Si scrive Lml Star, si legge Vespa. Ma di cosa parliamo ? Dello scooter più affascinante presente oggi sul mercato, prodotto dalla Lohia Machines Limited negli ex stabilimenti della Piaggio in India.
Ecco svelato l’arcano di un mezzo che assomiglia in tutto e per tutto al suo predecessore degli anni ottanta.
Attenzione: non si tratta di un clone. Perchè se è vero che il telaio è quello e le forme sono arcinote, è altrettanto vero che il motore quattro tempi (oggetto della prova) è stato interamente progettato in India.
Si tratta di un’unità di 150 cc, con cilindro orizzontale. La distribuzione è mono albero a cammes in testa con catena ed alimentazione a carburatore. Il rapporto di compressione, contrariamente agli standard odierni, è assai basso (9:1) e la velocità massima assai modesta (poco sopra i 90 km/h). Tuttavia la sua vera forza è nella robustezza e nei consumi, che si attestano sopra ai quaranta chilometri con un litro.
Ma saliamo in sella…..
Non appena avviato (attraverso il pulsante o il pedale posto sul lato destro), il motore gira regolare e silenzioso. Niente a che vedere con l’unità a due tempi. Ma va scaldato un poco, specialmente se è inverno. Si tratta, pur sempre, di un motore raffreddato ad aria con alimentazione a carburatore.
Una volta tolto il cavalletto centrale (quello laterale è tra i numerosi optionals venduti dalla casa) inizia il divertimento.
Perchè la Lml è l’unico scooter prodotto attualmente che ti porta in un’altra dimensione. Sarà per il cambio manuale o per la scocca in alluminio. Per il motore che ne sposta il peso sulla destra o per la ruota di scorta montata sul lato sinistro. Per i numerosi accessori cromati che ti fanno pensare di vivere l’epoca “mods” degli anni ’60 in Inghilterra (suggeriamo, in proposito, di guardare il film “Quadrophenia”) o per le ruote da dieci pollici ormai inusuali.
Sta di fatto che ce se ne può innamorare immediatamente, a patto di prende Lml per quello che è. Sapendo che non ci si può correre più di tanto, perchè con appena nove cavalli non si va da nessuna parte. Che la maneggevolezza è da riferimento, ma le sospensioni sono dure e non copiano sempre bene le asperità. Che lo spazio sotto la sella è pressochè inesistente.
Però ci vai in giro e ti guardano tutti. Specialmente se si scelgono le colorazioni pastello (a nostro avviso le più in linea con il mezzo). Eppoi con il cambio manuale ci si diverte da morire. Per non parlare, poi, di quanto sia bello giocarci con i numerosi accessori. E con cinque euro di benzina ci si fanno quasi duecentocinquanta chilometri (!!!!!).
Certo, lo ripetiamo ancora, non è il mezzo più adatto per sfrecciare nel traffico frenetico e convulso delle grandi città.
Però si rispettano senza problemi i limiti di velocità. E la sua linea non cambia nel tempo. Ed il telaio è in acciaio. Fatto per durare. Ed i costi di manutenzione sono molto bassi.
Insomma: questi numerosi “e” portano a concludere che valga la pena comprare la Lml Star 150 4.
A dispetto dei numerosi detrattori del “vintage style”.
Si ringrazia per la prova la concessionaria Lml e Moto Guzzi di Roma “Motosystem srl” con sede in Via Tiburtina 253.
www.lmlitalia.com














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