria” abitazione, le banche, il mondo della finanza in generale hanno messo i loro artigli sui destini dello Stato acquistandone il debito. Sono diventati di fatto gli azionisti di maggioranza, con il denaro messo a disposizione dalla Fed a costo zero e, soprattutto, grazie alla liquidità fornitagli dal piano salva-banche congegnato dall’ex ministro del tesoro statunitense Henry Paulson e già vice-presidente di Goldman Sachs!. Ironia della sorte?.

Pochi giorni fa, l’asso del pallone e miliardario Eric Cantona ha lanciato un’improbabile campagna contro il sistema bancario, allo scopo di ritirare tutti i risparmi e di mettere così in ginocchio il “Sistema”. L’ipotesi è suggestiva certo, ma non credo possa dare una risposta immediata e concreta ai problemi della gente. Una risposta la stanno dando, invece, le migliaia di studenti di tutta Europa che hanno imparato la lezione e sono scesi in piazza a manifestare contro una politica che sta sempre dalla parte dei più forti!.

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Per tutti i giovani non più disposti a tutto, l’appuntamento è domani alle ore 18 in piazza Montecitorio

Posted on 10 November 2010 by michele.l

Finalmente la Generazione X sembra essere uscita dal torpore. Nelle scorse giornate alcune delle maggiori città italiane sono state letteralmente tappezzate da manifesti e banner da parte di un movimento chiamato “Giovani disposti a tutto“. Non è dato sapere la natura di tal movimento, francamente è la parte meno interessante, specialmente per chi è stanco dei tatticismi della politica e delle leggi ad personam. Finalmente, è stato rotto un silenzio assordante che coinvolge la parte più giovane, dunque, il futuro di questo Paese. Le proposte e le critiche possono essere, democraticamente, espresse al sito www.giovanidispostiatutto.com . Per domani, 11 Novembre, sono previste manifestazioni a Roma, ore 18 in piazza Montecitorio, a Firenze ed a Napoli. Il mio invito è alla partecipazione, superando le classiche divisioni ideologiche fra destra e sinistra, retaggio di una cultura ampiamente anacronistica e da guerra fredda. Dal canto mio, vorrei proporre di inondare, letteralmente, con immagini e loghi del movimento, le caselle di posta elettronica delle agenzie del lavoro e di quelle aziende che pubblicano annunci scorretti, al fine solo di  sfruttare il dipendente e di eludere il cuneo fiscale. Lo scopo potrebbe essere l’adozione, finalmente, di un codice di deontologia professionale e di uscire da questo fiacco torpore che getta alle ortiche le menti più fresche di questa società. Ci vogliono togliere la dignità, i sogni ecc., ci hanno già tolto una pensione decorosa; perché aspettare?. Si vive nel presente ed il futuro inizia oggi.

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To B. or not to B.?

