Lasko

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Mondiali di volley: le pagelle di Italia-Germania

Posted on 01 October 2010 by Federico87

Parte con il piede giusto per l’Italia la seconda fase dei Campionati del Mondo di pallavolo. A Catania la selezione tricolore ha superato per 3-1 una coriacea Germania, avversaria rivelatasi, come nelle aspettative, un interessante banco di prova. Dopo un primo set letteralmente regalato ai teutonici con un Fei completamente fuori partita (21-25), gli azzurri hanno saputo reagire con carattere, prevalendo poi abbastanza agevolmente per 25-18, 25-21, 25-18. Decisivi ai fini del risultato l’ingresso in campo di Lasko, la continuità offensiva di Parodi ed i servizi micidiali di Savani.

Le Pagelle

Parodi 8: è il nuovo Papi. Impeccabile in attacco (miglior realizzatore con 20 punti), preciso in ricezione, incisivo al servizio. Soprattutto colpisce del 24enne di Arma di Taggia la grandissima intelligenza tattica: lo schiacciatore tricolore, infatti, riesce ad alternare superbamente autentiche bordate a deliziosi pallonetti. Deve compiere un ulteriore salto di qualità a muro.

Vermiglio 8: un trascinatore. L’inizio non è dei più semplici quando, sbagliando, affida troppi palloni ad un Fei completamente abulico. Dal secondo parziale, però, non sbaglia più nulla, dispensando un’ottima regia. Il 34enne siciliano, inoltre, ha impresso una svolta alla partita con alcuni recuperi difensivi davvero prodigiosi e caricando la squadra con il suo carisma.

Fei 4: se l’Italia ha perso il primo set, gran parte delle colpe sono attribuibili al 31enne di Saronno, praticamente inefficace in attacco con percentuali imbarazzanti del 15%! Una serata storta può certamente capitare, tuttavia agli azzurri servirà il miglior Fei contro avversarie di ben altra levatura (Brasile o Bulgaria per intenderci).

Lasko 7,5: e meno male che l’opposto di riserva era un punto interrogativo per la selezione tricolore! Michal, fortunatamente, ha sorpreso tutti, sostituendo Fei e sfoderando una prestazione ai limiti della perfezione. Il 29enne italo-polacco si è rivelato importantissimo nelle fasi di ricostruzione del gioco ed il suo contributo ha nel complesso reso più tranquilli anche i compagni.

Marra 5: un persistente anello debole in fase di ricezione, costantemente in difficoltà sulle battute floating dei tedeschi (che non a caso lo hanno bersagliato). Meglio in difesa, ma questa partita rappresenta certamente un deciso passo indietro rispetto alle precedenti apparizioni.

Savani 7,5: nella pallavolo moderna il servizio assume dei connotati cruciali, essendo uno dei pochi fondamentali che permettono di scavare dei solchi importanti. Cristian, al momento, è l’unico azzurro capace di mettere a segno degli aces, che spesso, come accaduto nel terzo set, si rivelano decisivi. Lo schiacciatore lombardo, anch’egli in difficoltà nel set iniziale, ha carburato con il trascorrere degli scambi, diventando poi letale anche in attacco.

Birarelli 6: meno incisivo del solito con la sua battuta insidiosa, soffre in attacco, ma si riscatta con una buona prova a muro.

Mastrangelo 7: una presenza costante ed imprescindibile a muro, dove riesce ad irretire i potenti bombardieri teutonici. Sbroglia con sagacia ed esperienza alcune intricate matasse. Non è implacabile con il primo tempo.

Anastasi (ct) 6,5: ha il merito di sostituire Fei prima che sia troppo tardi. La nazionale mostra tutto il suo carattere.

Federico Militello

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Alberto Contador

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Contador positivo al doping? Nessuno stupore

Posted on 30 September 2010 by Federico87


Alberto Contador, vincitore di tre Tour de France, un Giro d’Italia ed una Vuelta di Spagna, è risultato positivo al clenbuterolo nel corso della Grand Boucle 2010, una sostanza anabolizzante che migliora la respirazione e permette di recuperare in fretta gli sforzi fisici compiuti dall’organismo. La notizia è stata resa nota dall’Uci e confermata dallo staff del corridore, il quale si è detto tranquillo (”potete mettere le mani sul fuoco e non scottarvi”), attribuendo la questione ad una semplice contaminazione alimentare. In ogni caso, il 27enne di Madrid è stato immediatamente sospeso il attesa di ulteriori sviluppi e rischia una squalifica di due anni (oltre che la revoca dell’ultimo Tour de France in favore di Andy Schleck).

