Prozac

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Canada: I pesci non si riproducono più a causa del Prozac

Posted on 24 September 2010 by Mattia Sparagna

CANADA – Le acque sono inquinate, questa purtroppo è una triste realtà. Ci sono parti di oceani invase da chiazze enormi di petrolio, litorali infestati da rifiuti d’ogni sorta, laghi contaminati a causa di scorie radioattive e corsi d’acqua inquinati da sostanze di vario genere.

LA RICERCA – Dal Canada, un gruppo di biologi dell’università di Ottawa ha effettuato una interessante ricerca sugli effetti provocati dalla sempre più massiccia presenza di residui di Prozac nei corsi d’acqua. L’antidepressivo più usato al mondo (si stima che oltre 50 milioni di persone usino il Prozac) è causa di un inquinamento, lento ma costante, dei corsi d’acqua; tale contaminazione potrebbe essere devastante. I capi dell’équipe hanno condotto un esperimento su un gruppo di pesci rossi, costretti a vivere in un acquario contaminato dal noto farmaco.

IL RISULTATO – Si è notato che l’effetto di tale contaminazione ha fatto calare, paurosamente, il desiderio sessuale (e dunque riproduttivo) degli esemplari maschi. Infatti il Prozac immesso nelle acque non ha fatto altro che inibire i maschi che sembravano non essere più attirati e richiamati dai ferormoni (sostanze prodotte dalle femmine per indicare ai maschi che l’accoppiamento e’ possibile).

L’ALLARME – II ricercatori lanciano l’allarme sugli effetti catastrofici, non solo per i pesci (ma anche per altre specie animali e dunque anche l’uomo) di prodotti farmaceutici, come il Prozac. La ricerca canadese è solo l’ultima di una lunga serie di esperimenti che in passato ha già dimostrato che l’antidepressivo causa disfunzioni non solo nei maschi, ma anche nelle femmine dei pesci rossi. Ormai si è a conoscenza della massiccia presenza di Prozac nelle acque dei fiumi cittadini.

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Brunetta: “Senza la Calabria e una parte della Campania saremo il primo paese d’Europa”

Posted on 11 September 2010 by Mattia Sparagna

ROMA - Sul numero odierno del quotidiano “Il Giornale” si possono trovare alcune dichiarazioni del Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta (nella foto), che mirano a spiegare (piuttosto banalmente a parer mio) la situazione politica, sociale ed economica del nostro paese.

CAMPANIA E CALABRIA, PIAGHE D’ITALIA – Stando alle più ‘interessanti’ dichiarazioni di Brunetta il problema più grande dell’Italia risiede in due regioni specifiche: “Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa“. Rincara poi la dose sulla parte della Campania più malata: “La conurbazione Napoli-Caserta rappresenta un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c’é, non c’é la politica, non c’é la società”.

ESEMPIO TRAGICO – Il Ministro racconta di un episodio che descrive chiaramente la situazione in quella zona. Si tratta del Primo Consiglio dei Ministri, fatto a Napoli per l’emergenza rifiuti: “La città era vuota. Qualcuno agli angoli delle strade ci faceva il segno con il dito, gli intellettuali napoletani disquisivano se il termovalorizzatore di Acerra fosse idoneo sì o no. E stavano con la merda sopra i capelli. Mi ricordo il freddo morale psicologico ambientale di quella giornata. Me lo ricordo. Ed è il segno più tragico, forse più dei mucchi di spazzatura per le strade, di una società, di una cultura e di una classe dirigente se non morte, tramortite“.

Mattia Sparagna

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at Coverciano on August 8, 2010 in Florence, Italy.

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CALCIO – Italia contro Far Oer: Ecco le probabili formazioni

Posted on 07 September 2010 by Mattia Sparagna

Stasera la seconda uscita ufficiale della nuova nazionale di Cesare Prandelli , la prima in Italia, nella sua Firenze. L’avversario non è di quelli ostici e duri da battere, ma come abbiamo imparato agli ultimi mondiali, avversari facili e vinti già in partenza non ce ne sono, quindi gli azzurri dovranno giocare con umiltà e grinta per avere la meglio sulla nazionale delle Isole Far Oer, composta da soli 4 professionisti.

