Ranieri

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Incredibile Ranieri: “Mourinho? Mi manca”

Posted on 16 August 2010 by Mattia Sparagna

ROMA - Chi pensava che tra il tecnico della Roma, Claudio Ranieri e l’ex tecnico dell?Inter, ora al Real Madrid, Josè Mourinho, il rapporto fosse esclusivamente basato su punzecchiature, attacchi e acredine, si sbaglia. Infatti il tecnico originario del quartiere Testaccio, in un’intervista rilasciata al Correire dello Sport, riesce a trovare il tempo di tessere le lodi del portoghese.

MI MANCA MOURINHO – Incredibile ma vero, Ranieri afferma che Mourinho, uno degli allenatori che più di tutti lo hanno attaccato nella sua carriera, gli manca e non poco: “Il calcio italiano ha perso una grande allenatore e un grande personaggio. Mi attaccava sempre? Lo faceva perché mi temeva“.

IL NUOVO TECNICO NERAZZURRO - Su Rafa Benitez, anni fa suo successore sulla panchina del Valencia, dice: “Ha una mentalità spagnoleggiante, ma alla fine è pragmatico e segue la scuola italiana. So che veniva a Firenze a studiare i mie allenamenti“.

LA NUOVA ROMA – Il tecnico giallorosso vuol cercare di inculcare una nuova mentalità alla squadra: “Per vincere c’è solo un modo. Tutti indistintamente dovranno accettare la panchina o la tribuna, senza personalismi e discussioni“. Per quanto riguarda il futuro societario Ranieri ammette: “Spero che si avvicini alla proprietà qualcuno che voglia bene alla Roma. La famiglia Sensi è un grande esempio, sopratutto Rosella ha una volontà smisurata“.

Mattia Sparagna

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Raiola-Mino

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Balotelli, l’agente: “Via dall’Inter perché è stato picchiato”

Posted on 14 August 2010 by Mattia Sparagna

Mino Raiola (nella foto in basso), agente di Mario Balotelli, esce allo scoperto e dopo l’ufficialità del passaggio del suo assistito al Manchester City, alla corte di Roberto Mancini, dice, in un’intervista al Corriere dello Sport, cose che non aveva mai dichiarato prima.

MOLTE SOCIETA’ LO VOLEVANO – Non solo il City di Mancini, ma anche altre importanti società seguivano SuperMario: “La voglia di Mario di andare in Inghilterra e concludere il prima possibile la trattativa ha spinto verso questa soluzione. Personalmente avrei aspettato, c’erano altre 4-5 società che lo cercavano“. Ma questa corte sfrenata ha posto le basi per la conclusione della trattativa: “Probabilmente quando il City si è accorto che Mario era appetito da altre società non ha voluto farsi scappare il giocatore e perdere il vantaggio che aveva, così abbiamo chiuso la trattativa”. Una trattativa comunque difficile: “E’ stato un cammino lungo e tortuoso, un pò come quella del trasferimento di Pavel Nedved dalla Lazio alla Juventus, ma alla fine ce l’abbiamo fatta“.

MATERAZZI LO HA PICCHIATO – La voglia di giocare, di avere fiducia e di  vivere una nuova avventura per Mario sono stati fattori importanti affinché lasciasse l’Inter. Ma inaspettatamente Raiola rivela un aneddoto che non aveva mai detto e che riguarda  la rottura definitiva, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Dopo la partita col Barcellona Materazzi lo ha picchiato. Mario dopo lo ha perdonato, io no“.

MORATTI PENTITO – Si dice che Moratti non abbia gradito cedere un giocatore simile, tant’è che ha stipulato una serie di postille con il City che riguardano una prelazione nell’eventuale futura cessione di Mario da parte della squadra di Manchester: “Di clausole e contratti non parlo. Non so se Moratti sia pentito, sicuramente non ha ceduto di buon grado il giocatore“.

Mattia Sparagna

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zeman

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Zdenek Zeman: Il filgio allenerà il Manfredonia

Posted on 14 August 2010 by Mattia Sparagna

MANFREDONIA (FG) – La notizia è da poco ufficiale, il figlio 33enne di Zdenek Zeman (Karel, ndr) allenerà anche lui a Foggia, più precisamente in provincia a Manfredonia. La piazza non è facile visto che negli ultimi anni la società pugliese è stata nei proessionisti e solo quest’anno è sprofondata fino all’Eccellenza a causa di una crisi che ha colpito anche lei, facendola fallire.