In realtà il sospetto sul ciclista iberico aleggiava già da almeno un triennio, cioè dal coinvolgimento nell’Operacion Puerto (la più vergognosa pagina di storia dello sport spagnolo di tutti i tempi). Urge ricordare, infatti, che nelle liste ‘proibite’ erano menzionati ben 50 atleti giallo-rossi appartenenti alle più svariate discipline del Paese latino, tuttavia alla fine la giustizia spagnola  archiviò tutto, facendo cadere la questione sotto silenzio. A pagare le colpe di tutti, chissà perché, furono solo Ivan Basso e Ian Ulrich, un italiano ed un tedesco. Il Comitato Olimpico spagnolo, invece, tende a coprire i casi di doping dei propri rappresentanti (ricordate l’emblematico caso Valverde?), cercando addirittura di sminuirne i coinvolgimenti (e quindi, indirettamente, auspicandone la pratica?).

Tornando a Contador, ho sempre ritenuto ‘sospette’ le prestazioni del 27enne di Madrid, più che altro quelle degli scorsi anni, quando riusciva incredibilmente a staccare tutti in salita ed a rivaleggiare ad armi pari a cronometro con il fenomeno Cancellara… Ovvio che anche allora qualcosa non quadrava. Ora, però, auguriamoci che la giustizia faccia il proprio (giusto) corso. Auspico che non ci siano trattamenti di favore da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale e che la Federciclismo della Spagna non cerchi, ancora una volta, di coprire le ignominiose e spregevoli azioni dei propri corridori.

Federico Militello

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Italy performs during the group all-around competition final at the Rhythmic Gymnastics World Championships in Ise

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Le Farfalle Azzurre si confermano regine del mondo

Posted on 25 September 2010 by Federico87

Superba affermazione per la nazionale italiana di ginnastica ritmica. Dopo il titolo iridato conquistato nel 2009, le Farfalle tricolori si sono ripetute ai Mondiali di Mosca al termine di una competizione letteralmente dominata. 55.525 l’altissimo punteggio ottenuto da Elisa Blanchi, Daniela Masseroni, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk, Giulia Galtarossa e Romina Laurito, frutto dell’eccellente 27.825 ai cerchi e dell’impeccabile esercizio ai Nastri e Funi, valso 27.700. Medaglia d’argento per la Bielorussia con 54.800, mentre devono accontentarsi solo di un bronzo le padrone di casa della Russia, capaci di racimolare solo un modesto 52.425 frutto di molte e visibili imperfezioni (tra cui la perdita di un cerchio ed un’uscita fuori pedana).

Quello in terra russa è un trionfo che vale doppio per la rappresentativa tricolore: in uno sport dove spesso le giurie fanno il bello ed il cattivo tempo, condizionate immancabilmente da intrecci di politica sportiva, vincere proprio nel regno delle maestre di questa disciplina rappresenta il definitivo passaggio di consegne nella leadership della ginnastica ritmica. Ora l’Italia rappresenta in assoluto il punto di riferimento sia per quanto riguarda l’esecuzione tecnica che per l’aspetto coreografico. La gerarchia del passato, dunque, è stata completamente ridisegnata: la Russia ha abdicato nei confronti di un’inarrestabile potenza emergente. Nel mondo ora comanda l’Italia.

Federico Militello

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Mondiali volley 2010

Le aspettative azzurre ai Mondiali di volley 2010

Posted on 23 September 2010 by Federico87

I Campionati del Mondo di pallavolo maschile tornano a disputarsi in Italia 32 anni l’ultima volta. Sarà un torneo indubbiamente durissimo e con molte pretendenti alla corona iridata.

Grandi favoriti per la vittoria finale sono certamente i campioni in carica del Brasile, squadra rinnovata rispetto al recente passato (non convocato il palleggiatore Ricardinho), ma nella cui rosa figurano fenomeni del calibro di Giba (capitano 34enne), Dante, Vissotto e Murilo. Agguerritissime saranno anche la Russia dei ‘giganti’ Muserskij (2,15 m) e Kazakov (2,17), la rampante e giovane Cuba (attenzione al formidabile Wilfredo Leon, appena 17 anni), gli Stati Uniti campioni olimpici e la poderosa Bulgaria di Kaziyski e Sokolov. Insomma, un vero parterre de roi, con selezioni costruite da grandi atleti e potenzialmente con pochi punti deboli. Se quelle appena menzionate sono le corazzate, non vanno dimenticate le out-siders Polonia, Serbia, Germania e Francia, tutte in grado, se in giornata, di battagliare ad armi pari con chiunque.