Nella conferenza stampa di ieri il Commissario Tecnico italiano non ha fatto pretattica, preannunciando 10/11 della formazione titolare che scenderà in campo stasera, con il solo dubbio Giuseppe Rossi alle prese con un leggero infortunio. Ecco le parole sulla possibilità di vedere in campo l’attaccante del Villareal: “Rossi gioca se ce la fa, vorrei provare un mancino a destra. Voglio vedere giocatori che hanno l’età e la qualità per avere un futuro in Nazionale. Viviano dal primo minuto? Era una scelta già meditata“. Di seguito ecco la probabile formazione delle due squadre che si affronteranno stasera al Franchi di Firenze (l’ex stadio di Prandelli quando allenava la Fiorentina):

ITALIA(4-3-3): Viviano; De Silvestri, Bonucci, Chiellini, Antonelli; Pirlo, Montolivo, De Rossi; G.Rossi, Gilardino, Cassano.

FAROER (4-4-1-1): Nielsen; Naes, Gregersen, Davidsen, Rubeksen; Holst, Benjaminsen, Petersen, Samuelsen; Lokin; Edmundsson.

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Messico: Esplode un’altra piattaforma petrolifera

Posted on 02 September 2010 by Mattia Sparagna

MESSICO - E’ una notizia battuta da pochissimo da alcune agenzie internazionali. Un’altra piattaforma petrolifera e’ esplosa nel Golfo del Messico. Pare che ci sarebbero decine di feriti e un disperso. L’incidente e’ avvenuto a circa 150 chilometri a sud di Grand Isle, in Louisiana. Sul posto stanno arrivando elicotteri di soccorso della Vermilion Bay. I dipendenti si sono subito rifugiati in acqua: all’appello per ora manca uno di loro. L’esplosione si è verificata tra le 9 e le 10.15 (ora locale), e sul posto sono in arrivo tre elicotteri da New Orleans e due da Houston. Il 20 aprile scorso l’esplosione della Deepwater Horizon causò il piu’ grande disastro ambientale della storia Usa riversando nell’oceano una quantità di petrolio inimmaginabile.

Mattia Sparagna

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Albeto Zaccheroni nuovo CT del Giappone.

Posted on 30 August 2010 by Mattia Sparagna

Altri due allenatori italiani emigrano, ormai è quasi una moda. Dopo gli ultimi casi di Walter Zenga negli Emirati Arabi Uniti, quello di Andrea Mandorlini in Romania con il Cluj, ecco altri due tecnici italiani che si “buttano” in avventure esotiche.

ZAC IN GIAPPONE – Uno è Alberto Zaccheroni, l’ex allenatore di Udinese, Milan, Inter, Torino e Juventus ha accettato l’offerta della federazione giapponese. Il tecnico italiano succede a Takeshi Okada e verrà presentato dalla Japan Footbal Association domani durante una conferenza stampa a Tokyo, “Zac” firmerà un contratto biennale e il suo primo obiettivo sarà quello di portare sul tetto d’Asia la nazionale del Sol Levante, vincendo la prossima Coppa Continentale che si terrà a Gennaio in Qatar.

DOSSENA IN ETIOPIA - E’ stato uno dei primi allenatori italiani ad allenare all’estero, un precursore. Nel 1998 è stato alla guida della nazionale ghanese per due anni, successivamente nell’Al-Hittiad, poi nel mondiale del 2002 sulla panchina del Paraguay come vice di Cesare Maldini e successivamente ingaggiato come CT della nazionale albanese. La sua ultima esperienza risale al 2004 quando ha allenato la Lodigiani. Dopo 6 anni di assenza da una panchina ecco la proposta, accettata dall’italiano, del Saint George di Addis Abeba. A comunicarlo è stato, Daniel Kassa, dirigente della società più titolata d’Etiopia.

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Balotelli vs Pellegrini: Lo scontro “dialettico” senza fine

Posted on 26 August 2010 by Mattia Sparagna

Tutti ricorderanno quando nell’Aprile scorso, Mario Balotelli (nella foto a destra) gettò per terra stizzito la maglia dell’Inter, durante la semifinale di Champions League a Milano contro il Barcellona. Fu quella probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’episodio che ha definitivamente logorato il rapporto del ragazzo con società, tifosi e spogliatoio.

Su quel gesto vennero dette molte cose, chi aveva duramente attaccato l’atto di Balotelli, chi invece aveva cercato di comprenderlo e difenderlo. Anche la pluricampionessa olimpica, mondiale ed europea Federica Pellegrini (nella foto in basso) aveva detto la sua in merito.

La 22enne veneta, in primis, aveva condannato il gesto dell’ex attaccante interista, affermando: “Deve ancora crescere, deve capire però l’importanza e il rispetto di vestire i colori di una squadra“, anche se poi una vena di comprensione si era letta dalle sue parole:  “E’ ancora giovane, non si possono pretendere cose eccessive da lui“. Fa specie sentire queste parole da una che, pur essendo una pluri-campionessa, è appena due anni più grande di Balotelli.

