vu_cumpra

Bambini e razzismo sulla spiaggia

Posted on 27 August 2010 by roberta.c

“Sono stati molto cattivi”, queste le uniche dichiarazioni della vittima

MACERATA- Un episodio davvero spiacevole si è verificato ieri sulla spiaggia di Civitanova Marche. Un giovane venditore ambulante bengalese è stato aggredito, verbalmente e fisicamente, mentre si stava riposando, dopo il solito giro tra gli ombrelloni, su una sdraio. A sconvolgere però non è solo la notizia dell’ennesimo caso di razzismo che il nostro Paese ormai ci offre, purtroppo, sempre più spesso; ma il fatto che a compiere un atto del genere siano stati dei bambini di 10-11 anni, che invece di godersi il mare, hanno preferito occupare la loro vacanza manifestando sentimenti di certo poco adatti alla loro età. Ma , e sempre purtroppo, la spiegazione c’è. Il cronista che ha riportato la notizia, Paolo lo Mele dell’Ansa, che era presente durante la “baby scorribanda”, ha raccontato di adulti, molto probabilmente i genitori dei ragazzi, che invece di correre a sgridare i figli, se ne stavano semplicemente a pochi metri sghignazzando per la “bravata” dei figli.

«Alzati da qua, vattene, questa è proprietà privata!». «Amigo, vai a vendere fuori da qua. Questa roba l’hai rubata». Questi gli insulti dei ragazzi riportati dal giornalista che ha aggiunto «Il ragazzo bengalese si era appena fermato a riposare sotto un ombrellone dello stabilimento balneare Golden Beach, quando i bambini lo hanno circondato e insultato, sferrando calci alla sdraio sulla quale era seduto». E che dire degli altri presenti? Com’era prevedibile neanche loro sono intervenuti, giustificandosi spiegando di non essersi accorti di nulla.

Il  malcapitato venditore si è rifiutato di sporgere denuncia, ma ha rimproverato i suoi aggressori: «Sono stati molto cattivi». Il sindaco della città Massimo Mobili si è affrettato a condannare l’episodio, precisando però che si tratta di un caso isolato, poiché Civitanova Marche non è un covo di bullismo e razzismo.

Questo però rimane un preoccupante episodio di razzismo, di cui non bisogna sottovalutare la gravità. Un esempio ulteriore di come in Italia si stia arrivando ad un clima di “tolleranza zero” diffuso, purtroppo, sempre più e soprattutto tra le nuove generazioni. Insomma uno specchio della forte chiusura che caratterizzerà la società futura.

Roberta Colacchi

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Morte shock durante i campionati mondiali di Sauna

Morte shock durante i campionati mondiali di Sauna

Posted on 08 August 2010 by roberta.c

I finalisti sono rimasti per sei minuti a 110 gradi prima che qualcuno si rendesse conto della gravità della situazione



HELSINKI- Quanto vale avere i propri 15 minuti di celebrità? Probabilmente non il prezzo che ha dovuto pagare il sessantenne russo Vladimir Lazyzhenskiy, finalista dei campionati mondiali di sauna 2010, morto ieri dopo un’estenuante prova. E neanche quello scontato dall’altro finalista, il quarantenne finlandese Timo Kaukonen, vivo ma ricoverato in gravi condizioni. Inevitabili le parole di uno dei funzionari del comune di Heinola, la cittadina a 138 km da Helsinki dove dal 1999 si svolge la manifestazione: ”dopo questo incidente abbiamo deciso che il campionato e’ finito”.

Un regolamento semplice: per vincere bisogna sopportare il più a lungo possibile l’eccessivo calore di 110 ° C nello stanzino della sauna, e l’eliminazione è data dal cambio della posizione, che deve rimanere sempre la stessa, oppure dall’uscita dalla sauna. Entrambi i finalisti avevano già partecipato in precedenza: l’anno scorso Lazyzhenskiy si era classificato terzo, e Kaukonen è stato vincitore per cinque volte. Per questo la polizia ha avviato le indagini, per capire realmente cosa sia successo, dal momento che la gara si basa su  meccanismi ben consolidati, e che ogni anni tutti i partecipanti (provenienti da tutto il mondo) devono presentarsi con tanto di certificato medico alla mano che ne attesti l’idoneità fisica. I dubbi sono stati sollevati da alcuni spettatori che riflettendo sui lunghissimi sei minuti che hanno condotto la manifestazione alla tragedia, hanno fatto notare come gli organizzatori avrebbero dovuto preoccuparsi di aprire le porte molto prima, visto che il tempo massimo raggiunto in precedenza era stato meno di quattro minuti. Una considerazione supportata dalle spaventose immagini e dal video diffuso sul web, che mostrano i due uomini accasciati a terra, con evidenti segni di ustione sul corpo.

Un evento questo che spinge a riflettere su quanto si è disposti a sacrificare pur di poter essere un eroe per un giorno.

Roberta Colacchi

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