E l’Italia? La nazionale tricolore merita un approfondimento a parte. La composizione della squadra azzurra è di buon livello e fornisce le necessarie garanzie. Se il sestetto titolare appare in grado di realizzare qualsiasi risultato (Vermiglio e Fei sulla diagonale alzatore-opposto, Savani e Parodi schiacciatori, Mastrangelo e Birarelli centrali, Marra libero), convince molto meno la panchina; in particolare il ct Anastasi deve fronteggiare l’ormai annoso problema del vice-Fei senza un’alternativa altrettanto valida a quella del 31enne di Saronno, che ancora una volta sarà chiamato agli straordinari (con Lasko pronto a dare il suo contributo all’occorrenza). Stesso discorso per il palleggiatore di riserva, Travica, ancora troppo acerbo per questi livelli. Più affidabili, invece, le alternative ai centrali (Sala e Buti) ed agli schiacciatori (il sempre continuo Cernic e la scommessa Zaytsev, preferito in extremis a Maruotti).

Alleati preziosi della selezione del Bel Paese saranno sicuramente il fattore campo e, soprattutto, il tabellone favorevole. La formula del torneo prevede il superamento di tre fasi preliminari (ogni volta si parte da zero senza contare i risultati dei turni precedenti) per approdare in semifinale. L’Italia affronterà nel girone iniziale tre nazionali non irresistibili come Giappone, Iran ed Egitto. Sulla strada degli azzurri, poi, potrebbero capitare Germania e Francia. Ovviamente si tratta solo di supposizioni, in quanto il campo, come sempre, potrebbe stravolgere i valori in campo. Dunque l’obiettivo reale della nazionale di Anastasi è rappresentato dall’ingresso tra le migliori 4 del mondo: un risultato diverso costituirebbe una delusione non indifferente per l’intero movimento.

Federico Militello

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Giaccherini

I segreti del ‘miracolo Cesena’

Posted on 20 September 2010 by Federico87

Dalla LegaPro al primo posto in Serie A dopo tre giornate con 3 gol fatti e 0 subiti. In due anni il Cesena, partito dall’Inferno ed attraversato il Purgatorio, si è ritrovato in Paradiso. Vediamo quali sono i segreti di questa squadra che sta incantando l’Italia intera.
Il modulo 4-3-3: non si può dire che Ficcadenti non sia un allenatore coraggioso. Sebbene neo-promossa in massima divisione, la formazione romagnola scende in campo senza alcun timore reverenziale, cercando di sviluppare un gioco rapido e dinamico, basato su contropiedi fulminei ed inarrestabili. In particolare le fasce laterali vengono aggredite con costanza e caparbietà non solo dai due efficientissimi esterni d’attacco (Schelotto e Giaccherini), ma anche dai terzini Ceccarelli e Nagatomo, autentiche rivelazioni di questo inizio di campionato. L’aggressività dei centrocampisti, con un Parolo sugli scudi e vero motorino della zona nevralgica del campo, consente alla squadra di mantenere quell’equilibrio necessario per assicurare protezione alla coriacea difesa.
Mix tra gioventù ed esperienza: dal 21enne Schelotto al 41enne Antonioli. Nella rappresentativa romagnola sono presenti giocatori dalle età più disparate. Un cocktail di spregiudicatezza e buon senso che risulta esplosivo. Emergono, quindi, sia la voglia di emergere ed affermarsi dei più giovani (Nagatomo, Parolo, Giaccherini e lo stesso Schelotto), sia la volontà di riscatto di alcuni giocatori troppo presto indicati sul viale del tramonto (Bogdani, Appiah, Pellegrino, Antonioli).
L’assenza di pressioni: nessuno dei tifosi, nemmeno il più inguaribile ottimista, chiede al Cesena un obiettivo diverso da quello della salvezza. Il solo militare, anche solo per quest’anno, in massima serie rappresenta già un traguardo insperato e proprio per questo meraviglioso e da assaporare fino in fondo. Giocatori e allenatore, dunque, possiedono il non trascurabile vantaggio di poter lavorare in un ambiente senza pressioni, dove anche un eventuale passo falso (prima o poi arriverà) verrebbe vissuto con grande serenità dalla piazza. Insomma, la realtà cesenate consente a Ficcadenti di poter esprimere il suo calcio e le sue idee in totale tranquillità, senza l’assillo del risultato a tutti i costi. Indubbiamente il 43enne di Fermo sarà invidiato da molti suoi colleghi per questo.
Giocatori di qualità: oltre alla grande organizzazione di gioco, il Cesena ha messo in risalto alcuni calciatori dalle grandi doti, già pronti per altri palcoscenici. Su tutti Schelotto, Nagatomo e Giaccherini. Quest’ultimo rappresenta l’esempio più lampante di come spesso (e sbagliando) le società di Serie A puntano su atleti stranieri di scarso valore a discapito di (tanti) talenti italiani che si disimpegnano con dedizione e grinta nelle divisioni minori. Se il 25enne toscano è già finito sul taccuino di Prandelli il motivo è semplice: in Italia, oltre a lui, non c’è un altro uomo in grado di saltare l’avversario con la stessa facilità. Schelotto, instancabile con le sue sgroppate sulla fascia, fa parte del giro dell’Under21 e possiede forse le caratteristiche per ripercorrere la stessa strada intrapresa a suo tempo da Zambrotta, ovvero diventare terzino destro. Nagatomo, infine, presentato a luglio più come un investimento votato al marketing che al calcio, si è rivelato uno stantuffo inesauribile, attento in difesa e sempre pronto nel ribaltare l’azione.

