Posted on 02 October 2010 by lucfor76

Questo annuncio è stato fatto, con una punta d’orgoglio da Farouk Hosni, Ministro della Cultura D’Egitto: all’incirca a 600 chilomatri a sud di Il Cairo, una squadra di archeologi egiziani ha scoperto, nella città monumentale di Luxor, una statua del faraone Amehotep III (1410-1372 a.C.). La statua rappresenta Amenhotep assiso su un trono con al suo fianco il dio Amon, la più importante divinità di Tebe, capitale d’Egitto nel Medio e Nuovo Impero e che si ergeva nell’odierna Luxor.
Il ministro, nel comunicato diffuso dall’acronimo CSA vale a dire Consiglio Supremo delle Antichità (CSA), ha precisato che la parte posteriore di questa statua doppia in granito del faraone, è stata dissotterrata, nel settore ovest del Nilo proprio nelle vicinanze del tempio a lui dedicato. Del resto Amenhotep III è stato uno dei re più importanti della XVIII dinastia è rispettivamente padre e nonno di altri due faraoni altrettanto decisivi Akenatón e Tutankamón
La statua che misura 1,30 metri d’ altezza e 95 centimetri di larghezza, sul capo ha una parrucca e la doppia corona che simboleggia il nord ed il sud d’Egitto. Zahi Hawas, segretario generale del CSA, dal canto suo, in una nota ha sottolineato che la straordinarietà della scoperta: “è una delle più belle statue, ritrovate nell’ultimo periodo, del periodo regale faraonico: per le fattezze dei dettagli del volto di Amenhotep III”. Nel comunicato si afferma inoltre che gli scavi proseguiranno ad oltranza nel luogo del ritrovamento per dissotterrare le parti mancanti della statua, che alla fine le daranno un’altezza di tre metri. Hawas, ha affermato che questa, in ordine di tempo è la terza statua che si scopre in quell’area, con la possibilità che, nella zona, esistano persino più statue del faraone.
Maria Luisa L.Fortuna
Posted on 30 August 2010 by lucfor76


Secondo quanto riferito dalle prime notizie fornite dall’agenzia stampa Ansa sul proprio sito web, la tela di Tiziano, uno dei maggiori esponenti del Rinascimento italiano, ‘Davide e Golia’, per altro restaurata da poco, è stata danneggiata dall’acqua gettata dai pompieri di Venezia per spegnere un incendio divampato in un edificio nelle vicinanze della Basilica Santa Maria della Salute che lo ospita.
L’opera si trova incastonata nel tetto della sacrestia della principale chiesa di Venezia. Il getto di acqua delle idrovore ha provocato diversi tagli nel quadro.
Le autorità ,dopo aver scoperto i danni, hanno ordinato di rimuovere il quadro dal tetto per evitare così che la sua situazione peggiori ancora di più di così. La tela è considerata una delle più importanti opere della storia dell’arte dell’epoca.
Maria Luisa L. Fortuna
Posted on 25 August 2010 by isardo88
Dopo la tappa di Milano, le opere del giovane “pittore d’architettura” parigino Yves Bèlorgey sono sbarcate in Sicilia, precisamente ad Acireale, in provincia di Catania. La mostra “Sezioni verticali”, con la collaborazione della galleria Xippas di Parigi, avrà luogo in Piazza Duomo, all’interno della Galleria del Credito Siciliano, e conterà di una trentina di opere, tra dipinti a olio su tele di grande formato e disegni su carta. Bèlorgey è considerato da molti come il possibile erede del vedutista settecentesco Giovanni Panini, per la sua “scienza dello spazio”, e del francese Hubert Robert per la “fluidità della visione”. Queste due caratteristiche lo rendono colui che meglio sa interpretare l’architettura contemporanea nella sua essenza. La pittura di Bèlorgey si impone per l’impatto immediato, quasi fotografico. Da più di dieci anni porta avanti una ricerca, in costante evoluzione, sugli edifici urbani che accomunano periferie e città di tutto il mondo nella loro essenza. Bèlorgey cerca di interpretare le modificazioni urbane come riflesso di quelle sociali e culturali. E come e quanto l’architettura di oggi condizioni chi la vive, la vede, o la subisce. Ciò che riesce a stimolare è l’esperienza della frammentazione. Le architetture dipinte non sono animate da persone. La figura umana è presente solo attraverso gli oggetti, i fiori sui balconi, le tende alle finestre. Si può solo avere la sensazione della quotidianità e della presenza di una vita comune. Perché ad “abitarle” è lo spettatore. Ai visitatori è offerta un’occasione di riflessione sulla realtà che ci circonda, sulla città in quanto luogo da vivere e non inteso come assemblamento di case o come luoghi ricolmi di solitudine. Le nostre città non possono dimenticare che è l’uomo il protagonista delle architetture e non il contrario. Chi volesse vivere questa particolare esperienza e vedere di persona queste opere ha tempo fino al 28 novembre, tutti i giorni, lunedì esclusi, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20, con ingresso gratuito.
Ignazio Sardo
Posted on 24 August 2010 by Maila Modugno
Non accade di rado che gli stilisti vadano negli archivi delle lore maison per cercare ispirazione per le nuove collezioni. Questo perchè, nella moda, innovazione e rivisitazione sono le chiavi del successo.
Histoire idèale de la mode contemporaine è la mostra del Musée des Arts décoratifs di Parigi che ripercorre gli anni della storia della moda che ancora oggi ispirano numerosi stilisti, i ’70 e gli ’80, attraverso alcune tra le più belle creazioni degli stilisti (soltanto francesi!) protagonisti del periodo: Yves Saint Lauren, Sonia Rykiel, Chloé, Comme des Garçons, Chanel , Christian Lacroix e Jean Paul Gaultier sono solo alcuni dei nomi ospitati dalla mostra.
Con 150 abiti e circa 40 video, la mostra rappresenta non solo una interessante occasione per approfondire la nostra conoscenza sulla storia della moda, ma è anche un modo per comprendere in che modo è cambiata nel tempo la società in cui viviamo. Inaugurata ad aprile, è visitabile al numero 107 di Rue de Rivoli fino al 10 ottobre. A partire dal 25 novembre il museo ospita la seconda parte della mostra, quella dedicata agli anni ’90 e 2000.
Posted on 20 August 2010 by lucfor76

