Ricetta: il piacere di un sugo leggero

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Ricetta: il piacere di un sugo leggero

Posted on 26 October 2010 by claudia.c

Desideriamo tutti mangiare bene ma senza ingrassare, cosa che ahimè, sembra impossibile. Invece esistono diverse ricette light e saporite con un basso contenuto calorico che soddisferanno anche le buone forchette. La ricetta che vi propongo offre una variante sulla preparazione del sugo di pomodoro. Invece di soffriggerlo in padella si può ottenere cuocendolo nel forno dentro una pirofila.

Ingredienti per quattro persone:

6 pomodori

8 pomodori pachino

2 spicchi d’aglio

un mazzo di basilico

prezzemolo tritato

mezzo peperoncino

6 cucchiaio di olio extravergine d’oliva.

Preparazione:

Dopo aver lavato e tagliato a pezzetti tutti i pomodori, metteteli in una pirofila rivolgendo la polpa verso l’altro. Sopra tritate aglio, prezzemolo, basilico, e peperoncino e condite il tutto con l’olio. Mettete la pirofila nel forno che avrete preriscaldato a 240 gradi e lasciate cuocere per mezz’ora. Schiacciate i pomodori con la forchetta e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Una volta pronti i pomodori potrete aggiungervi un cucchiaio di pan grattato per renderlo più sfizioso. Potete usare questo sugo leggero e saporito per condire 300 grammi di pasta. La più indicata sono gli spaghetti ma trattandosi di un sugo classico  potrete scegliere il tipo di pasta che preferite.

Buon appetito

Claudia Casalini

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Benvenuti al Sud: il fascino del remake.

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Benvenuti al Sud: il fascino del remake.

Posted on 04 October 2010 by claudia.c

Più di una volta il cinema francese ha visto la trasposizione  delle sue commedie più brillanti sugli schermi americani, spesso ad opera dello stesso regista – come Francis Veber che nell’89 girò In fuga pe r tre, versione hollywoodiana del suo Due fuggitivi e mezzo con Nick Nolte al posto di Gerard Depardieu – o con gli stessi interpreti – è il caso di Jean Reno e Christian Clavier protagonisti de Les Visiteurs e del suo adattamento americano Just Visiting (entrambi noti in Italia come I Visitatori) diretti entrambi da Jean Marie Poiré.

Non sempre i remake hanno saputo reggere il confronto con l’originale. Ricordiamo che Tre uomini e una culla di Colin Serrau ebbe una nomination all’Oscar come miglior film straniero nel 1986, mentre la sua versione Made in USA Tre scapoli e un bebè ed il relativo sequel, pur riscuotendo un buon successo di pubblico, restano delle discrete commedie americane.

Adesso ci provano gli italiani con “Benvenuti al Sud” remake del fortunatissimo “Giù al nord” di Danny Boon, una commedia incentrata sui luoghi comuni e i contrasti tra il Nord e il Sud. Ma se nel film di Boon, come suggerisce il titolo, il divario culturale è tra un Nord freddo e contadino e la lussuosa Costa Azzura, nella pellicola di Luca Miniero la geografia degli stereotipi s’inverte e, come prevedibile, assistiamo alla vicenda di Alberto (Claudio Bisio), un direttore delle poste della Brianza, che viene trasferito in provincia di Napoli dopo una tentata truffa. Basteranno la bellezza del luogo e l’ospitalità dei colleghi, come il postino Mattia (Alessandro Siani) a fargli rimangiare tutti i suoi pregiudizi contro il Meridione?

La trama, le gag e perfino i dialoghi seguono piuttosto fedelmente la sceneggiatura dell’originale francese  aggiungendovi cliché nostrani e promettono grandi risate cavalcando l’onda del successo di “Giù al nord.”

Riuscirà l’avventura di Bisio nel Cilento a reggere il confronto con il piccolo capolavoro francese? Le premesse finora promettono sicuramente un film divertente in grado di farci passare qualche ora piacevole e strapparci qualche sana risata.

