Tempo fa mi è capitato di lavorare come vigilante presso una nota società operante nel settore sicurezza, la quale si era aggiudicata un importante giro di appalti per la fornitura di servizi a musei e municipalizzate d’interesse strategico, quali i trasporti, in una delle maggiori ed importanti città italiane. Prima di allora mai mi era balenata l’idea, io studente, di poter far questo tipo di lavoro, ma l’occasione di poter guadagnare qualcosa durante il periodo estivo e la difficoltà a trovare un impiego mi spinsero a tentare, seppur senza convinzione. Ebbene si, ottenni quel lavoro attraverso un processo di selezione a dir poco ridicolo, non so se avete presente l’armata Brancaleone, e senza neppur, manco a dirlo, alcun briciolo di formazione!!!. A questo punto, amici, come il mitico Lubrano ci insegna, la domanda nasce spontanea. Il servizio offerto dai privati è davvero migliore di quello pubblico?, è giusto, per la gestione degli interessi strategici del Paese, dover ragionare secondo le regole del mercato? Insomma, i soggetti aggiudicatori per restare sul mercato devono giocoforza offrire sempre più prestazioni a basso costo con una ricaduta inevitabile sui salari e sulla professionalità dei dipendenti, quindi sulla qualità delle prestazioni stesse. E che dire, ancora, del tanto discusso egiziano Sawiris a cui è stata prima venduta Wind da parte di Enel e poi affidata la gestione del contratto Consip, ossia l’esclusiva su tutti i cellulari in dotazione all’Amministrazione pubblica italiana. Ministeri, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza ecc.!!! Cosa ne pensate di tutto ciò? siete ancora convinti che privato sia sinonimo di giustizia ed efficienza? A questo punto la domanda nasce di nuovo spontanea. In tempi di austerity, invece che buttar soldi dalla finestra, non sarebbe meglio dotare di maggior mezzi l’Amministrazione pubblica e, soprattutto come in questo caso, le Forze dell’Ordine che operano non per il profitto, ma esclusivamente per il benessere sociale?


Si è detto troppo ed anche di più, si è usata pure la musica contro [!]. Oggi canto anch’io e dico meno male che Silvio c’è. Non ho interessi politici e non ho neanche immobili, ho solo la [penna] e penso che meno male che Silvio c’è… eh già, miei cari naviganti meno male che Silvio c’è! Se solo provaste ad immaginare cosa sarebbe stato dell’Italia, al giro di boa del terzo millennio, senza il nostro tanto amato quanto discusso Presidente! Mi chiedo cosa sarebbe stato sulla bocca di tutti, cosa avrebbe potuto infiammare il dibattito politico senza che ci fosse stato alcun conflitto d’interesse o legittimo sospetto, lodo Alfano o processo breve, caso Scajola o Brancher, senza un sexygate o legge bavaglio e scusate se tralascio qualcosa ma è difficile, anche per un giovanotto come me, star dietro ad un Presidente se non proprio operaio quantomeno operoso. Penso a cosa avrebbe potuto riempire le tediose giornate dei vari Santoro, Guzzanti, Cornacchione, Travaglio, Di Pietro, Apicella, Fede, Carfagna, Bondi e via discorrendo, ma soprattutto, penso a cosa sarebbe potuto essere di noi più o meno giovani. A questo punto mi rivolgo alla “Generazione X”, ai “Bamboccioni” ed a quei ragazzi che stanno crescendo in piena recessione con il minimo delle aspettative, il cui problema “non e’ piu’ quello di diventare un altro Bill Gates, e’ quello semplicemente di trovare almeno un posto di lavoro come commesso al negozio sotto casa” in un mondo “afflitto dalla pestilenza dell’AIDS , dall’inquinamento, dal buco dell’ozono, dal debito pubblico , dalla droga , dagli omicidi , tutti problemi lasciati alle loro [nostre] spalle dai baby boomers.” Ed è proprio in questi giorni, senza che vi sia ancora un ministro per lo sviluppo economico, una volta di più meno male che almeno Silvio c’è!, che l’Italia dei baby boomers, nell’indifferenza generale, si è affrettata a segnare il tramonto della vecchia e “cara” pensione di anzianità su richiesta della stessa Comunità europea, ossia di quell’Europa che ha appena obbligato i propri defraudati cittadini a ripianare i debiti dei maghi della finanza creativa e della new economy. Conti alla mano, questa riforma pensionistica riguarderà soprattutto quella fetta di popolazione di precari e lavoratori atipici che negli ultimi dieci anni ha “sprecato” il proprio tempo nelle università, in ricerca o che si è dannata la vita per uno stage non retribuito!!! A questo punto vi dico, ragazzi, meglio darsi da fare come ha fatto il “Trota” il quale di scuola e futuro non ha voluto mai sapere, ma che a soli 22 anni già accumula cariche e migliaia di euro. Meno male che Silvio c’è!



