Terzigno – 19 ottobre. Autocompattatori incendiati, lancio di pietre, barricate. È ormai un’intifada dei rifiuti quella che si combatte a Terzigno, nel Napoletano, in un durissimo braccio di ferro fra gli abitanti della zona e le forze dell’ordine che accompagnano alle discariche i “corrieri della monnezza”. Questa mattina, dopo i feroci scontri che nella notte avevano a bloccato i mezzi per lo sversamento dei rifiuti, la polizia è riuscita a scortare alcuni camion fino a destinazione. Da quando il governo ha identificato nella Cava Vitiello, nel Parco del Vesuvio, un nuovo sito per lo smaltimento della spazzatura, la popolazione locale è insorta. Sono incominciati i blocchi stradali, la costruzione di barricate con arbusti e materiale di scarto, il lancio di pietre e molotov incendiarie. «Abbiamo già sofferto per l’apertura della contigua discarica delle Pozzelle», hanno obiettato i contestatori, «un’altra discarica qui non la vogliamo. Possono farci qualunque cosa, ma non ce ne andremo». Stamane donne inginocchiate in mezzo alla strada, rosario alla mano, pregavano sfidando il muso d’acciaio delle camionette. E a Boscoreale – comune che con Terzigno, Boscotrecase e Trecase forma il “quadrilatero della monnezza” – alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nell’ufficio del sindaco, devastandolo. Mentre la Jervolinio chiede l’intervento del premier, Stefano Caldoro, governatore della Campania, tenta di raffreddare gli animi firmando un’ordinanza comunale che autorizza lo sversamento dei rifiuti destinati a Terzigno anche in altre discariche. Nella sola Napoli si sono accumulati più di 520 tonnellate di monnezza, a cui si aggiungono le 600 stipate in 80 compattatori che non sanno dove poter scaricare.
Ga. Pi.

