I prossimi a portare la storia di Danny Boon sul grande schermo saranno gli americani: pare infatti che la Warner Bros abbia acquistato i diritti cinematografici per poter girare Welcome to the Sticks il cui protagonista dovrebbe essere Will Smith. 

Trailer di Benvenuti al Sud

Trailer di Giù al Nord

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Beautiful: ventitre anni raccontati in sei minuti

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Beautiful: ventitre anni raccontati in sei minuti

Posted on 01 October 2010 by claudia.c

Qualcuno ci è riuscito!
Da qualche giorno gira su You Tube un cliccatissimo video dal titolo Beautiful Lab che condensa nell’arco di sei minuti oltre vent’anni di puntante.

Un divertentissimo filmato che racconta la storia con l’ausilio di cuoricini, anelli, campane a nozze,  musichette divertenti e simpatici pupazzetti che corrono sul filo di una trama sempre più ingarbugliata.

Per i fan nostalgici che non hanno mai perso una puntata, per quanti avessero bisogno di rimettersi in pari con la narrazione, per chi volesse accostarsi alla storia per la prima volta e sapere com’è nata la coppia Ridge e Brooke o quante volte si sono sposati e lasciati.

Altamente sconsigliato a chi soffre di emicrania.

Beautiful Lab : il video

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Scompare Arthur Penn: il “piccolo grande” regista del cinema americano

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Scompare Arthur Penn: il “piccolo grande” regista del cinema americano

Posted on 01 October 2010 by claudia.c

Il cielo di Hollywood questa settimana piange la perdita di due delle sue stelle più preziose. Oltre al mitico Tony Curtis, in questi giorni è scomparso il grande regista Arthur Penn. (Filadelfia, 27 settembre 1922 – New York, 28 settembre 2010.)

Tra i suoi film più  noti ricordiamo capolavori come Anna dei miracoli (1959) e  Gangster Story (1967),  il meno noto  Alice’s Restaurant (1969) con i quali ottenne la nomination all’Oscar per la miglior regia e l’indimenticabile western Piccolo Grande Uomo (1970).

Il cinema di Penn viene ricordato per la presenza di divi del calibro di Marlon Brando, Paul Newman, Robert Redford, Ann Bancroft, Warren Beatty, Fay Dunaway, Gene Hackman, Jack Nicholson, Dustin Hoffman, e per aver gettato i fondamenti del moderno cinema americano.  Martin Scorsese nel suo film documentario (A Personal Journey with Martin Scorsese Through American Movies – 1995) inserì Penn tra i registi iconoclasti, per l’audacia con cui avevano sfidato il conformismo sociale.  Gangster Story contribuì all’abolizione del Codice Hayes descrivendo i gangster come eroi in grado di conquistarsi le simpatie del pubblico e mostrando per la prima volta delle sparatorie reali con tanto di sangue che schizzava fuori alla Tarantino. La testa del cassiere che esplode contro il vetro della macchina di Bonnie e Clyde precede di quasi trent’anni la scena di Pulp Fiction (1994) in cui Vincent Vega per errore decapita il povero Marvin con un colpo di pistola dentro l’auto di Jules, innescando così la situazione Bonnie.

Nonostante le dieci nomination all’Oscar ottenute nel corso degli anni,  vinse soltanto il “Gattopardo d’oro – Premio Luchino Visconti” nel 2002 e  l‘Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2007  entrambi premi alla carriera.

Il mio personale ricordo di questo talentuoso regista è legato ad un laboratorio teatrale  a cui venne invitato in Italia  in qualità di docente per assistere a dei brevi sketch di alcuni giovani attori italiani che recitarono per lui in inglese. Mi sono rimaste impresse la simpatia e la semplicità con cui il grande cineasta, sempre sorridente e mai sopra le righe, esaminava le varie performance ed elargiva loro preziosi consigli.

L’umilità precede la gloria.