L’ANNO SCORSO A MAGLIE (LE) – Non è un esordiente Karel Zeman che ha allenato, nella scorsa stagione, il Toma Maglie, un’altra compagine pugliese in Eccellenza. Purtroppo l’avventura sulla panchina della società neopromossa in Eccellenza non fu delle più esaltanti e si concluse con la retrocessione nel campionato di Promozione.

PRONTI PER LA NUOVA AVVENTURA – I due Zeman sono pronti per ripartire con questa nuova avventura, in due piazze importanti che vogliono vivere una stagione da protagoniste.

Mattia Sparagna

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Corea del Nord: L’allenatore ai lavori forzati per “alto tradimento”

Posted on 14 August 2010 by Mattia Sparagna

PYONGYANG - La notizia non sembra essere infondata, anzi secondo il Foreign Policy, l’allenatore della nazionale di calcio della Corea del Nord è stato accusato di “alto tradimento” e condannato ai lavori forzati. La notizia è talmente assurda che potrebbe strappare un sorriso, ma razionalizzando l’accaduto c’è da preoccuparsi.

IL DEBUTTO – Ritornando a qualche mese fa, alla qualificazione della squadra al Mondiale sudafricano, a Pyongyang c’erano molte aspettative sulla selezione allenata da Kim Jong-Hun (nella foto a destra) sopratutto dopo la vittoria, nel 2008, dell’AFC Challenge Cup (una sorta di campionato continentale asiatico per nazionali emergenti). Il sorteggio non fu di certo benevolo per la Corea del Nord che riuscì a pescare 3 nazionali fortissime: Brasile, Portogallo e Costa d’Avorio.

AVVIO INCORAGGIANTE – Paradossalmente il buon avvio contro i campioni brasiliani (2-1 per i verdeoro) aveva fatto crescere ancora di più le aspettative sulla selezione asiatica, a tal punto che il governo (o meglio il dittatore Kim Jong-Il) avevano deciso di permettere, per la prima volta nella storia del loro paese, che la seconda partita contro il Portogallo venisse trasmessa in diretta.

10 GOL SUBITI IN DUE PARTITE – Purtroppo non fu una festa, anzi i lusitani passeggiarono sulla nazionale di Kim Jong-Hun (7-0 per C.Ronaldo & Co.). Dopo quella partita già in Sudafrica ci furono delle storie poco chiare: sul campo di allenamento prima meno giocatori dei 23 previsti, poi addirittura 28, molti di loro con maglie completamente diverse (addirittura qualcuno con la maglia da gara ufficiale). Tutto ciò fece interrogare i media occidentali su cosa stesse succedendo nel ritiro nordcoreano. Purtroppo la rigidità del regime era stata trasferita anche nel ritiro della nazionale e nessun giornalista poteva valicare i confini dei campi di allenamento situati in una zona del Sudafrica di per sé poco accogliente. Purtroppo anche nella terza partita i nordcoreani uscirono sconfitti e i fortissimi ivoriani vinsero per 3 a 0.

LA FURIA DI KIM JONG-IL – Tutto questo non piacque ai massimi gradi del governo nordcoreano che chiamarono a raccolta tutta la nazionale (ad eccezione di due calciatori di origini giapponesi che prima della fine dell’ultima sfida, partirono per Tokyo probabilmente senza ritornare di nuovo in Corea del Nord). Giocatori e staff tecnico passarono in rassegna prima dal Ministro dello Sport, Pak Myong-Chol, che li strigliò d’avanti a tutti i funzionari del governo e centinaia di giornalisti, accusandoli pubblicamente uno per uno e costringendoli, alla fine, ad addebitare tutte le colpe all’allenatore che fu il solo capro espiatorio della spedizione sudafricana.

LAVORI FORZATI - La decisione di Kim Jong-Il (nella foto) fu quella di condannare ai lavori forzati, in un cantiere edile, Kim Jong-Hun. Icredibilmente la stampa sudcoreana ha preso la notizia come un segnale distensivo del governo nordcoreano visto che in passato le pene per “colpe” simili, furono più brutali ed estese a tutta la squadra. Il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo ha, inoltre, affermato che forse Kim Jong-Hun può ritenersi soddisfatto se la pena da scontare sarà “solo” quella dei lavori forzati.

