“Sono stati molto cattivi”, queste le uniche dichiarazioni della vittima
MACERATA- Un episodio davvero spiacevole si è verificato ieri sulla spiaggia di Civitanova Marche. Un giovane venditore ambulante bengalese è stato aggredito, verbalmente e fisicamente, mentre si stava riposando, dopo il solito giro tra gli ombrelloni, su una sdraio. A sconvolgere però non è solo la notizia dell’ennesimo caso di razzismo che il nostro Paese ormai ci offre, purtroppo, sempre più spesso; ma il fatto che a compiere un atto del genere siano stati dei bambini di 10-11 anni, che invece di godersi il mare, hanno preferito occupare la loro vacanza manifestando sentimenti di certo poco adatti alla loro età. Ma , e sempre purtroppo, la spiegazione c’è. Il cronista che ha riportato la notizia, Paolo lo Mele dell’Ansa, che era presente durante la “baby scorribanda”, ha raccontato di adulti, molto probabilmente i genitori dei ragazzi, che invece di correre a sgridare i figli, se ne stavano semplicemente a pochi metri sghignazzando per la “bravata” dei figli.
«Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata!». «Amigo, vai a vendere fuori da qua. Questa roba l’hai rubata». Questi gli insulti dei ragazzi riportati dal giornalista che ha aggiunto «Il ragazzo bengalese si era appena fermato a riposare sotto un ombrellone dello stabilimento balneare Golden Beach, quando i bambini lo hanno circondato e insultato, sferrando calci alla sdraio sulla quale era seduto». E che dire degli altri presenti? Com’era prevedibile neanche loro sono intervenuti, giustificandosi spiegando di non essersi accorti di nulla.
Il malcapitato venditore si è rifiutato di sporgere denuncia, ma ha rimproverato i suoi aggressori: «Sono stati molto cattivi». Il sindaco della città Massimo Mobili si è affrettato a condannare l’episodio, precisando però che si tratta di un caso isolato, poiché Civitanova Marche non è un covo di bullismo e razzismo.
Questo però rimane un preoccupante episodio di razzismo, di cui non bisogna sottovalutare la gravità. Un esempio ulteriore di come in Italia si stia arrivando ad un clima di “tolleranza zero” diffuso, purtroppo, sempre più e soprattutto tra le nuove generazioni. Insomma uno specchio della forte chiusura che caratterizzerà la società futura.
Roberta Colacchi