Posted on 28 October 2010 by michele.l


Ci siamo appena ripresi dalla vicenda della, ormai, celeberrima Casa di Montecarlo, affare di Stato condito con tanto di spy story ai Caraibi e traffico internazionale di cucine, che il nostro paladino della Giustizia è riuscito a focalizzare l’attenzione sulla soluzione delle “assoluzioni”, l’Uovo di Colombo, insomma, che, a detta di molti, risolverà  i mali di questo Paese, minacciato, a quanto pare, anche da un imminente golpe comunista. A voler essere seri, basta solo dare un’occhiata alla rassegna stampa internazionale per capire di essere l’unico Paese al mondo, specie in questo frangente, ad occuparsi, con tutto il rispetto, del futuro, anzi no, del passato di un ultra settantenne. Saranno i primi effetti della “riforma” pensionistica?. Bah. Ad altre latitudini nel frattempo, il Washington Post, sebbene gli USA siano nel bel mezzo di una decisiva campagna elettorale o forse proprio per questo, ha trovato il tempo e lo spazio per scrivere a caratteri cubitali ed in prima pagina qualcosa come “Un accordo con BMW significa 1000 posti di lavoro in S. Carolina”, mentre, dall’altra parte dell’oceano, in Gran Bretagna, dove non ci sono elezioni al momento, la politica ed il totale dell’opinione pubblica hanno concentrato i loro occhi sulla legittimità dei tagli alla spesa pubblica, quindi sul diritto al sussidio all’abitazione, ovviamente sul tema dell’occupazione ed infine, ma non ultimi, sugli squilibri sociali in toto che via via si stanno acuendo a causa della crisi. Per capirci, il dibattito è talmente elevato che il Ministro del Lavoro e delle Pensioni è finito al centro di contestazioni, anche a mezzo stampa, per una questione, diciamo così, di tatto e solo per essersi rivolto con un “get on the bus” verso coloro i quali sono rimasti senza un impiego, invitando così i propri concittadini a darsi da fare di più per trovare un’occupazione, a tollerare, in breve, quei sacrifici che migliaia di pendolari italiani fanno da anni, quotidianamente, viaggiando in treni e stipati come bestie pur di arrivare, puntualmente, sul posto di lavoro. Mal comune mezzo gaudio?. Certamente, no. Infatti, la sola cosa che ci accomuna al mondo anglosassone è un premier oggetto di critiche, ma anche qui, a ben vedere, le differenze sono di carattere sostanziale, perchè l’obiettivo del collega britannico, solo il tempo gli darà ragione o torto, è quello di fare del Regno Unito il luogo migliore al mondo dove poter investire in futuro. Tornando, invece, al nostro settantenne, cos’altro potrà mai sognare uno a quell’età, se non di ritardare, egoisticamente, il giorno della propria fine?. Per concludere e riallacciarmi al succo della questione, vogliate scusarmi in anticipo per la volgarità, vorrei farvi solo notare che fare la cacca è normalissimo, fermarsi a guardarla un po’ meno.

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Oroscopo 2011

Posted on 25 October 2010 by Sebastiano Gardellin

Sono già pubblicate in internet le previsioni dei segni zodiacali per l’anno 2011. Da ciò che si legge e prevede, non sarà un anno facile per quasi nessuno dei segni, piuttosto un anno dove rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente sembra siano le chiavi necessarie per uscirne indenni. Bene Toro Gemelli ed Acquario, che con un giusto equilibrio oroscopo 2011 tra lavoro e vita sentimentale riusciranno a gestire bene ogni situazione. Così e così per Ariete Leone Bilancia e Sagittario, non poche difficoltà si farannò avanti e il lavoro non macherà mai, in arrivo però con grandi soddisfazioni.Pesci Capricorno Scorpione e Cancro dovranno sudarsele le conquiste, sia in ambito lavorativo che sentimentale. Ecco qui in dettaglio le previsioni http://www.oroscopogiorno.com/astrologia/.

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Non fare il pollo!

Posted on 20 September 2010 by michele.l

L’altra sera, sfogliando uno dei tanti volantini della grande distribuzione, che spesso troviamo spesso nella nostra buca delle lettere, ho notato con sorpresa che un pollo intero potesse costare meno di 2 euro. A questo punto, vi verrebbe da dire: ” beh, cosa c’è di strano? guarda ‘sto sfigato che va pensando!”. Ed invece si, la cosa mi ha incuriosito tanto da spingermi a fare delle ricerche, le quali mi hanno svelato delle cose, forse ai più già note, per nulla  rassicuranti. Insomma, la Comunità Europea, la mamma, i dottori o, che ne so, la maestra ci hanno sempre, con ragione, detto che il fumo, l’alcool, le droghe, il non utilizzo delle cinture di sicurezza o del casco e via dicendo sono delle cose nocive alla nostra salute, ma nessuno ci ha mai detto che anche le cose più banali che quotidianamente ingeriamo possono avere i loro scheletri nell’armadio. Tornando alla domanda inziale, come fa un pollo a costare al dettaglio meno di 2 euro?; possibile che nelle sua, seppur breve, esistenza non abbia consumato , per esempio, almeno una quantità di magime superiore a quell’importo?. Per capire come tutto ciò sia possibile, bisogna ripercorre le tappe di questa, credetemi, fabbrica degli orrori. In particolare, stiamo parlando di vero e proprio prodotto che di naturale non ha proprio un bel niente, a partire dal nome COBB 500, la razza più diffusa e “brevettata” dalla omonima Cobb Breending Company. Il prodotto vive solo 45 giorni ed allevato secondo un sistema industriale, chiamato integrato, il quale comprende diverse fasi, tra le quali la produzione della gallina ovaiola, l’incubazione delle uova, la produzione dei pulcini, il macello, la lavorazione ecc..

