Lèon bakst

Prorogata al 12 settembre la mostra “Léon Bakst, l’arte della messinscena”

Posted on 10 August 2010 by sabrina_izzi

Gardone Riviera. La mostra iconografica “Léon Bakst, l’arte della messinscena” allestita nell’Auditorium del Vittoriale degli Italiani che ospita le riproduzioni dei bozzetti di scena e dei costumi più significativi disegnati dal pittore e scenografo russo per gli allestimenti dei Balletti Russi di Sergej Diaghilev e degli spettacoli costruiti sulle pièces teatrali scritte in Francia da Gabriele D’Annunzio e svoltisi nei teatri di Parigi e Londra, è stata prorogata fino al 12 Settebre 2010.

Sabrina Izzi

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scavo archeologico

Macerata:scoperto un nuovo sito di epoca romana

Posted on 10 August 2010 by sabrina_izzi

Macerata. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, durante un consueto monitoraggio dei siti archeologici marchigiani, hanno riconosciuto, grazie anche all’aiuto del Cinquantesimo Nucleo Elicotteri di Falconara Marittima e la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche , un’ampia area urbana, delle dimensioni di circa venti ettari, identificabile con l’insediamento romano di Pausulae. Dalle foto aeree è stato possibile individuare un fitto tracciato viario con relativo abitato ed edifici a pianta quadrangolare con colonnati. Il reticolo urbano è orientato a nord-est secondo l’andamento della valle fluviale ed è circondato da imponenti mura di cinta. I nuovi dati scientifici, rielaborati dagli enti competenti in costante collaborazione tra loro, condurranno ad un importante miglioramento delle conoscenze attuali relative alla topografia dell’antico insediamento romano.

Sabrina Izzi

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Deux femme courant sur la plage

Falso Picasso a Londra

Posted on 10 August 2010 by sabrina_izzi

Londra. Da Settembre nel Victoria and Albert Museum verrà esposta la più grande tela mai realizzata di Picasso. La tela misura 10,4m x 11,7 m ,ma si tratta in realtà di una copia del dipinto “Deux Femme Courant Sur La Plage” realizzato dal Maestro nel 1922. Nel 1924 il suo amico e impresario teatrale Serge Diaghilev chiese a Picasso di poter usare il quadro come sfondo per l’ouverture dell’orchestra durante la stagione di Balletti Russi a Parigi. In ventiquattr’ore l’artista Alexandre Shervashidze trasformò l’opera in una tela enorme che sorprese il pubblico e lo stesso Picasso tanto che egli decise di firmarlo e dedicarlo all’amico Diaghilev.

La tela fu poi usata per l’ouverture dello spettacolo “Le Train Bleu” e alla fine di ogni spettacolo veniva ripiegata fino al successivo utilizzo, così da lasciare pieghe e segni che sono tuttora visibili.

La tela scomparve dopo due stagioni teatrali per riapparire, nel 1939, in un’esposizione parigina. Soltanto nel 1968, acquistata all’asta per sessantanovemila sterline dal critico inglese R. Buckle, fu da lui stesso donata al “Victoria and Albert Museum” nell’intento di farla divenire il fulcro di un reparto dedicato all’arte figurativa, ma il progetto non venne mai realizzato e la tela è stata riutilizzata soltanto in sporadiche occasioni.

Dal 25 Settembre sarà possibile ammirarla nell’ambito di una mostra dedicata a Diaghilev e l’età d’oro del Balletto Russo nei vent’anni dal 1909 al 1929.

Sabrina Izzi

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L’Urlo

Il silenzio nell’Urlo di Munch

Posted on 27 July 2010 by sabrina_izzi

“Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo…Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando.”

 Ecco le parole usate da Edvard Munch, pittore norvegese vissuto a cavallo tra l’800 e il 900, per descrivere la scena raffigurata nel suo dipinto intitolato “L’Urlo” di cui esistono diverse versioni.L’opera è datata al 1893 ed è stata ispirata all’artista  proprio durante una passeggiata con degli amici su un ponte della città di Oslo.

Questo dipinto è completamente pervaso da quella visione tragica della vita scaturito nell’animo dell’artista per via dei drammi familiari e dei lunghi momenti di lutto che si susseguirono durante la sua esistenza: quando era ancora un bambino perse sua madre e mai si rassegnò alla morte della  giovane sorella logorata lentamente dalla tisi. Durante tutto il suo percorso artistico i temi dominanti sono la vita e la morte.

Nel dipinto l’Urlo la figura in primo piano nel  dipinto rappresenta la solitudine individuale, il ponte è la metafora della difficoltà, le sagome dei due amici in secondo piano rappresentano la superficialità dei rapporti umani: essi non si sono accorti che l’artista si è fermato e continuano a camminare. Dunque la solitudine si accentua, l’urlo rappresenta tutta la sua disperazione per quel mondo incurante e indifferente a tutto. E’ l’urlo dell’angoscia, del dolore, della sofferenza, della morte. E’ l’urlo del terrore, il grido sordo del dolore che permea il suo animo e che cerca di esplodere in una sorta di liberazione.

L’angoscia è espressa, in questo dipinto, attraverso l’uso di cromie irreali e violente, e lunghe pennellate che conferiscono un”immagine deformata all’uomo in primo piano (che rappresenta l’artista stesso): la figura è completamente calva e apparentemente priva di sostanza, le labbra nere, gli occhi sbarrati. L’uomo in preda all’angoscia perde la sua forma umana e viene schiacciato dalla sua voce in un grido silenzioso. Anche la luce viene usata in modo da trasmettere all’osservatore un senso di inquietudine, poiché  colpisce la figura principale frontalmente come se venisse illuminata dalla luce di un flash.

L’uomo è quindi stravolto dal terrore,  l’essere umano è ridotto alla sua essenza, al suo destino di morte già deciso nell’atto della nascita. È il grido della nascita, dell’essere gettati nel mondo ed essere già condannati, è il grido della morte inevitabile.

Sabrina Izzi

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