Anna dei miracoli

Gangster story

Piccolo grande uomo

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Giustizia privata: quando il cattivo diventa l’eroe

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Giustizia privata: quando il cattivo diventa l’eroe

Posted on 20 September 2010 by claudia.c

“GIUSTIZIA PRIVATA”

(Law Abiding Citizen, 2009) di F. Gary Gray

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Gerard Butler (lo stimato interprete di 300) e Jamie Foxx ( Premio Oscar 2005 per Ray) sono i protagonisti di un thriller giudiziario ricco di colpi di scena incentrato sulla figura del vendicatore. Clyde Shelton, è un onesto padre di famiglia, che ha assistito all’assassinio brutale della moglie e della figlioletta per mano di due rapinatori. Alla fine del processo scopre che il suo avvocato, l’ambizioso Nick Rice ( Foxx) pur di vincere ha patteggiato con uno dei colpevoli che viene rilasciato.  Deluso dal sistema giudiziario, a dieci anni di distanza, Shelton decide di agire in prima persona punendo entrambi gli omicidi in modo atroce e finendo così dietro le sbarre. Ma è qui che parte l’azione vera e propria:

Una dopo l’altra, infatti, tutte le persone coinvolte nel primo processo, dal giudice ai colleghi di Rice vengono uccisi, nonostante Shelton si trovi dentro le mura della prigione. L’avvocato Rice dovrà scoprire la vera identità di Shelton e come faccia a condurre il suo spietato gioco criminale.

Un thriller ambizioso, con una violenza cruda ma celata,  ricco di colpi di scena, che sferra un’aspra critica verso un sistema corrotto, portando lo spettatore ad identificarsi con l’omicida, un buono costretto a farsi giustizia da solo,  così come era avvenuto in film come la celebre saga de “Il giustiziere della notte” e “Kill Bill” di Quentin Tarantino. La suspence finale forse si scioglie in maniera troppo semplice rispetto alle premesse, ma ciò nonostante “Giustizia privata” rimane un film di ottimi interpreti che intrattiene e coinvolge lo spettatore in modo da fargli decidere fino alla fine da che parte stare.

Trailer italiano

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Ritorno al…cinema.

Posted on 11 August 2010 by claudia.c


Ritorno al futuro, primo capitolo della mitica trilogia di Robert Zemeckis farà molto presto il suo ritorno nei cinema!

Purtroppo però, a rivedere Marty McFly e la mitica Delorean saranno soltanto gli spettatori del Regno Unito dove, a ottobre, verrà presentata nelle sale la nuova edizione in Blue Ray del film. Dopo venticinque anni  la saga di Ritorno al Futuro è rimasta un’opera avvincente, straordinariamente moderna che continua ad affascinare il pubblico conquistando anche le nuove generazioni. Icona del cinema degli  anni 80, la pellicola prodotta da Steven Spielberg vanta una sceneggiatura di ferro dai dialoghi memorabili, spettacolari effetti speciali (che si aggiudicarono  l’Oscar 1986  per il miglior montaggio sonoro), arricchiti dalle elettrizzanti musiche di Alan Silvestri , e un ottimo cast capeggiato dai bravissimi Micheal J. Fox e Christopher Lloyd.

La versione Blue Ray sarà disponibile in un cofanetto, ricco di contenuti speciali, a partire dal 26 ottobre, per celebrare il Venticinquesimo Anniversario della trilogia ma per ora non sono previste proiezioni al cinema anche in altri paesi. A tutti i fan che ne reclamano il ritorno sul grande schermo non resta che aspettare cosa decideranno i produttori in futuro. Potremmo sempre chiedere a Doc se ci presta la sua macchina!