Dunque, i detti “animali” vengono alimentati notte e giorno a ciclo continuo, grazie all’illuminazione artificiale, e versano, per tutto il tempo, in condizioni igieniche terribili. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno con l’ausilio di antibiotici contenuti nei mangimi. Per i virus il discorso è diverso,  infatti, come tutti sanno, non esistono farmaci; da qui l’uso di vaccinare le bestie, il quale, però, contrasta solo le manifestazioni patologiche dei virus, senza l’eradicazione degli stessi dall’organismo dell’individuo malato, così che, vengono comunemente commercializzati polli appartemente sani, i quali sono, in realtà, delle vere e proprie bombe batteriologiche. Ricordate l’ultima e tanto temuta influenza aviaria!?. A tutto ciò va aggiunto che vengono quotidianamenti nutriti con mangimi a bassissimo costo come OGM, farine di sangue e/o di pesce, PCB, oli esausti, grassi di origine animale ecc. Ecco perchè, una volta cotto e raffreddato, il “prodotto” presenta quel caratteristico odore di pesce.

A questo punto, vi chiederete dei controlli. Beh, i controlli ci sono, non vi preoccupate; per legge sono sufficienti quattro su ogni milione, si ho detto milione!, di esemplari allevati.

Buon appetito!

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Milioni di italiani rispondono “SI” al leasing immobiliare

Posted on 07 September 2010 by francesca.a

Cosa sarebbe oggi il mondo senza la geniale forma di contratto Leasing nel campo dell’immobiliare? Il leasing, oggi, la forma di contratto più gettonata in tutto il mondo, è in grado di soddisfare le esigenze di privati, professionisti o imprese per l’acquisizione della disponibilità di beni necessari alla loro attività produttiva e costituisce pertanto, per le imprese, la forma di finanziamento ideale per realizzare investimenti in diverse tipologie di beni, quali ad esempio un bene strumentale, un immobile, un mezzo targato,una imbarcazione, un arredo. Il Leasing immobiliare permette dunque all’utilizzatore di acquistare un immobile in modo più vantaggioso rispetto ad un mutuo, sotto vari aspetti, quali ad esempio la possibilità di adattare le caratteristiche del contratto di locazione alle proprie singole esigenze, lega alcune peculiarità tipiche del leasing immobiliare quali:
- la durata dell’operazione;
- l’importo dell’anticipo iniziale che di norma per questa tipologia di leasing può variare da un 10 ad un 30%;
- l’importo del canone relativo al riscatto finale dell’immobile che può scendere fino ad un 1%;
- la consistenza dei canoni per tutta la durata del contratto.
Bisogna inoltre ricordare che i canoni riguardanti la locazione finanziaria sono un costo fiscalmente deducibile.
Non meno importante dal punto di vista fiscale è la possibilità, rispetto ad altre forme di finanziamento, di riuscire ad ammortizzare i costi relativi all’acquisto del bene immobile in un periodo che secondo le nuove normative parte da un minimo di 18 anni.

Il leasing, secondo dati dimostrati,cresce, sviluppa canali distributivi innovativi, diversifica il portafoglio dei prodotti, crea reti e “reti di reti”, sta dentro le forme più evolute dell’attività dell’industria immobiliare (fondi immobiliari, property & facility management, sale & lease back) ; in uno scenario in rapida trasformazione si afferma come una leva dello sviluppo economico di rilievo e primaria importanza.

Francesca Autorino

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Il mercato dell’auto è saturo: aggiungete altre pallette!

