Jovanotti è riesploso con un nuov
o singolo uscito il 3 dicembre scorso, continuando il suo dialogo
con il mondo, più teso e vibrante che mai, più limpido e in pace che mai. “Tutto l’amore che ho”, è il singolo
che anticipa l’album “Ora” nel quale è contenuto e che uscirà il 25 gennaio. Un pezzo-geyser: energia sorgiva
e acqua benedetta dal centro della terra. Arriva e bagna la terra arida con la consueta disarmante purezza
e sapienza istintiva. Un uomo, un drago e l’amore, ecco i tre elementi primordiali che si muovono nel video.
Un uomo va per la sua strada, il drago va per la sua, e la sua strada è distruggere l’uomo, qualunque uomo. E’
solo per un caso, per un assurdo, che alcuni sopravvivono, e altri no. Così il camion, il lupo feroce, i cecchini in
passamontagna sono i tanti corpi di una sola anima, l’anima di un drago, feroce, mugghiante, spasimante del suo
stesso male, pieno di veleno, pieno di fuoco. Contro il veleno che sbava e il fuoco che rigurgita esiste una sola arma:
l’amore. Contro quel cuore malato e senza redenzione c’è una sola arma, contro il cuore del male c’è una sola potenza,
l’amore. Già sentita spesso questa storia? No, non è vero. Si è sentita poche volte come ogni verità pura e ogni vera
speranza. Ancora meno si è sentita raccontata così bene, questa vecchia bella storia, come se fosse vera. Perché è
vera, ma di solito chi la racconta non lo sa. Invece Jovanotti lo sa. Indipendentemente da come la si pensi riguardo
alle speranze che ha questo mondo, lui lo sa. E lui è un artista, un sognatore, che come lui stesso dice, vede cose
riservate ai sognatori, ma questo è ciò che gli dà qualche diritto in più, oltre al dono del talento per raccontare
tutto l’amore e tutto l’odio che vede. Il diritto di sapere che il suo sogno è tutto vero, come solo santi e poeti hanno
osato credere. Sulla scia di Modugno, di De André, Jovanotti sogna il vero e piega la realtà ai suoi sogni, come il
cavaliere pazzo di cui parla la canzone. E’ una solida, durevole novità quella che guida questo tipo di sognatori,
ma la realtà si può piegare ai sogni solo quando i sogni diventano realtà, e l’acqua sorgiva e purissima dell’amore
sempre spegne la fiamma del male, e l’antica novella si rivela utopia. Perché non appena rivela la sua potenza,
l’amore viene rinnegato dall’uomo, fuggendo dall’amore ogni luogo. Non è il luogo che non c’è, è il luogo che non
si trova, e in realtà, nessuno ne vuol sentir parlare. Altro che vecchia storia. Ma Jovanotti ignora queste menate, o le dimentica,
vecchie storie, storie poco popolari, suggestioni. Ignora dogmi, ignora illusioni. Pensa di sapere un segreto, e avanza leggero a passo di
danza, combatte con vera forza e vera potenza e nessuna arma, fin quando disteso per terra suggella in un sorriso
immenso la sua certezza che l’amore è la salvezza. E quest’antica poetica dell’amore e della salvezza è quanto di più
bello un poeta possa poetare e un musico cantare. E un sognatore credere.