Federico Militello

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Molmenti re del mondo

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Fantastico Molmenti, re del mondo nella canoa-slalom

Posted on 13 September 2010 by Federico87

Daniele Molmenti ce l’ha fatta. Dopo il titolo europeo conquistato lo scorso anno e la Coppa del Mondo agguantata in questa stagione, il 26enne di Pordenone ha raggiunto uno degli obiettivi più ambiti e sognati della sua vita: un bottino iridato tutto d’oro. Ai Mondiali sloveni di Tacen, infatti, il fuoriclasse azzurro, quinto dopo la prima frazione, ha realizzato una seconda discesa portentosa, domando con poderosi colpi di pagaia le tumultuose rapide del fiume. Una prestazione perfetta e da antologia, che non ha lasciato scampo alla concorrenza.

Il canoista tricolore, con il tempo totale di 1:31.00, ha preceduto di 2.56 secondi il ceco Vavrinec Hradilek e di 2.74 lo sloveno Jure Meglic. Ottimo anche l’ottavo posto dell’altro italiano Stefano Cipressi, campione del mondo in questa specialità nel 2006 e sul pieno recupero dopo un paio di stagioni tribolate. Il trionfo del Bel Paese è stato completato poi dal bronzo nella prova a squadre.

E’ stata una giornata spettacolare qui a Tacen, ho fatto un gran finale in un clima fantastico: mi sono davvero divertito. Il percorso era molto adatto alle mie caratteristiche; inoltre, durante l’anno, ho anche avuto modo di svolgere alcuni allenamenti su questo campo di gara insieme ad altri miei avversari”, la dichiarazione post-gara del neo-iridato.

Per Molmenti, dunque, si tratta della consacrazione definitiva tra i grandi campioni attuali dello sport italiano. Un atleta che a soli 26 anni ha già vinto praticamente tutto e cui manca solo la ciliegina a Cinque Cerchi per completare un palmares straordinario. Ecco, l’obiettivo è già fissato: Londra 2012.

Federico Militello

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Luongo

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Settebello, un argento come base di partenza verso un futuro radioso

Posted on 12 September 2010 by Federico87

Niente miracolo. Nella finale europea contro la favoritissima Croazia padrona di casa, gli azzurri sono stati sconfitti per 7-3. Equilibrio solo nei primi due parziali (2-2, 1-0), dopodiché la nazionale allenata dall’ex ct azzurro Radko Rudic ha saputo inesorabilmente  accumulare un vantaggio incolmabile. Il Settebello aveva approcciato il match con il giusto atteggiamento, sfrontato ed arrembante. Tuttavia la difesa avversaria si è rivelata una macigno inscalfibile: per ben 20 minuti (e per i due interi quarti centrali), infatti, i ragazzi del ct Campagna non hanno trovato lo specchio della porta, a causa di conclusioni spesso centrali, telefonate e prive di insidiosità. Tutto facile, dunque, per la Croazia, che ha meritatamente ottenuto la sua prima affermazione della storia in campo continentale.