Posted on 05 September 2010 by gianmarco.c

Il mercato dell’auto è in crisi nera. Non è una novità.

Per il 2009 il nostro Consiglio dei Ministri annunciava trionfante la soluzione: varato il pacchetto di aiuti e incentivi anti-crisi relativo al settore dell’auto! Applausi scroscianti accolsero la notizia e l’apparente ripresa fu immediata. Sull’onda degli incentivi statali, infatti, le case automobilistiche ricominciarono a vendere anche nel nostro Paese, prima fra tutte la FIAT che registrò positivi incrementi di fatturato per diversi mesi mentre, con cieco ottimismo, gli addetti ai lavori assicuravano che il peggio era ormai alle spalle.

Ma, ovviamente, era solo un’illusione.

Gli incentivi statali, così concepiti, non potevano essere la cura definitiva, ma andavano visti e sfruttati come un modo -più o meno efficace- per dar fiato ad un settore immobile e passivo. In quel periodo di grazia, le case costruttrici, avrebbero dovuto investire ed innovarsi, così da essere pronte a riaffrontare il mercato contando solo sulle proprie forze.

Ma siamo in Italia, patria di tanti giovani e promettenti esuli e vecchi fossili saldamente radicati alle poltrone.

Così, come volevasi dimostrare, l’illuminazione mai raggiunta dalla dirigenza in tanti anni manca all’appello per l’ennesima volta ed il mercato dell’auto torna ad imitare il Titanic…

Vero, Marchionne ha clamorosamente acquisito il marchio Chrysler, ma intanto le produzioni delle case europee migrano sempre più verso Est, partendo dalla Polonia ed arrivando fino alla terra del Sol Levante, con conseguente disoccupazione e trasferimento di ricchezza.

Gli ultimi mesi poi, sembrano rappresentare il preludio all’armageddon…il “20 Dicembre 2012″ del panorama automobilistico italiano. L’assenza degli incentivi statali infatti, continua a pesare sul mercato nazionale che, per il quinto mese di fila, resta negativo, segnando un calo di vendite attorno al 19%, mai così basso da 17 anni a questa parte!

Ma vi sorprende? Eppure il motivo di tale ecatombe economica, almeno per quel che mi riguarda, è tanto evidente da far apparire imbarazzante l’occlusione mentale di chi potrebbe e dovrebbe risolvere la situazione: gli italiani non c’hanno il cash!

Il mercato dell’auto è saturo! Non si vende perché, di fatto, non c’è più richiesta! Ma come si può pensare che una produzione annua di quasi un milione di unità -solo in casa FIAT-, possa essere sostenibile nel lungo periodo? Soprattutto con i prezzi folli su cui anche le utilitarie più infime si attestano…!

E la situazione negli altri paesi non è certo migliore.

L’errore che managers ed imprenditori del settore continuano a commettere è vedere l’auto come un bene di consumo usa e getta…come in realtà non è e non può essere, e su questo basare tutta la strategia economica.

Certo, ci sono i cosiddetti Paesi Emergenti, vedi il Brasile e l’Argentina, o la Cina…serbatoi immensi, pronti ad accogliere milioni di autovetture…ma anche loro hanno una capienza, non sono infiniti! Se la filosofia stessa di questa industria non cambia, se i protagonisti non diventano più saggi e lungimiranti, l’apertura verso questi nuovi mercati non farà altro che ritardare il definitivo ko.

E allora che fare?

Bel problema… Ovviamente, ormai, la produzione non può rallentare, almeno non più di tanto, anche perché ora come ora i dipendenti ed i lavoratori legati al settore automotive solo nel nostro Paese sono parecchie centinaia di migliaia ed un rallentamento significherebbe tagli e disoccupazione -con relativo calo di consumatori, tra l’altro- . Anche decentralizzare all’estero, come anticipavo prima, credo sia una strategia pericolosa e dannosa, forse redditizia a breve termine ma alla fine autodistruttiva.

