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Tour de France: nessuna sorpresa, è Contador il re

Posted on 24 July 2010 by Lorenzo

PAUILLAC (FRA) 24 Luglio 2010 – Tutto come previsto. Non è riuscita ad Andy Schleck l’impresa di strappare la maglia gialla a Contador nella 19esima tappa, la Bordeaux – Pauillac, cronometro di 52 km. Si è comunque assistito ad una prova d’orgoglio di Andy Schleck che ha tentato fino all’ultimo metro di aggiudicarsi il Tour, tanto che a sorpresa, dopo i primi 22 km guadagnava 6” su Contador, riducendo il distacco in classifica da 8” a soli 2”. Sicuramente non la migliore cronometro di Contador, costretto ogni 6-7 pedalate ad arretrare il peso sulla sella, forse troppo scivolosa.

Nonostante ciò lo spagnolo è sembrato sempre nel pieno controllo della situazione, ha corso i primi km controllando i tempi di Schleck per poi aumentare nella seconda parte della cronometro. Alla fine i secondi che li dividono in classifica generale sono incredibilmente 39, quelli che Schleck perse nella 15esima tappa per un salto di catena, con Contador che lo attaccò, scatenando le polemiche . Senza quel salto di catena, ora sarebbero appaiati in testa alla classifica.

La tappa è stata vinta da Fabian Cancellara, campione del mondo a cronometro, col tempo di 1h 00′ e 56” (1h 06′ e 39” il tempo di Contador). Tra gli uomini di classifica grandissima prova del russo Denis Menchov che riesce a strappare il terzo poso in classifica generale a Samuel Sanchez.

Domani l’ultima tappa, la passerella che porterà i corridori a Parigi sul tragurdo degli Champs Elysée, tappa ininfluente ai fini della classifica generale, che servirà però a decidere il vincitore della maglia verde, con il nostro Alessandro Petacchi che deve difenderla dall’attacco di Tor Hushovd, secondo a 10 punti dallo spezzino, e Mark Cavendish, terzo a 16 punti di distacco.

Per Alberto Contador è la terza affermazione al Tour de France (2007, 2009, 2010), che va ad affiancare nel suo straordinario palmarès la doppietta Giro d’Italia – Vuelta a Espana, ottenuta nel 2008

Lorenzo Molinari

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Take That : la reunion a novembre

Posted on 16 July 2010 by anti.s

Era il lontano 1995 quando Robbie Williams decise di lasciare la Boy Band che lo aveva lanciato per tentare la sua carriera da solista. In seguito al suo abbandono, la band si sfasciò definitivamente  e per 10 anni, i 5 componenti Gary Barlow, Mark Owen, Jason Orange, Howard Donald e lo stesso Robbie Williams, hanno intrapreso strade diverse restando sempre nel mondo della musica, anche se non tutti hanno riscontrato discreti successi.

Questo fino al 2005, quando i quattro componeti ancora orfani di Robbie hanno deciso di riprovarci, mettendo insieme i pezzi di quello che c’era stato e riformando la Band con l’uscita di un nuovo album, Beautiful World,grazie al quale  hanno ritrovato il successo di un tempo. A seguire un secondo album, Circus, e un Tour in giro per il mondo sempre nella nuova formazione a quattro voci e con un corpo di ballo al seguito.

Ora la notizia è certa: prima un singolo inciso con Gary Barlow dal titolo Shame, che sarà incluso nell’ultimo album di Robbie Williams The best of In and Out of Counsciosness, poi la tanto attesa e discussa reunion dei 5 musicisti che avverrà a novembre, sancita dall’uscita di un nuovo album che sarà sul mercato internazionale prima di Natale. E dopo? Ad attendere i Take That un mega Tour mondiale che partirà nell’estate 2011 e che farà guadagnare a ciascun componente ben 10 milioni di sterline.

