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LA VITA DI UN NEONATO STRONCATA PER UN DIVERBIO FRA MEDICI

Posted on 31 August 2010 by francesca.a

<< Voglio almeno sapere perché mio figlio è morto, di cosa. E soprattutto se poteva essere salvato» , chiede Selene De luca madre del piccolo Jacopo.

A Roma come a Messina lite in sala parto. Ma il neonato e’ morto.  La storia di Jacopo inizia alle 13 del 26 Agosto al Policlinico Casilino.  Selene ha partorito con un cesareo, circa 14 giorni prima dell’intervento programmato, perchè aveva dei dolori. Stavolta la discussione, e’ avvenuta tra una ginecologa e le ostetriche in sala parto a proposito di un cesareo, mentre la paziente era in preda alle contrazioni. Per le ostetriche era il caso di operare subito, ma la dottoressa era contraria, voleva aspettare i colleghi del turno successivo. E quando finalmente la ginecologa decide di ascoltare le ostetriche e’ ormai troppo tardi. Il piccolo Jacopo nasce.. ma e’ cianotico. Ecco la corsa a salvargli la vita, viene portato in terapia intensiva, incubato e sedato, ma tutti i tentativi sono risultati vani perchè il  cuore del piccolo ha smesso di battere tre giorni dopo la nascita, quel cuore che poteva continuare a battere se solo ci fosse stata  professionalità ed umanità da parte di tutta l’equipe medica.  

 Il primario Piermichele  Paolillo  ha smentito: “Siamo certi che il bambino e’ deceduto  per un problema di metabolismo, ma forse sono stati anche suggestionati da quanto accaduto Messina. Tanti dubbi, tanti interrogativi ai quali grazie alla collaborazione delle istituzioni avranno presto risposta.

Francesca Autorino

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LO SCRIGNO D’ORO DI PADRE PIO IN PERICOLO

Posted on 30 August 2010 by francesca.a

Panico a San Giovanni Rotondo nelle scorse settimane. Hanno infatti tentato di rubare nel luogo sacro che ospita le tombe di numerosi frati cappuccini le reliquie di Padre Pio – costituite da alcuni capelli, una garza che avvolgeva il costato insanguinato e un paio di guanti, utilizzando un punteruolo per scalfire la pesante teca che le custodisce. Ma questa, fatta di marmo e vetro antisfondamento, ha resistito. Secondo la ricostruzione fatta dal custode del cimitero del paesino di Foggia e della polizia locale subito accorsa, nella cappella cinque metri per tre, i ladri hanno fatto irruzione dopo aver infranto una finestra, ferendosi, perché sono state trovate tracce di sangue. Nel silenzio si sono accaniti con oggetti da taglio su quel vetro che si e’ scheggiato, ma non si e’ rotto. Che siano stati devoti fanatici o ladri incalliti, e’ certo che sono fuggiti a mani vuote. Di certo qualche malfattore poco informato poteva non sapere che avrebbe rischiato guai trovandosi a compiere un colpo senza valore, perche’ che la teca –il vero obiettivo- non e’ d’oro, ma solo bagnata nel metallo prezioso. In attesa che gli investigatori trovino qualche traccia, i Cappuccini hanno comunque pensato bene di mettere al sicuro le reliquie. Il guardiano del convento, frate Carlo Laborde, le ha prelevate in tutta fretta, sotto scorta, e le ha collocate nella parte più inaccessibile del monastero. Chiuse da una porta blindata.   In paese grande indignazione ma anche un enorme sollievo per lo scampato pericolo.
Secondo quanto dichiarato da Gennaro Giuliani, sindaco di San Giovanni Rotondo  :  E’ stato commesso un  atto deprecabile che va condannato senza indugio sia per la gravità del gesto, per fortuna senza esito, sia per l’immagine della città di San Giovanni Rotondo, città dell’accoglienza, custode del corpo di san Pio e della sua opera. L’amministrazione comunale non lascerà impuniti simili tentativi sacrileghi e, manifestando fiducia nelle forze dell’ordine che faranno piena luce sull’episodio, intende costituirsi parte civile contro ignoti che hanno tentato di ferire la dignità e la figliale devozione verso san Pio di tutta la comunità sangiovannese”, conclude il sindaco Giuliani.

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