Io, che non sono un’economista o un esperto in strategie economiche internazionali, interpreto ciò che osservo e credo che una possibile soluzione possa essere la diversificazione di produzione e servizi. Se una grande azienda come la FIAT o qualunque altra casa automobilistica utilizzasse il proprio know-how ingegneristico e le proprie risorse umane e tecnologiche per offrire prodotti e servizi trasversali -trasversali ma pertinenti, ovviamente-, amplierebbe esponenzialmente il proprio mercato, sopperendo così al lungo ciclo di vita che caratterizza il prodotto principale (l’automobile). Un po’ come ha iniziato a fare in GermaniA (guarda caso) la VolksWagen che, circa un anno fa, dopo “l’auto del popolo”, si è reinventata “l’energia del popolo”, avviando la produzione dei cogeneratori domestici EcoBlu che, in parole povere, sono generatori elettrici azionati da un motore 2.0 diesel (quello della Touran, per capirci) e che, in più, sfruttano il calore prodotto per offrire riscaldamento ed acqua calda all’edificio che li ospita.

…per la cronaca, ho detto “reinventata” perchè, in realtà, questi EcoBlu altro non sono che il “Totem” , dispositivo ideato dall’ingegner Palazzetti e presentato al Salone della Tecnica di Torino nel 1975 (!) ma abilmente snobbato dalla scaltra dirigenza FIAT di quel periodo…

Intendiamoci, questi sono esempi, ipotesi e riflessioni da osservatore pensante, non da esperto in materia…ma immagino conveniate con me che non siano poi tanto sciocche o sconclusionate.

Invece, entro uno o due anni, FIAT vedrà scorporare dal proprio gruppo tutte le produzioni secondarie, vedi le macchine movimento terra (Cnh), i veicoli commerciali di Iveco, e Powertrain per motori e cambi (beh…una genialata! considerando che i motori sono una delle poche cose che alla casa torinese è sempre riuscita bene…). Questo significa che l’azienda si concentrerà esclusivamente sul proprio “core business”, producendo esclusivamente auto. Anzi, potenziando notevolmente la propria produzione per arrivare ad 1,4 milioni di unità prodotte annualmente entro il 2014…!

Io sono certo che gli strateghi ed i managers della Casa abbiano la creatività e le competenze per indovinare la strada giusta e risollevare le sorti della nostra gloriosa industria, ma devo ammettere che l’idea di affrontare un mercato saturo aumentando ulteriormente la produzione, mi fa tornare alla mente il commesso dell’IKEA in una puntata dei Simpsons, il quale, davanti ai bambini dall’aria disperata che affondavano inesorabilmente nella vasca delle pallina colorate, folgorato da una brillante idea risolutiva esclama:

“i bimbi non sembrano felici…AGGIUNGETE ALTRE PALLETTE!”

GianMarco Cremonesi

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Spesa senza controllo

Posted on 16 August 2010 by michele.l

Tempo fa mi è capitato di lavorare come vigilante presso una nota società operante nel settore sicurezza, la quale si era aggiudicata un importante giro di appalti per la fornitura di servizi a musei e municipalizzate d’interesse strategico, quali i trasporti, in una delle maggiori ed importanti città italiane. Prima di allora mai mi era balenata l’idea, io studente, di poter far questo tipo di lavoro, ma l’occasione di poter guadagnare qualcosa durante il periodo estivo e la difficoltà a trovare un impiego mi spinsero a tentare, seppur senza convinzione. Ebbene si, ottenni quel lavoro attraverso un processo di selezione a dir poco ridicolo, non so se avete presente l’armata Brancaleone, e senza neppur, manco a dirlo, alcun briciolo di formazione!!!. A questo punto, amici, come il mitico Lubrano ci insegna, la domanda nasce spontanea. Il servizio offerto dai privati è davvero migliore di quello pubblico?, è giusto, per la gestione degli interessi strategici del Paese, dover ragionare secondo le regole del mercato? Insomma, i soggetti aggiudicatori per restare sul mercato devono giocoforza offrire sempre più prestazioni a basso costo con una ricaduta inevitabile sui salari e sulla professionalità dei dipendenti, quindi sulla qualità delle prestazioni stesse. E che dire, ancora, del tanto discusso egiziano Sawiris a cui è stata prima venduta Wind da parte di Enel e poi affidata la gestione del contratto Consip, ossia l’esclusiva su tutti i cellulari in dotazione all’Amministrazione pubblica italiana. Ministeri, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza ecc.!!! Cosa ne pensate di tutto ciò? siete ancora convinti che privato sia sinonimo di giustizia ed efficienza? A questo punto la domanda nasce di nuovo spontanea. In tempi di austerity, invece che buttar soldi dalla finestra, non sarebbe meglio dotare di maggior mezzi l’Amministrazione pubblica e, soprattutto come in questo caso, le Forze dell’Ordine che operano non per il profitto, ma esclusivamente per il benessere sociale?

