Nella città di Mantova, subito dietro al Duomo, sul fondo della pietrosa Piazza Sordello, si trova una palazzina con un piccolo giardino fiorito, al centro del quale una figura insolita sembra in attesa.
Si tratta della statua in bronzo di Aldo Falchi, rappresentante
, sventurato protagonista di una famosa tragedia verdiana.
Anche a chi ritiene di non averla mai sentita nominare, sarà capitato sicuramente di canticchiare la sua aria più famosa, La donna è mobile, e presto non ci saranno più scuse per non conoscerne la storia.
Infatti, nelle serate di sabato 4 e domenica 5 settembre, verrà trasmesso su Raiuno in mondovisione proprio Il Rigoletto, per la regia di Marco Bellocchio (L’ora di religione, Buongiorno notte, Vincere), e con Placido Domingo nel ruolo del protagonista.
Non si tratta di una registrazione realizzata in qualche teatro, ma di un vero e proprio evento televisivo, un “film in diretta” che si inserisce un percorso ideato da Andrea Andermann, La via della musica (suoi antecedenti sono state LaTraviata nel 2000 da Parigi e La Tosca nel 1994 da Roma).
I tre atti della celebre opera di Giuseppe Verdi saranno recitati nelle sale di Palazzo Ducale, Palazzo Te, e della Rocca di Sparafucile (restaurata per l’evento) e trasmessi contemporaneamente alle tv di tutto il mondo, mentre il piccolo Teatro Bibiena, vero e proprio gioiello dell’architettura e dell’acustica, ospiterà l’Orchestra Sinfonica della Rai, diretta da Zubin Metha. Alla fotografia, infine, il premio Oscar Vittorio Storaro.
Il risultato? Lo decreteranno gli ascolti del pubblico, messi alla prova dalla insolita collocazione nel palinsesto televisivo: la prima parte, corrispondente al primo atto, alle ore 20.30 di sabato 4 settebre, la seconda alle 14 di domenica 5 e la terza dalle 23.15 della stessa domenica (nel terzo atto si sentono infatti i rintocchi della mezzanotte).
Ciò che possiamo dire con certezza è che per una volta sono stati investiti tanti soldi (si parla di due milioni di euro) nel tentativo di creare una televisione di qualità. Chissà se gli italiani (in Italia e all’estero) apprezzeranno lo sforzo.
Elena Bonesi




