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cicinho_doni

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Roma: Julio Baptista è un “separato in casa”

Posted on 13 August 2010 by Mattia Sparagna

ROMA - Nessuna meta gradita per Julio Baptista. L’attaccante brasiliano, ex Siviglia, Arsenal e Real Madrid non pare intenzionato a lasciare Roma. A confermarlo è stato lui stesso che ha fatto capire senza mezze misure di trovarsi bene a Roma. L’ambiente, la città, la squadra sono tutte cose che alla “Bestia” sembrano andare a genio.

SI CERCANO  SOLUZIONI – Il Direttore Sportivo della Roma, Daniele Pradè, sta cercando insistentemente di piazzare il brasiliano in qualche società (quasi sicuramente estera), per più di un motivo. Il primo e quello fondamentale è che Julio Baptista non rientra più nei piani dell’allenatore Claudio Ranieri, che non è riuscito mai a trovargli una precisa posizione tattica. Bocciato come prima punta, insufficiente da esterno, l’unico posto gradito al brasiliano sarebbe quello dietro l’unica punta. Ma l’arrivo dell’altro brasiliano Adriano, dovrebbe far arretrare il capitano Francesco Totti, proprio nel ruolo tanto congeniale a Baptista e si sa la Roma prescinde dal “Pupone” per carisma, per classe, per tutto.

LA CHIAVE PER BURDISSO – Oltre alla motivazione tecnico-tattica, dietro la cessione del brasiliano, il cui acquisto (2 stagioni orsono) aveva generato euforia in tutta la capitale, ci sarebbero anche delle motivazioni squisitamente economiche e strategiche. Infatti Pradè spera di vendere Baptista anche per incassare una cifra (la valutazione è intorno ai 4/5 milioni di euro) che gli permetterebbe di rilanciare l’offerta presentata all’Inter per Nicolàs Burdisso e sopratutto per sgravare la società da un ingaggio importante.

“LA BESTIA” DICE SEMPRE NO - Dietro alle sue dichiarazioni: “A Roma sto bene, perché andare via?” c’è forse anche la convinzione che cambiare aria significhi lasciare per sempre determinati palcoscenici. Sicuramente il problema non è l’ingaggio visto che per il momento le squadre che si sono fatte concretamente avanti per il brasiliano, hanno offerto un ingaggio almeno pari a quello che percepisce a Roma. Fenerbahce prima, Galatasary poi e infine l’Olympiacos hanno presentato, nell’arco di un mese, tre offerte molto simili: 5 milioni ai giallorossi, trai 2.5 e i 3.5 a stagione al brasiliano per 3 anni. Ma per il momento né Istanbul, né Atene (sponda Pireo) sono mete gradite alla “Bestia“.

DONI E CICINHO, ALTRE GRANE – La situazione di Baptista non è la sola che il DS Pradè dovrà risolvere nel più breve tempo possibile. Infatti, con l’arrivo di Ranieri sulla panchina giallorossa, lo spazio per i due non c’è. Il portiere, che dal 2005 difendeva la porta della Roma, è ormai stato declassato, le gerarchie premiano il connazionale Julio Sergio (addirittura terzo portiere, anche dietro Arthur, all’arrivo di Ranieri). L’infortunio di quest’ultimo potrebbe cambiare gli scenari sul futuro di Doni. Discorso diverso per Cicinho che sembra non avere alcuna possibilità di rimanere e l’entourage giallorosso sta cercando di trovare una sistemazione al terzino brasiliano, anche in prestito come nel gennaio scorso (andò al San Paolo).

PUO’ CAMBIARE TUTTO – Insomma è chiaro che con loro tre in rosa il mercato della Roma è quasi totalmente bloccato, se invece si riuscissero a piazzare almeno due di questi giocatori, ci si potrebbe buttare anche su altri obiettivi interessanti.

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Valentino Rossi_Jeremy Burgess

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Valentino Rossi, nel futuro “il rosso”. Prima Ducati e poi Ferrari

Posted on 12 August 2010 by Mattia Sparagna

ROSSI IN ROSSO - Pare ormai questione di giorni l’annuncio ufficiale del passaggio di Valentino Rossi (nella foto insieme a Jeremy Burgess) alla Ducati. La lunga trattativa, tra il centauro e la scuderia italiana, ha ricevuto un’accelerata decisiva dopo l’incidente al Mugello che ha palesato il disinteresse della Yamaha nel continuare il rapporto con Valentinik. Da quel momento, che poteva segnare anche la fine della carriera del centauro di Tavullia, ecco la nuova proposta che ridà linfa a tutto il circuito.