All’Italia questa sera non è bastato il gruppo, quello spirito di squadra che sino ad ora aveva permesso di prevalere su tutte le compagini affrontate (salvo i croati nel girone eliminatorio). In partite con poste in palio così elevate  sarebbe necessario in certi frangenti l’apporto di un leader, di un trascinatore. Non lo è stato Pietro Figlioli (comunque capocannoniere del torneo ed ormai campione di caratura mondiale), mentre in questa occasione, molto più che con l’Ungheria, si è avvertita non poco l’assenza del capitano Maurizio Felugo.

Finito l’Europeo, è tempo di bilanci. Dopo anni trascorsi in un anonimo Purgatorio (circa 6 anni), culminati con il fondo toccato a Roma 2009 (11mo posto), questo Settebello ha saputo risollevarsi con rabbia e forza di volontà, riuscendo a riassaporare antiche emozioni ed a riportare in alto una disciplina da sempre foriera di grandi risultati per l’Italia. La selezione tricolore creata da Sandro Campagna è composta per lo più da giocatori poco più che ventenni ed alle prime vere esperienze in campo europeo. Basti pensare che gli unici over30 sono il formidabile portiere Stefano Tempesti ed il centro-boa Arnaldo Deserti, entrambi 31enni. Alcuni giocatori in particolare, come Luongo, Gitto e Gallo, promettono di costituire la spina dorsale del gruppo per i prossimi 10 anni. Insomma, questa medaglia d’argento lascia più di una sensazione di rappresentare solo il primo podio di una lunga serie, dove magari in futuro si riuscirà a salire anche sul gradino più alto.

Da Zagabria rientra nel Bel Paese un Settebello che ha ritrovato di nuovo dignità e rispetto, riconquistando il meritato posto tra la nobiltà della pallanuoto europea.

Federico Militello

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Rizzo and Mangiante of Italy rally with their team-mates before their preliminary water polo match against the U.S. at the World Championships in Rome

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Travolgente Settebello: è finale europea!

Posted on 10 September 2010 by Federico87

Grande impresa per la nazionale italiana di pallanuoto, capace di superare per 10-8 i tri-campioni olimpici dell‘Ungheria nella semifinale dei Campionati Europei di Zagabria: sabato (ore 21, diretta Raisport1), nella finale per il titolo, la formazione di Campagna sarà attesa dai padroni di casa della Croazia, unici sino ad ora a prevalere sull’Italia in questa manifestazione (8-5 nel girone iniziale).

Molteplici le chiavi del trionfo: una difesa formidabile nel rendere inoffensive le bocche da fuoco magiare, un attacco quasi perfetto e micidiale in superiorità numerica, una condizione atletica straripante (gli azzurri sembravano nuotare a doppia velocità), la maturazione definitiva di alcuni giocatori, divenuti ormai campioni (Luongo, Gallo e Gitto, il nuovo Silipo, su tutti), la classe di due fenomeni come Figlioli e Tempesti, strepitoso nel neutralizzare ben due rigori.

Un Settebello immenso, capace di risorgere dopo alcune stagioni di anonimato grazie ad un ct, Sandro Campagna, che ha saputo investire e, soprattutto, credere nei giovani. Un’Italia che ha vinto senza il suo capitano e simbolo Maurizio Felugo (infortunato), a dimostrazione di un gruppo talmente coeso da saper sopperire con successo alle assenze. Il 10-8 conclusivo è lo specchio di una partita in cui la selezione tricolore ha condotto le danze sin dalla prima frazione.

”Abbiamo disputato un’ottima partita dal punto di vista tattico e mentale. I ragazzi hanno messo in pratica quanto preparato, giocando con un’altissima percentuale realizzativa con l’uomo in più. Ora però non parlate di miracolo. Questo risultato è il frutto di un duro lavoro: dietro, infatti, ci sono riunioni con le società, con gli allenatori, con lo staff medico e atletico per prevenire infortuni, notti a guardare video, mesi di sacrifici con i ragazzi per accrescerli sotto tutti i punti di vista. Questa medaglia è un premio per l’intero movimento. Ora è da capire di che colore sarà. Sabato giocheremo per vincere”, le parole dell’allenatore del team italico a fine gara. Entusiasta anche il capitano Felugo, che ha definito i propri compagni ”eroici”. Un successo netto e senza discussioni, come ammesso anche dal ct ungherese Laszlo Kemeny: ”Eravamo i favoriti, la nostra squadra è esperta e coesa ed ha vinto tutto negli ultimi anni. Complimenti alla giovane Italia che ha ribaltato il pronostico e meritato di vincere”.