La risposta dell’attuale attaccante del Manchester City fu secca e provocatoria: “Pellegrini chi?” quasi a voler dichiarare che per lui una ragazza di 22anni che ha vinto 12 ori, 9 argenti e 7 bronzi tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei (senza contare i 67 ori, 15 argenti e 10 bronzi nei Campionati Italiani) non conti nulla.

La Pellegrini però si è dimostrata campionessa non solo in vasca, ma anche di stile. Infatti la risposta alle provocazioni di Balotelli è stata pacata e indifferente: “Le sue parole? Non mi interessano, lo lascio parlare“. Chissà se finirà qui il botta e risposta tra SuperFede e (Super?)Mario, non ci resta che attendere.

Mattia Sparagna

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Cile: Sono vivi i minatori intrappolati da 17 giorni

Posted on 23 August 2010 by Mattia Sparagna

CILE - Il 5 agosto scorso, a Santiago de Chile, una cava, al cui interno lavoravano oltre 30 minatori, è crollata seppellendo i poveri lavoratori. Ci fu da subito grande apprensione per i malcapitati, dei quali nessuno poteva immaginare se fossero ancora vivi e in che condizioni. Ovviamente ogni giorno che passava le speranze diminuivano.

“SONO VIVI” – Finalmente però, dopo oltre 2 settimane di scavi e di lavoro per cercare di localizzarli, si è riusciti a sapere che i 33 minatori sono ancora vivi. E’ stato lo stesso presidente del Cile, Sebastian Pinera (nella foto in basso), a dare la notizia dell’invio di una sonda che è stata infilata nel suolo e fatta scendere fino a quasi 700 metri di profondità (688 per la precisione) e dove li sono state fatte delle riprese che hanno mostrato i minatori in uno stato ancora accettabile e senza grandi problemi fisici, a parte il caldo insopportabile che si avvertiva a quelle profondità. I lavoratori incappati in questa disavventura hanno lasciato anche una nota scritta dove davano notizie sulle loro condizioni.

GIOIA INCONTENIBILE – Una volta che si è avuta la certezza che i minatori sono ancora in buone condizioni la gioia degli oltre 200 uomini sul posto, arrivati per cercare di tirare fuori i minatori, è esplosa di botto. Ma è un paese intero che è rimasto col fiato sospeso e con questa notizia ha potuto rallegrarsi per la sorte dei malcapitati.

NON E’ ANCORA FINITA – Il fatto che i minatori siano ancora vivi non significa che siano salvi, ora il piano per liberarli è fatto di step ed è molto più lungo di quanto si pensi. Come ha spiegato Andre Sougarret, capo coordinatore delle operazioni di salvataggio e ingegnere di manovra, per il momento dovranno essere inviati cibo e bevande per i 32 cileni e il boliviano intrappolati a quasi 700 metri di profondità, per poi iniziare a perforare la montagna creando dei tunnel sempre più larghi, in modo da poter trasportare il prima possibile i minatori fuori da quell’inferno. Le operazioni in totale, secondo Sougarret, potrebbe durare anche 4 mesi.

Mattia Sparagna

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Disperso bimbo nel bresciano: Trovato morto dopo ore di ricerche

Posted on 23 August 2010 by Mattia Sparagna

ROCCAFRANCA - In questo piccolo paesino situato nella parte meridionale della provincia bresciana, ieri si è consumata la tragedia. Un bimbo ghanese, di soli due anni, è stato trovato morto a l’una di notte a Orzinuovi (altro paesino della “bassa bresciana“).

LA DINAMICA - Il piccolo Kevin (questo il suo nome), probabilmente avventuratosi troppo oltre, è scivolato dentro un canale agricolo e da li la corrente, troppo forte per lui, lo ha trascinato per chilometri, fino a Orzinuovi, senza lasciargli scampo. Le ricerche dei familiari sono durate fino alle 17, di li la famiglia ha deciso di chiamare i Carabinieri, che, grazie all’aiuto di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, dopo lunghe ricerche non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bimbo, trovato senza vita in una roggia.

Mattia Sparagna

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NicolasSarkozy

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Francia: Espulse 93 persone di etnia Rom

Posted on 19 August 2010 by Mattia Sparagna

PARIGI - Una notizia che desta più di qualche commento negativo è quella che arriva dalla Francia. Si apprende infatti che il Governo transalpino ha deciso di attuare un programma per la sicurezza nazionale, che prevede il rimpatrio degli stranieri non regolarizzati presenti sul territorio nazionale.