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Inflazione in calo nel 2009 ma salgono le tariffe controllate

Posted on 11 August 2010 by Lorenzo

 

Il ministero dell’Economia ha segnalato che, nonostante l’inflazione generale sia calata ad uno dei livelli più bassi degli ultimi 50 anni, le tariffe dei beni controllati, sia a livello nazionale che regionale, hanno subito invece un forte impulso in controtendenza, con aumenti generalizzati quasi ovunque

Dalla nota del ministero si evince infatti che “i prezzi delle voci sottoposte a regolamentazione, tariffe energetiche escluse, hanno registrato fin dall’inizio dell’anno una ripresa della dinamica di crescita, con tassi saliti da poco meno del 2% al 3,5% circa di fine 2009″. Tra le tariffe che hanno subito il maggiore rialzo spiccano gli aumenti di molti servizi pubblici, a cominciare dai trasporti dove in evidenza c’è l’aumento del +7,3% dei traghetti e del +4,6% dei biglietti dei treni. Sotto i riflettori l’aumento del al +5,6% dei servizi postali. Anche la cultura fa sentire il suo “peso”:  +4,4% per i biglietti di ingresso ai musei, +3,9% per l’istruzione secondaria e +2,9% per l’istruzione universitaria.

Il salasso ovviamente non finisce qui. A subire un cospicuo aumento sono anche quei servizi irrinunciabili per ogni cittadino, come l’acqua e la raccolta e gestione dei rifiuti urbani, che hanno registrato un rincaro esorbitante: +5,9% per l’acqua e 4,5% per i rifiuti. Un calo viene registrato soltanto dalle voci che riguardano l’approvvigionamento energetico: -1,9% il ribasso per le tariffe elettriche e -1,5% quelle relative al gas di erogazione. Tra i beni liberalizzati invece salta all’occhio il dato relativo ai trasporti aerei nazionali in calo di quasi il 20%.

Lorenzo Molinari

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Truffe Inps: oltre 100 MLN i soldi indebitamente sottratti

Posted on 11 August 2010 by Lorenzo

Giro di vite per dell’Inps sui truffatori che ogni anno acquisiscono indebitamente pensioni di invalidità, sociali o addirittura riscuotendo la pensione di persone ormai defunte. I controlli intensificati hanno portato infatti alla luce ingenti somme pagate indebitamente dall’Inps per oltre 100 MLN di euro.

Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha dichiarato che “L’azione di contrasto contro chi tenta di truffare l’Inps e quindi lo Stato sarà sempre più determinata  e infatti nel mese di settembre costituiremo una nuova unità antitruffe presso la Direzione generale dell’Istituto per coordinare le operazioni su tutto il territorio nazionale”. Le truffe scoperte riguardano principalmente persone che si fingono falsi invalidi (con 11 milioni di euro sottratti indebitamente allo stato, 55 arresti e 470 indagati), falsi braccianti agricoli che richiedono l’indennità di disoccupazione, maternità e malattia (25 milioni di euro pagati ed oltre 4000 persone indagate), persone che riscuotono pensioni di defunti e aziende che assumono fittiziamente lavoratori al solo scopo di ottenere prestazioni a sostegno del reddito.

Lorenzo Molinari

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