Il nuovo trailer di Ritorno al futuro

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jogging

Dimagrire con un orecchino

Posted on 09 August 2010 by claudia.c


Dimagrire senza faticare pare sia diventato il sogno di tutti. Sembra infatti che la gente non sappia più cosa inventarsi pur di perdere peso senza dover prendere i normali provvedimenti per avere un normale e salutare stile di vita . Vengono  proposti continuamente dai media, in particolare dalle TV private e da Internet, i metodi più disparati che prevedono l’uso di integratori alimentari, diete personalizzate,  elettrostimolatori, pillole  e medicinali per perdere l’appetito. Insomma, di andare in palestra non se ne parla!

Uno degli ultimi ritrovati è niente meno che un orecchino! Pare infatti che esista una disciplina chiamata auricoloterapia, nata negli anni Cinquanta e riconosciuta come terapia medica nel 1995. ( Quando si dice una scienza antica e convalidata da una lunga tradizione…) Secondo gli esperti di tale pratica, la forma del padiglione auricolare, corrisponde a quella di un feto rovesciato e di conseguenza sulle fibre nervose dell’orecchio umano possono essere individuati dei punti che corrispondono a diversi organi del nostro corpo. Un orecchino magnetico posizionato nell’area legata all’apparato digerente quindi agirebbe sul metabolismo riducendo l’appetito. Con tutta probabilità si tratta di un’altra pratica priva di fondamenta scientifiche, basata per lo più sulla suggestione ma senza effetti collaterali dannosi ma che sembrano riscuotere un grande consenso tra la gente. Perfino mio padre ha recentemente acquistato uno di questi orecchini.

Sinceramente non credo che il vero problema siano i chili in eccesso, di cui tutti troppo ci lamentiamo, quanto la smania di volere tutto e subito, senza i dovuti sforzi, specie quando si tratta di progetti o cure a lungo termine, come una dieta ed una sana attività fisica. Preferiamo davvero spendere dei soldi in cure alternative che promettono pronti risultati invece di investire del tempo in attività più salutari anche se faticose? Quando  la sera torniamo a casa, esausti dopo una giornata di lavoro, forse siamo troppo stanchi per fare altro e non desideriamo altro che un lauto pasto, seguito magari da un bel gelato che ci tiri su il morale… Alcuni scelgono di fare un pasto leggero durante la settimana e di fare un po’ di esercizio fisico a casa per ridurre lo stress ed andare a letto più rilassati.  Una sana abitudine ma che richiede una buona dose di disciplina. Peccato che non ci siano orecchini per eliminare la pigrizia…

L’esperimento auricolare in casa mia ha avuto una conclusione felice. Mio padre ha iniziato a fare jogging ogni sera e l’orecchino prodigioso è andato perduto! Una delle due calamite che lo componevano si è staccata. Forse è rimasta attaccata al piede metallico di qualche mobile, chi lo sa. Non appena noteremo una sedia o un tavolo dimagrito capiremo di averlo trovato.

Auricoloterapia

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predators

Predators: l’era dei sequel

Posted on 27 July 2010 by claudia.c

Negli ultimi dieci anni il cinema ha proposto una serie di seguiti o remake di celebri cult degli anni ’80-’90.  Abbiamo rivisto Indiana Jones dopo vent’anni ancora in grado di maneggiare la frusta nel Regno dei Teschi di Cristallo. Ci siamo avventurati nel paesaggio apocalittico di Terminator Salvation che il primo film del 1984 aveva predetto. E siamo entrati nuovamente nella stanza dei giochi di Andy nel capitolo conclusivo dell’amata saga a cartoni animati Toy Story che proprio nell’ultimo mese sta trionfando sul grande schermo in 3D .

Nell’ultima settimana dagli anni Ottanta ha fatto ritorno anche il mitico alieno cacciatore di teste,  pronto a collezionare nuovi trofei in Predators di Nimròd Antal.  Dopo l’ambientazione cittadina di Predator 2 e i due crossover con Alien che hanno deluso molti fan, la pellicola di Antal riporta l’azione nella giungla, precisamente sul pianeta dei predators, dove i protagonisti dovranno lottare strenuamente per sopravvivere ad una spietata caccia all’uomo.