93 ROM ESPULSI – Quasi un centinaio le persone di etnia Rom, rispedite in Romania. E’ questo il bilancio emanato da fonti governative romene, le quali non corrispondono precisamente con quelle francesi che parlavano di un primo volo in partenza da Lione con 79 rimpatriati. Domani, però, secondo il governo di Bucarest ci sarebbe in partenza un altro volo con 14 passeggeri. Altri aerei partiranno nei prossimi giorni per concludere questa prima fase del rimpatrio.

RAZZISMO INACCETTABILE – Monta ovviamente la polemica dei media francesi e dell’opposizione politica contro la politica di Nikolas Sarkozy (nella foto in alto), accusato di razzismo e intolleranza verso nomadi e rom. Secondo Eric Besson, Ministro per l’Immigrazione, è tutto sotto controllo e il provvedimento non è un atto straordinario, ma fa parte di un piano per espellere solo cittadini non regolari e che il razzismo non c’entra.

BOTTA E RISPOSTA FRANCIA-UE – Il ministro dell’Interno francese Brice Hortefeux, ha annunciato l’intenzione di rimpatriare circa 700 rom verso Romania e Bulgaria entro la fine del mese. Intanto la Commissione Europea, attraverso il portavoce della commissaria alla giustizia e al rispetto dei diritti umani Viviane Reding, ci tiene a precisare che: “La Francia deve rispettare le regole che riguardano la libertà di circolazione e la protezione dei cittadini europei“.

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Copa Libertadores: Vince l’Internaicional de Porto Alegre

Posted on 19 August 2010 by Mattia Sparagna

PORTO ALEGRE – Il 2010 sembra essere l’anno dell’Inter, infatti dopo il triplete” dell’Internazionale di Milano ecco la vittoria, nella Copa Libertadores (l’equivalente della nostra Champions League) dell’Internacional de Porto Alegre. I brasiliani si sono imposti sui messicani del Chivas Guadalajara sia nella sfida di andata in Messico (2-1), che nella notte scorsa a Porto Alegre (3-2).

LA PARTITA – I messicani, privi della loro stella Javier Hernandez (nella foto in basso con la maglia della sua ex squadra) venduta al Manchester United,  erano costretti a recuperare lo svantaggio della gara di andata. I primi minuti sono stati difficoltosi per i centroamericani che hanno dovuto difendersi dalla forza d’urto dei “rossi” di Porto Alegre, sospinti dalla loro torcida. Poi però sono riusciti a prendere le misure e a passare in vantaggio prima dell’intervallo, grazie ad una bella azione corale, finalizzata da Fabiàn. Al quarto d’ora della ripresa però Rafael Sobis (un calciatore che negli anni ha tradito le aspettative, create sul suo immenso talento) riesce a trovare il guizzo giusto e pareggiare. I gol della sicurezza per i brasiliani, arrivano alla mezz’ora della ripresa con il gol di Leandro Damião (che aveva sostituito poco prima Sobis) e all’89esimo grazie a Giuliano che approfitta di un’indecisione della difesa messicana. Il Chivas accorcia, con Omar Bravo, pochi istanti prima del fischio finale che sancisce la vittoria dei brasiliani.

LA RISSA – Al fischio finale si accende un parapiglia tra i giocatori in campo. Tutto sembra nascere da un malinteso, infatti un giocatore del Chivas, sconsolato, si butta a terra coprendosi il volto. I suoi compagni interpretano quel gesto come l’aggressione di qualche avversario e si scagliano contro i giocatori brasiliani nei pressi del compagno. Da li qualche attimo di confusione e qualche animo esagitato da calmare, niente di eccessivo fortunatamente, così che la vera festa per l’Internacional può di nuovo iniziare.

DOPO 4 ANNI DI NUOVO CAMPIONI – I “rossi” di Porto Alege rivincono il trofeo dopo 4 anni e riportano la Coppa in Brasile dopo lo stesso numero di anni. Pur arrivando sempre in finale con una squadra brasiliana, è dal 2006 (vittoria dell’Internacional sui connazionali del San Paolo) che una squadra brasiliana non vince la famigerata Copa.

ARGENTINA 22, BRASILE 14 – Sono le Libertadores vinte nella storia della Coppa, dalle due nazioni più grandi e potenti del panorama calcistico sudamericano. Gli argentini hanno ben 8 trofei in più, rispetto ai brasiliani.

Mattia Sparagna

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