L’avventura, però, non è ancora finita. Il libro di storia della pallanuoto tricolore attende la stesura dell’ultimo, trionfale capitolo.

Federico Militello

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Gigli pallanuoto

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Grecia troppo forte, l’Italia manca la finalissima

Posted on 08 September 2010 by Federico87

E’ finita in semifinale l’avventura della nazionale italiana femminile di pallanuoto ai Campionati Europei di Zagabria: 10-5 il punteggio in favore della Grecia, apparsa superiore alle azzurre per esperienza ed organizzazione di gioco.

Le elleniche, infatti, sin dalle prime battute costruivano un gap decisivo, concludendo il primo quarto sul 3-0 ed il secondo sul 7-2. L’Italia, dal canto suo, soffriva terribilmente i movimenti del centro-boa Asimaki, risultato assolutamente incontrastabile, mentre in fase offensiva metteva in pratica un gioco lento e prevedibile, che quasi sempre sfociava nel passaggio al centro ad Elisa Casanova, quasi sempre anticipata dalle avversarie. Nella seconda metà di gara non mutava una situazione ormai compromessa, con il Setterosa a palesare evidenti limiti realizzativi, acuiti ulteriormente dalla difficoltà di segnare in superiorità numerica. Insomma, un match a senso unico nel quale la Grecia ha vinto con pieno merito dinanzi ad una selezione tricolore spenta e opaca.

Questa prestazione, tuttavia, non deve costituire una bocciatura per il gruppo del ct Roberto Fiori, bensì una batosta da cui costruire un futuro per il quale sono già state cementate delle solide fondamenta. Quella italiana, infatti, è una nazionale molto giovane, completamente rinnovata dopo il flop di Roma 2009 (solo 4 conferme, tra cui le fortissime Gigli e Casanova) e composta per lo più da atlete alla prima esperienza internazionale. Aver raggiunto i primi quattro posti in Europa, eliminando la temibile Spagna e pareggiando nel girone eliminatorio con le campionesse in carica della Russia, rappresenta dunque un risultato di grande prestigio. L’Europeo, tuttavia, non è ancora concluso. Venerdì, infatti, le azzurre torneranno nuovamente in acqua per la finale 3°-4° posto (con la perdente di Russia-Olanda). Non sarebbe male concludere sul podio. Comunque vada, questo Setterosa farà parlare ancora molto di sé nei prossimi anni.

Federico Militello

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Gigli pallanuoto

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Super Italia, la Spagna saluta l’Europeo

Posted on 07 September 2010 by Federico87

Prestazione convincente per la nazionale femminile di pallanuoto ai Campionati Europei di Zagabria. Nei quarti di finale validi per l’accesso tra le migliori quattro selezioni del continente, le azzurre hanno sfoderato una prestazione tenace e convincete, prevalendo in volata per 10-9 sulla Spagna vice-campione d’Europa e tra le principali contendenti per la zona-medaglia. Con questo risultato la formazione tricolore, che non scende dal podio di questa manifestazione dal 1991 (allora in panchina sedeva il ct attuale, Roberto Fiori), ha ottenuto anche la qualificazione diretta alla prossima rassegna del Vecchio Continente nel 2012 ad Eindhoven.

Grande protagonista dell’impresa è stata Elena Gigli, sensazionale nel sbarrare la strada alle bordate iberiche con delle parate magistrali. Molto bene nel tiro dalla distanza anche Aleksandra Cotti e Roberta Bianconi. Insomma, il nuovo Setterosa, composto per lo più da un gruppo di promettenti under23, è già diventato grande. Ovviamente regnava grande soddisfazione a fine gara nelle parole del ct Fiori: ”Per una squadra giovane ed inesperta questo rappresenta certamente un risultato di valore. E’ stata una vittoria sofferta. Dobbiamo imparare ad essere più cinici nei momenti di difficoltà, gestire meglio la pressione ed essere più convinti delle nostre potenzialità. Il gruppo sta crescendo gradualmente ed ora affronteremo la Grecia che ci ha sconfitto per 7-5 nella prima fase. Ce la giocheremo alla pari”.

L’appuntamento, dunque, è per domani alle 17.45 (diretta su Raisport1) per la semifinale contro le elleniche. Un match difficile, che quasi certamente sarà contrassegnato da un grande equilibrio. Questa Italia, però, ha le carte in regola per spaventare le più esperte avversarie.

Federico Militello

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