Sarà questo che avrà convinto Robbie Williams a tornare insieme ai suoi compagni dopo 15 anni di lontananza? Poco importa la vera ragione della decisione, perché per tutti i fans della band e per la musica in generale, questo è sicuramente un grande evento e a noi non resta nell’attesa che cominciare con il conto alla rovescia.

Robbie Williams Reunion With Take That

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Calciomercato: attenta Inter, ti soffiano Balotelli! E forse anche Maicon…

Posted on 16 July 2010 by Astefax

MILANO – Ore importanti queste per l’Inter di Moratti. La società nerazzurra, infatti, ha ricevuto la visita degli emissari dello sceicco del Manchester City che hanno chiesto notizie su Mario Balotelli avanzando anche un’offerta importante. Dalla Spagna, poi, scrivono che Mourinho vuole a tutti i costi Maicon al Real Madrid.

Partiamo da Balotelli. Il giovane attaccante, croce e delizia dei tifosi interisti, è entrato nelle mire di Roberto Mancini  che lo vorrebbe al City: questa mattina i dirigenti inglesi si sono presentati in via Durini con un’offerta di 25 milioni di euro netti. Il presidente nerazzurro, Massimo Moratti, ha ritenuto ancora bassa la cifra ed oggi gli inglesi sono pronti a rilanciare fino a 30 milioni, la somma richiesta dall’Inter.

All’uscita dalla sede interista, Massimo Moratti è stato intercettato dai giornalisti, ai quali ha detto:”Se si profila un derby United-City per Mario? Sono due club seri e sicuramente sanno quello che devono fare a riguardo. Noi la nostra valutazione del giocatore l’abbiamo fatta, ora dovremo solo vagliare le proposte che ci sono arrivate. Una cosa è certa: mi piange il cuore cedere uno dei miei campioni!”. Parole che suonano come un addio: ora sta al City rilanciare fino alla cifra richiesta dall’Inter.

Ma quanto può fare bene la cessione di Mario Balotelli al City per il calcio italiano? Sicuramente non tanto: il ragazzo, per carità, non è uno stinco di santo, ma ha pur sempre 19 anni ed è giusto che si comporti ancora in modo immaturo per capire dove sbaglia e magari rimediare. Il suo talento in campo, però, non si discute: privarsi di un giocatore già forte a 19 anni non è una mossa da Inter. Ma in un mercato dove servono liquidi, tutto ormai è concesso. I talenti di casa Italia, però, sarebbe bene che restassero patrimonio nostro e non di altri!

E veniamo alla questione Maicon. Il terzino più forte del mondo è fortemente richiesto dall’ex tecnico interista, Josè Mourinho, che lo vuole a tutti i costi nel Real Madrid. Il tecnico portoghese, infatti, non contento di Pedro Leon e Di Maria, ha chiesto alla società delle Merengues un ulteriore sforzo per portare in “camiseta blanca” anche Maicon. L’offerta del Real è di 25 milioni di euro, mentre l’Inter ne chiede 35: staremo a vedere come andrà a finire anche questa storia.

Adriano Stefanelli

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Balla I Will Survive ad Auschwitz ma è polemica

Posted on 16 July 2010 by Lorenzo

ROMA – In modo senza dubbio singolare, un sopravvissuto all’olocausto, tornato a casa dal campo di concentramento di Auschwitz, ha deciso di rendere omaggio ai milioni di vittime che durante la seconda guerra mondiale hanno trovato la morte per mano tedesca. Adolek Khon, di 89 anni, ha deciso infatti di ballare sulle note della celebre I Will Survive di Gloria Gaynor, ad Auschwitz, per richiamare l’attenzione del mondo intero sulla tragedia che li è avvenuta. Subito si sono scatenate le orde polemiche dei benpensanti, che ritengono Auschwitz un luogo sacro, profanato in modo vergognoso da un balletto. Ma Khon ha subito risposto a queste pesanti accuse, che lo hanno toccato nel profondo perché lui gli orrori di Auschwitz li ha vissuti in prima persona sulla propria pelle e non ci sta a far passare il gesto per una burla dissacrante.