UFFICIALITA’ – L’annuncio ufficiale, con ogni probabilità, verrà dato a Brno (Repubblica Ceca), dopo il Gran Premio del circuito situato ad un passo dal confine austriaco, che ha segnato nel tempo la carriera del “Dottore“. Lì la sua prima pole e la sua prima vittoria (cilindrata 125 – Aprilia) nell’estate del 1996 e sempre a Brno ci fu l’annuncio ufficiale del suo passaggio dalla Honda alla Yamaha.

IL NUOVO ACCORDO – I dettagli  sono praticamente tutti fatti. Valentino guiderà la Ducati nelle prossime due stagioni e guadagnerà una cifra che si aggira intorno ai 13 milioni di euro netti a stagione. Con lui passa nella scuderia di Borgo Panigale anche il suo fidato supporto tecnico, Jeremy Burgess. Ad avallare e partecipare alla conclusione positiva della trattativa anche importanti sponsor come: Fiat, Marlboro e Alice.

DOPO ALLA FERRARI? – C’è chi giura che dopo questa “rossa” Valentino sia pronto a guidare, già nel 2012, una Ferrari ufficiale e a partecipare ad un Mondiale di Formula 1. Staremo a vedere se anche quest’altra sfida verrà raccolta dal campionissimo pesarese.

Mattia Sparagna

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England’s Gerrard celebrates his first goal against Hungary during their international friendly soccer match in London

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Amichevoli Internazionali: Malissimo la Francia. Bene Inghilterra, Argentina e Brasile

Posted on 12 August 2010 by Mattia Sparagna

Inizia il nuovo corso per tutte le selezioni nazionali dopo il Mondiale sudafricano. La prima giornata di amichevoli internazionali ha dato i primissimi verdetti, non ancora pienamente indicativi ma si sa nel calcio quello che conta è il risultato.

MALISSIMO LA FRANCIA – Oltre alla pessima figura della nuova Italia di Cesare Prandelli, ecco un’altra grande, delusa dall’ultimo Mondiale, che inciampa all’esordio del suo nuovo CT. Guidati da Laurent Blanc (ex difensore di Napoli e Inter ed ex allenatore del Bordeaux), i galletti non hanno raggiunto nemmeno il pareggio contro la modesta Norvegia. Parzialmente giustificati i transalpini che hanno schierato una formazione sperimentale, con moltissime novità e che ha bisogno evidentemente di rodaggio. Eppure i francesi erano passati addirittura in vantaggio, ad inizio ripresa, con Hatem Ben Arfa, stella dell’Olimpique Marsiglia. Ma il vataggio è durato meno di 5 minuti: infatti gli scandinavi arrivavano al pareggio grazie all’attaccante Huseklepp, che si ripeteva a 15 minuti dalla fine realizzando la doppietta personale e dando alla sua nazionale un prestigioso successo.

MALINO OLANDA E GERMANIA - Le prime tra nazionali del Mondiale scorso non sono riuscite  a vincere, pur giocando sfide non proprio proibitive. La Germania, impegnata a Copenaghen contro la nazionale di casa, si trovava in vantaggio 2 a 0 al 73′ minuto, grazie alle reti di Mario Gomez e Patrik Helmes. Abbastanza sorprendentemente, la nazionale di Loew però non è riuscita a portare a casa la vittoria, facendosi recuperare il doppio vantaggio (Rommedahl al 74′ e Junker all’87′). I vice-campioni del mondo, invece, erano impegnati a Donetsk contro la nazionale ucraina. Anche in questo caso i più titolati “orange“i, erano passati in vantaggio (al 72′ minuto) con Lens, ma solo dopo pochi minuti Aliyev riportava tutto in parità.

NEMMENO I CAMPIONI VINCONO – Anche le “Furie Rosse” non riscono ad andare oltre il pari contro il Messico, squadra tosta e molto ben assortita. I centroamericani, che volevano festeggiare a Città del Messico il 200esimo anniversario dall’indipendenza proprio dalla Spagna, erano passati in vantaggio (al decimo minuto) con la stella del Manchester UTD (in gol anche nella finale della Community Shield vinta contro il Chelsea), Javier Hernandez (nella foto a sinistra). Ma quando era quasi certa la vittoria della nazionale messicana, al 91′ è arrivato il guizzo di David Silva che ha portato il risultato sull’1 a 1.