Questo venerdì la stampa belga ha sottolineato che la scultura di Salvador Dalì intitolata “Mujer con cajones” valutata in 100.000 euro, è stata rubata da una sala dell’esposizione di Brujes nel nord-ovest del Belgio. Secondo parecchi e diversi quotidiani fiamminghi, una telecamera di sicurezza ha filmato come i ladri abbiano nascosto la statua in un borsone e siano usciti dalla sala dove si trovava la preziosa scultura poco dopo mezzogiorno di mercoledì, immagini che sono state analizzate dalla polizia.
Il furto non è stato ancora confermato dalla società organizzatrice dell’esposizione, ‘Interart’. L’opera realizzata in bronzo è di circa 50 centimetri di larghezza e 30 di altezza, ha un peso di dieci chili più o meno. Il genio di Figueres (1904-1989) è stato con i suoi quadri, disegni e sculture uno dei principali rappresentanti del surrealismo del ‘ 900. Nella pittoresca città belga teatro della mostra intitolata ‘Museum-Gallery Xpo: Salvador Dalì’ si possono vedere alcuni dei suoi quadri e disegni più famosi e rinomati.
Maria Luisa L.Fortuna
Posted on 16 August 2010 by lucfor76

Simon de Pury è diventato una star televisiva grazie allo spettacolo Bravo “Work of Art: The Next Great Artist”, ma il barone svizzero Phillips de Pury & Casa di vendite all’asta si è piazzato in terza posizione, molto al di sotto di altre case più rinomate come Sotheby’s e Christie’s. Il critico della rivista Artnet Charlie Finch è elettrizzato dal fatto che de Pury voglia aprire un nuovo quartier generale sulla 57th e Park il prossimo mese, “ma mi rattristo ed affliggo quando leggo della scarsa affluenza nella casa d’aste e di conseguenza mi sono spremuto le meninigi per farmi venire in mente come far esibire i banditori in maniera innovativa.”
Fra le proposte lanciate da Finch figurerebbe: “Cambiare il nome con PdeP ed introdurre sul mettere su mercato un’intera linea di PdeP di borsette e valigie e in aggiunta un’acqua di colonia Simon cologne, con uno slogan già pensato ‘Simonize yourself’ . . . E l’iniziativa comprenderebbe anche l’utilizzo di banditori celebri tutti prereribilmente nudi, tra i nomi? Lady Gaga, Robert Pattinson, Betty White, Scott Brown. Ci sono otto proposte in più, ma quello che ci vuole è l’idea vincente.
Maria Luisa L. Fortuna
Posted on 11 August 2010 by lucfor76