Ma nonostante una buona regia e un cast di bravi attori, tra cui il premio Oscar Adrien Brody, le analogie con il primo film si fermano qui.  La versione del 1987  vantava  effetti speciali assolutamente originali e innovativi per l’epoca, una caratterizzazione estremamente virile dei personaggi su cui s’imponeva la mole muscolosa di Arnold Schwarznegger che era in grado di unire l’azione e l’ironia al tempo stesso. Ciò che ne decretò l’immediato successo fu senza dubbio il predator stesso, dotato di sofisticate armi tecnologiche (impossibile dimenticare il sistema di puntamento laser a spalla coi tre puntini triangolari!) ma letale anche con le armi bianche, che venne definito il cacciatore perfetto e si conquistò il suo posto nella hall of fame dei mostri più temuti nel mondo del cinema.

Naturalmente tutto questo si perde nel nuovo film, che si riduce ad un classico film d’azione, ricco di citazioni e con una buona dose di suspence ma privo di ogni sorpresa per un pubblico ormai ben più esigente di quello del 1987. Ciò nonostante è previsto un sequel anche per Predators che dovrebbe raccontare la fuga degli umani dal pianeta alieno. La passione di Hollywood per i sequel non è finita qui: sono in arrivo un nuovo capitolo dell’horror cult  Nightmare ed il remake di Karate Kid; sono in lavorazione inoltre il seguito di Top Gun, di 300 e perfino il  secondo film delle Spice Girls. (Eh sì, perfino loro girarono un film…).  Non sempre i sequel si sono rivelati deludenti,  alcuni, come  Il Cavaliere Oscuro , sono addirittura di un livello superiore rispetto al film che l’ha preceduto.

Ma cosa c’è dietro questa sequel mania? E’ una mera mancanza di creatività o una strategia di mercato che cerca solo di replicare gli incassi di un buon film? O si tratta semplicemente del bisogno di far rivivere le storie ed i personaggi più amati e di reinventarle alla luce dei nuovi gusti del pubblico e delle nuove possibilità tecnologiche? In ogni caso, forse non avremo nuovi capolavori ma pur sempre qualche discreto film in grado di intrattenerci per un paio d’ore.

Trailer di Predators (2010)

Scena cult di Predator (1987)

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E’ morto Walter Hawkins, voce di “Oh happy day”

Posted on 26 July 2010 by claudia.c

L’11 luglio scorso è scomparso, all’età di 61 anni, Walter Hawkins mitico interprete di “Oh Happy Day”, popolarissimo inno gospel ancora oggi cantato in tutto il mondo e non solo tra i banchi delle chiese protestanti ed evangeliche.

Erroneamente associato ad eventi mondani e festività che lo propongono al momento del brindisi, è stato tra i brani più sottovalutati in merito al suo contenuto

Pochi infatti sanno che Hawkins era un pastore evangelico, oltre che un cantante gospel, e che  il suo giorno felice  fu quello in cui “Gesù gli aveva donato una nuova vita, lavando via i suoi peccati, liberandolo da tutte le amarezze ed i fallimenti del passato”.  Un vero inno alla gioia,  grazie ad una nuova vita ritrovata tramite la fede cristiana.

Quando nel 1969 Hawkins e la sua corale incisero “Oh Happy Day”, un inno cristiano del XVIII secolo, non speravano di venderne più di un centinaio di copie ma gli effetti furono ben più grandi. A sorpresa il disco ne vendette 7 milioni,  aggiudicandosi un Grammy Award e diventando uno dei brani più cantati in tutto il mondo. Fu la prima canzone cristiana a sfondare nel mondo della musica pop, interpretata nel corso degli anni da artisti celebri come Aretha Franklin, Joan Baez, Gloria Gaynor, Elvis Presley (solo per citarne qualcuno…)

Un messaggio semplice, puro, senza pretese, accompagnato dal ritmo travolgente del gospel che si è conquistato il suo posto nella storia della musica.
Walter Hawkins, \”Oh happy day\”

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