“Non avrei mai creduto di poter tornare in quei luoghi” – ha dichiarato alla BBC – “Ne tanto meno di tornarci per girare un video di questo tipo”. Ma alla fine è stata la figlia a convincerlo, la loro intenzione era quella di comunicare in modo diverso con le nuove generazioni superando le immagini tradizionali dello stermino nazista. Lanciare un messaggio forte, forse provocatorio, ma non per le vittime e i loro familiari, quanto per tutti coloro che troppo in fretta dimenticano o per coloro che ancora oggi negano con forza che lo sterminio di milioni di Ebrei sia mai avvenuto. Ha voluto comunicare che nonostante tutti gli orrori che ha visto e patito, lui ce l’ha fatta, è sopravvissuto. Ha tirato fuori la sua gioia di vivere che nemmeno il Nazismo è riuscito a spezzare e ha trasmesso questo incredibile messaggio nella forma sicuramente più efficace a manifestare tale sentimento: la danza.

http://www.youtube.com/watch?v=bRJK9J07zPs

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Motorola blocca i suoi smartphone in caso di software non ufficiali

Posted on 16 July 2010 by Anto

A quanto pare non sarà possibile installare liberamente ROM non ufficiali e personalizzare il sistema dei Motorola Droid X e Milestone 2, e dei prossimi smartphone a marchio Motorola. Questa è la nuova politica Motorola che non permetterà tali operazioni se non con rischio di blocco permanente del telefono. Infatti per sbloccarlo dovrà essere eseguito un fix hardware ufficiale che potrà essere fatto solo in centri assistenza Motorola ed ovviamente a nostre spese per l‘invalidazione della garanzia.

Purtroppo questa volta non è assolutamente colpa di Android che di sua natura è un sistema open source e permette qualsiasi tipo di modifica del sistema, così viene negata la libertà di personalizzazione tanto da far sconsigliare da alcuni importanti siti di telefonia l’acquisto di tali device. L’azienda statunitense stavolta ha effettuato una mossa strana e davvero inspiegabile.

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Steve Jobs sapeva sin dall’inizio dei problemi di ricezione dell’iPhone 4

Posted on 16 July 2010 by Anto

Steve Jobs sapeva dall’origine che il nuovo iPhone 4 avrebbe avuto problemi di ricezione a causa della particolare posizione dell’antenna nella scocca metallica. Almeno questo è quanto dichiara il sito Bloomberg che assicura il tutto da una fonte attendibile, che ovviamente non vuole farsi identificare. A quanto pare lo scorso anno un ingegnere esperto di antenne di Apple, Ruben Caballero, avrebbe informato Steve Jobs che con quella progettazione si potevano creare problemi e cadute di ricezione.

E non è finita qui, perchè anche un operatore mobile partner di Apple mostrò alcune perplessità e dubbi sul posizionamento dell’antenna del nuovo iPhone. Il portavoce di Apple, Steve Dowling, non ha commentato queste voci e ha affermato che comunque non avrebbe mai reso disponibile Caballero per fare interviste. Per quanto riguarda una possibile soluzione al problema tramite il richiamo in azienda dei dispositivi, si stima un danno economico per Apple pari a 1,5 miliardi di dollari, una vera e propria mazzata. Infine il senatore Charles Schumer di New York ha chiesto esplicitamente in una lettera pubblica a Steve Jobs di affrontare la questione in modo trasparente e faccia a faccia. Staremo a vedere cosa verrà dichiarato durante la conferenza stampa convocata per oggi.