BENE LE SUDAMERICANE – Se le prime tre classificate allo scorso Mondiale non sono riuscite a vincere, a centrare il successo è stata la quarta nazionale, cioè quella dell’Uruguay. La “celeste” batte 2 a 0 l’Angola, a Lisbona, con le reti, nel finale di partita, di Edinson Cavani (su rigore) e Abel Hernandez. Vittoria del Brasile. Buona la prima anche per Manolo Menzes che, all’esordio sulla panchina della  nazionale verdeoro, centra il successo contro gli USA. A far felice l’ex tecnico del Corinthians, che ha messo in campo una squadra molto giovane e senza le stelle affermate (per il momento), sono stati Santos Neymar e Alexander Pato. La stella del Milan ha incantato tutti con grandi giocate, come anche, il giovane trquertista del San Paolo, Paulo Henrique Ganso. Anche l’Argentina vince. Impegnata a Dublino contro la nazionale di Giovanni Trapattoni (guidata ieri sera da Marco Tardelli per i problemi fisici che ha avuto il tecnico di Cusano Milanino), l’albiceleste ha vinto, col minimo scarto, la partita, grazie al gol del nuovo acquisto del Real Madrid, Angel Di Maria.

OK ANCHE INGHILTERRA E CAMERUN – Buono il ritorno di Fabio Capello alla guida della nazionale inglese. In verità le cose non si erano messe benissimo contro l’Ungheria nello stadio di Wembley, infatti a metà ripresa un gol-fantasma di Koman, convalidato dall’arbitro, dava il vantaggio ai magiari. La gloria degli ungheresi dura solo qualche minuto, perché vengono raggiunti prima e superati poi (69′ e 73′) da due prodezze del capitano Steven Gerrard. Se la nazionale dei “Tre Leoni” vince ma non convince, quella dei “Leoni Indomabili” del Camerun strapazza la Polonia per 3 a 0, con una doppietta dell’interista Samuel Eto’o e del giovanissimo attaccante del Valnciennes, Vincent Aboubakar.

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Kolo Tourè

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Nazionale: Esordio amaro per Prandelli. Sconfitta di misura contro la Costa d’Avorio

Posted on 10 August 2010 by Mattia Sparagna

LONDRA - Prima partita e prima sconfitta per la nuova nazionale di Cesare Prandelli. L’allenatore bresciano avrebbe sicuramente immaginato una partita migliore, non solo per quanto riguarda il risultato. Si perché oltre alla sconfitta di misura contro la nazionale della Costa d’Avorio, allenata da François Zahoui (vecchia conoscenza del calcio italiano), che poteva anche starci, nel complesso la prestazione della squadra non è stata brillante.

BUON PRIMO TEMPO – Eppure non avevamo iniziato male, anzi la squadra pareva avere il piglio giusto per poter vincere e far divertire il pubblico. I primi 10 minuti sono stati tutti azzurri, è stato sopratutto Mario Balotelli a mettersi in grossa evidenza. Dopo essere stata chiusa nella propria metà campo, intorno al quarto d’ora cerca di uscire fuori la Costa d’Avorio che prova delle conclusioni dalla distanza, prima con Salomon Kalou e poi con Emmanuel Ebouè. Sembra in palla anche Antonio Cassano che dialoga bene con i compagni. Alla fine però il primo tempo però termina a reti bianche, anche se si è vista una bella partita e una buona Italia.

SEGNA SUBITO TOURE’ – Il secondo tempo inizia con un’Italia ancora pimpante.  Prima una combinazione tra Fantantonio e Marco Motta, con quest’ultimo che colpisce il palo. Dopo qualche minuto, azzurri ancora pericolosi con Simone Pepe che, nel vertice destro dell’area di rigore, controlla di prima e tira di sinistro impensierendo non poco il portiere Yeboah. E’ il preludio al gol, ma a metterlo a segno sono gli “elefanti” (i giocatori ivoriani sono chiamati con questo soprannome). Al nono minuto,  cross dalla destra di Demel e incornata vincente di Kolo Tourè (a sinistra in azione con la maglia del suo attuale club). Il difensore, del City di Roberto Mancini, è riuscito a staccare di testa, senza essere disturbato molto dalla coppia inedita di centrali Chiellini-Bonucci e mette alle spalle di Sirigu.

CALATI ALLA DISTANZA – Dopo il gol subito, chi si aspettava una reazione dall’Italia rimarrà deluso. Gli azzurri hanno palesato un ritardo, comprensibile, nella condizione fisica generale rispetto agli avversari, quasi tutti impegnati nel campionato inglese o francese avanti di qualche settimana nella preparazione rispetto a quello italiano. Escono Balotelli, Amauri, Cassano e Pepe ed entrano Borriello, Quagliarella, Rossi e Marchisio ma il risultato non cambia, anzi la Costa d’Avorio cresce col passare del tempo e alla fine merita la vittoria.