Un gruppo di archeologi britannici ha trovato un’abitazione e assicurano che quella che considerano la casa più antica del Regno Unito: che reputano sia stata costruita intorno all’anno 8.500 prima di Cristo, vicino alla località di Scarborough, nella costa del nord-est d’Inghilterra. Secondo gli archeologi delle Università di Manchester e York che lavorano insieme nel sito la “scoperta sensazionale” è che la casa in questione è datata 500 anni prima di quella che si considerava finora la casa più vecchia delle isole britanniche.
Inoltre gli studiosi stanno esaminando una piattaforma di legno vicina all’abitazione, che considerano possa trattarsi di una delle vestigia meglio conservate del periodo Mesolitico. Nelle dichiarazioni rilasciate alla BBC, l’archeologa dell’Università di York, Nicky Milner ha spiegato che questo tipo di siti sono “incredibilmente rari” e che la scoperta servirà per conoscere meglio il tipo di vita dei britannici di 100 secoli fa.
L’esperta ha voluto chiarire che “quello che è realmente importante è com’è cambiata la nostra visione nei confronti di questi primitivii: Si pensava fossero nomadi molto attivi, con grande mobilità ma adesso li vediamo come gente molto posata e persino sofisticata che viveva nello stesso luogo per generazioni”.Si considera che quella zona, allora unita al continente europeo, fosse la residenza di comunità di cacciatori , le prime stabilitesi nella zona dopo il ritiro dei ghiacciai che hanno occupato durante l’era glaciale. Vivevano principalmente di caccia in particolare ai cervi, agli animali selvatici ed agli alci ed erano coadiuvati da cani addomesticati.
La casa trovata è un’abitazione di struttura circolare con una serie di tronchi disposti intorno ad una superficie a livello inferiore, che con ogni probabilità era coperta da canne. Gli archeologi non hanno ancora capito come erigevano le pareti e il tetto, ma sono certi che la casa è stata rimodellata con il passar del tempo e, molto probabilmente, lì attorno c’erano delle altre abitazioni. La casa è stata trovata nel deposito conosciuto come Star Carr e con ogni probabilità è stata abitata da un essere umano tra i 200 ed i 500 anni dopo l’era glaciale e questo è stato l’oggetto di un intenso e profondo studio da quando è apparsa agli occhi degli archeologi intorno al 1940.
Maria Luisa L. Fortuna
Posted on 10 August 2010 by sabrina_izzi
Gardone Riviera. La mostra iconografica “Léon Bakst, l’arte della messinscena” allestita nell’Auditorium del Vittoriale degli Italiani che ospita le riproduzioni dei bozzetti di scena e dei costumi più significativi disegnati dal pittore e scenografo russo per gli allestimenti dei Balletti Russi di Sergej Diaghilev e degli spettacoli costruiti sulle pièces teatrali scritte in Francia da Gabriele D’Annunzio e svoltisi nei teatri di Parigi e Londra, è stata prorogata fino al 12 Settebre 2010.
Sabrina Izzi
Posted on 10 August 2010 by sabrina_izzi
Macerata. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, durante un consueto monitoraggio dei siti archeologici marchigiani, hanno riconosciuto, grazie anche all’aiuto del Cinquantesimo Nucleo Elicotteri di Falconara Marittima e la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche , un’ampia area urbana, delle dimensioni di circa venti ettari, identificabile con l’insediamento romano di Pausulae. Dalle foto aeree è stato possibile individuare un fitto tracciato viario con relativo abitato ed edifici a pianta quadrangolare con colonnati. Il reticolo urbano è orientato a nord-est secondo l’andamento della valle fluviale ed è circondato da imponenti mura di cinta. I nuovi dati scientifici, rielaborati dagli enti competenti in costante collaborazione tra loro, condurranno ad un importante miglioramento delle conoscenze attuali relative alla topografia dell’antico insediamento romano.
Sabrina Izzi
Posted on 10 August 2010 by sabrina_izzi
Londra. Da Settembre nel Victoria and Albert Museum verrà esposta la più grande tela mai realizzata di Picasso. La tela misura 10,4m x 11,7 m ,ma si tratta in realtà di una copia del dipinto “Deux Femme Courant Sur La Plage” realizzato dal Maestro nel 1922. Nel 1924 il suo amico e impresario teatrale Serge Diaghilev chiese a Picasso di poter usare il quadro come sfondo per l’ouverture dell’orchestra durante la stagione di Balletti Russi a Parigi. In ventiquattr’ore l’artista Alexandre Shervashidze trasformò l’opera in una tela enorme che sorprese il pubblico e lo stesso Picasso tanto che egli decise di firmarlo e dedicarlo all’amico Diaghilev.
La tela fu poi usata per l’ouverture dello spettacolo “Le Train Bleu” e alla fine di ogni spettacolo veniva ripiegata fino al successivo utilizzo, così da lasciare pieghe e segni che sono tuttora visibili.
La tela scomparve dopo due stagioni teatrali per riapparire, nel 1939, in un’esposizione parigina. Soltanto nel 1968, acquistata all’asta per sessantanovemila sterline dal critico inglese R. Buckle, fu da lui stesso donata al “Victoria and Albert Museum” nell’intento di farla divenire il fulcro di un reparto dedicato all’arte figurativa, ma il progetto non venne mai realizzato e la tela è stata riutilizzata soltanto in sporadiche occasioni.
Dal 25 Settembre sarà possibile ammirarla nell’ambito di una mostra dedicata a Diaghilev e l’età d’oro del Balletto Russo nei vent’anni dal 1909 al 1929.
Sabrina Izzi