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Basket femminile: qualificazione difficile senza Macchi e Ballardini

Posted on 16 July 2010 by Federico87

A volte una finale 5°-6° posto può segnare in negativo il futuro a lungo termine di una nazionale: è quanto accaduto all’Italia. Lo scorso anno, infatti, le azzurre persero con la Grecia nel match valido per la quinta piazza continentale, che non solo sarebbe valso il pass per i Mondiali 2010, ma anche quello per gli Europei del 2011. Ora, dunque, la qualificazione andrà conquistata sul campo ed il girone eliminatorio (le prime due staccano il biglietto) si presenta tutt’altro che agevole, con avversarie di spessore come Belgio e Lituania, senza dimenticare l’ostica Croazia (abbordabile, invece, l’Olanda).

La nazionale allenata dal ct Ticchi, inoltre, dovrà fare a meno della sua fuoriclasse di maggior talento, Francesca Macchi, ferma per una fastidiosa fascite plantare. All’assenza di una delle giocatrici più forti d’Europa si è aggiunta anche quella di Simona Ballardini, operata al ginocchio proprio nella giornata di ieri. Insomma, delle tre stelle italiane di maggior prestigio ed esperienza è rimasta la sola Raffaella Masciadri, la quale ha rinunciato alla Wnba pur di rispondere alla convocazione in nazionale.

L’Italia, dunque, dovrà fare di necessità virtù: sarà fondamentale cementare il gruppo e creare un sistema di gioco che preveda organizzazione e coralità, sperando che la giovane promessa Giorgia Sottana (nella foto) compia il definitivo salto di qualità ad alti livelli. In difesa le azzurre pagano dazio in centimetri rispetto alle avversarie, per cui si soffrirà (e non poco) a rimbalzo.  Lottare su ogni palla, quindi, sarà un obbligo necessario, cercando poi di trarre il massimo da ogni situazione.

La qualificazione agli Europei del prossimo anno è cruciale perché vi si assegneranno le carte olimpiche per Londra 2012, vero obiettivo dell’Italia. La nostra nazionale, infatti, non partecipa ai Giochi Olimpici dal 1996 (fu ottava ad Atlanta). Troppo tempo. E’ giunto il momento di rinverdire i fasti del passato.

Federico Militello

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HTC Desire HD, versione europea dell’Evo 4G con ottime caratteristiche

Posted on 16 July 2010 by Anto

Nelle ultime settimane si sono susseguite una serie di rumors riguardanti un prossimo smartphone HTC dal nome Ace, che  a quanto pare dovrebbe essere la variante europea dell’Evo 4G che non sarà mai commercializzato in Europa per via della connettività Wimax. Ma le novità non finiscono qui perchè Ace dovrebbe essere soltanto un nome in codice provvvisorio per poi diventare Desire HD, quindi successore del Desire attuale.

Questo interessante HTC Desire HD possiede spiccate specifiche tecniche, quasi le stesse dell’Evo 4G ovviamente senza connettività 4G. Se le informazioni dovessero essere vere allora potremmo ammirare un dispositivo con ampio display AMOLED da 4.3 pollici a risoluzione di 480 x 800 pixel con touchscreen di tipo capacitivo, CPU da 1 GHz Qualcomm Snapdragon, fotocamera da 8 megapixel con dual flash LED e possibilità di registrare video in HD a 720p, SRS surround sound, 4GB di memoria interna, funzioni di eBook reader, wi-fi, gps, bluetooth e slot per microSD. Ad arricchire il tutto dovrebbe certamente essere integrato Android nella versione 2.2 Froyo con pieno supporto a Flash 10.1, interfaccia utente HTC Sense, senza tralasciare la possibilità di un futuro aggiornamento ad Android 3.0 Gingerbread. Si vocifera anche di un design monoblocco tutto in alluminio, molto più elegante e compatto del predecessore. Infine il suo lancio potrebbe essere previsto nel corso di ottobre, in linea con i tempi di rilascio degli aggiornamenti di Android.