ANCHE LIPPI KO ALLA PRIMA – Nel 2004 anche Marcello Lippi venne sconfitto dalla nazionale islandese al suo esordio sulla panchina italiana: “Speriamo porti bene” la dichiarazione, a caldo ai microfoni di RaiSport, di Prandelli su questo punto. Poi l’ex tecnico della Fiorentina afferma: “Sapevamo che era difficile mettere in campo una squadra organizzata in due giorni. I ragazzi hanno dato tutto ciò che possono in questo momento, ora dobbiamo lavorare con serenità ed entusiasmo, e continuare a pensare che abbiamo grandi margini di miglioramento“. Infine sulla prova dei due giocatori più attesi: “Cassano molto bene, per Balotelli era la prima partita, ma volevamo che fosse con noi ed in certe situazioni ha fatto cose interessanti”.

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Monica Mint

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Crouch, ma cosa combini?

Posted on 10 August 2010 by Mattia Sparagna

REGNO UNITO – Incredibile ma vero, Peter Crouch, il famoso attaccante del Tottenham e della nazionale inglese, è diventato il protagonista di uno scandalo a luci rosse. Quindi a pochissima distanza dall’episodio che ha visto protagonisti altri due assi del mondo del calcio, come Karim Benzema e Frank Ribery, un’altro scandalo sessuale investe un giocatore di primo piano.

RISCHIA GROSSO - L’altissimo attaccante britannico rischia molto non solo per la reazione della stupenda fidanzata, Abbey Clancy (nella foto), ma anche perché la giovane escort, “ingaggiata” da Crouch per 800 sterline durante un weekend a hot passato insieme a Madrid, era con ogni probabilità ancora minorenne (proprio come la escort che ha incastrato Benzema e Ribery).

LA ESCORT HA CANTATO – A rivelare tutto è stato un tabloid inglese, il News Of The World, che ha riportato le bollenti rivelazioni della stessa giovane ragazza di origini algerine, Monica Mint (nella foto a sinistra).

CHIEDE SCUSA – La bellissima compagna non l’ha presa bene, sopratutto perché stava pensando seriamente di sposare Peter. Questa vicenda rischia di essere il motivo della rottura della loro relazione. Crouch dal canto suo sta cercando di correre ai ripari, chiedendole in tutti i modi scusa. Chissà se servirà a qualcosa, o ci vorrà qualche costoso regalo per far tornare tutto alla normalità.

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sauna_finalisti

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Morte ai mondiali di sauna. Ecco le dichiarazioni del concorrente italiano.

Posted on 10 August 2010 by Mattia Sparagna

HELSINKI - Due giorni fa la notizia della morte di un uomo russo durante i mondiali di sauna (che si svolgono ogni anno in Finlandia) aveva scosso e sconcertato il mondo intero. In molti, vedendo il video shock della morte del concorrente, si erano chiesti se si potesse morire così.

CONDIZIONI MASSACRANTI – Ha partecipato al mondiale anche un nostro connazionale; lui è Simone Tartaglia un 33enne di Pietrasanta (in provincia di Lucca) che ha dichiarato: “Sono uno sportivo nato, ma di fronte a simili episodi bisognerebbe fermarsi“. L’italiano ha confermato la durezza della prova: “I concorrenti sono costretti a prove di resistenza letteralmente massacranti. Non tanto per la temperatura effettiva (110°) ma per il fatto che viene versato mezzo litro d’acqua ogni mezz’ora e questo rende la prova durissima“.

EPILOGO TRAGICO – L’italiano ha dichiarato che pur vedendo le difficoltà dei concorrenti non avrebbe mai pensato ad una tragedia simile: “I controlli sono seri. Penso che entrambi i finalisti abbiano provato a superare i loro limiti. Noi abbiamo capito subito la gravità di quanto stava accadendo“.

ANCORA SOTTOSHOCK – Tartaglia racconta: “In passato c’era stata solo una persona, un settantenne, che aveva avuto un malore ma si era ripreso. Poi, a parte qualche scottatura, non era mai successo niente di grave. Vi assicuro che vedere quei due corpi tirati fuori dalla sauna, in quelle condizioni, è stata dura“.

Mattia Sparagna

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