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Marea nera: bloccate le perdite dal pozzo di Macondo

Posted on 16 July 2010 by Lorenzo

Per la prima volta da quando lo scorso 20 aprile l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon ha causato il peggior disastro ecologico della storia degli Stati Uniti, la fuoriuscita di greggio dal pozzo sottomarino di Macondo è stata bloccata. Finora i tentativi di fermare il petrolio erano falliti o erano andati solo parzialmente a buon fine, bloccando una parte dei circa 60mila barili al giorno che per 13 settimane si sono riversati nel Golfo del Messico.  Il nuovo tappo invece ha per il momento bloccato per intero la fuoriuscita del greggio, facendo filtrare un barlume di luce e di speranza attraverso l’immensa marea nera. “Ma siamo ancora alla fase dei test” fanno sapere dalla Casa Bianca. L’ammiraglio di Guardia Costiera Thad Allen, responsabile delle operazioni per conto del Governo Americano, ha si parlato di significativi progressi raggiunti sulla perdita di greggio, ma ha precisato però che sarà necessario attendere dalle 6 alle 48 ore per sapere se l’operazione ha avuto pieno successo e se dunque il pozzo potrà essere chiuso. Non resta quindi che attendere, nel frattempo i titoli in borsa della BP, la società petrolifera proprietaria del pozzo, sono tornati a volare in borsa, facendo registrare in poco tempo un aumento del 10%. Le immagini dell’installazione del nuovo tappo sono state trasmesse in diretta dalle principali emittenti Statunitensi.

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Hugo Chavez in guerra con il Vaticano

Posted on 16 July 2010 by A.C.

CARACAS – Tensione tra la Conferenza Episcopale Venezuelana e il presidente del governo Hugo Chavez. Quest’ultimo durante un discorso televisivo ha incaricato il Ministro della Giustizia di rivedere gli accordi con il Vaticano, che garantiscono particolari privilegi alla Chiesa Cattolica del paese. «Dal momento che il Venezuela è uno stato laico – afferma Chavez – attribuire privilegi ad un particolare gruppo religioso implica una violazione dei principi costituzionali». Nel paese sudamericano, come in Italia, le istituzioni confessionali legate alla Santa Sede godono di numerosi benefici non previsti per le altre religioni.

Non perdono tempo gli esponenti della Chiesa e minacciano implicitamente il Capo del Governo di intraprendere una battaglia contro il partito socialista in vista delle prossime elezioni presidenziali. Dura la replica di Chavez che, dopo aver appellato gli ecclesiastici “trogloditi”, si rivolge direttamente a Benedetto XVI: «È il capo della Santa Santa Sede, non l’emissario di Cristo», e continua incalzante «Cristo non ha bisogno di un delegato. Cristo è nelle persone e in chi di noi combatte per la giustizia e per l’umiltà». Accusa inoltre i leader della Chiesa di manipolazione nei confronti del popolo.

Non da meno è l’intervento dell’arcivescovo di Caracas, Jorge Urosa: «Un comportamento del genere è incostituzionale e illegale, ma soprattutto, mina i diritti umani, i diritti civili e politici dei venezuelani» e accusa il Presidente del paese di voler instaurare un sistema “socialista marxista” occupando tutti gli spazi e portando la nazione al totalitarismo.

Completamente diversa è la situazione della Chiesa in Italia, che nonostante le ultime gravi accuse ricevute dal Vaticano – dalla questione della pedofilia a quella delle antenne responsabili di tumori – continua ad ottenere un ampio sostegno da parte del Governo. Attualmente i rapporti tra lo stato italiano e la Santa Sede sono regolati dai Patti Lateranensi del 1929, firmati da Mussolini e rivisti nel 1984 da Bettino Craxi. Anche in questo caso possono mettersi in discussione i tanti privilegi concessi alla Chiesa, che diventa in questo modo un’istituzione di preminenza rispetto agli altri gruppi religiosi nonostante uno dei principi fondamentali della Carta costituzionale sia quello dell’eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini.

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