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CALCIO – Cassano: come una donna cambia un uomo!

Posted on 06 September 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 6 settembre 2010

“E’ il caso di dirlo caro Antonio, Carolina ti ha cambiato la vita”.

La storia di Antonio Cassano è paragonabile a quella di tanti altri atleti che a 18-20 anni già sono sulla cresta dell’onda, guadagni da capogiro, macchine sportive, lusso e tanti soldi. Il 19 dicembre 1999, a soli 18 anni, illumina gli occhi di migliaia di tifosi al San Nicola di Bari e milioni davanti alla TV. Stop di tacco al volo, avanza di testa, supera Blanc e Panucci e… il sogno è realizzato per un giovane cresciuto a pane e calcio. Poi la Roma, il Real Madrid, l’europeo del 2008 e la Samp. Poteva essere il più forte, di sicuro avrebbe lottato per il Pallone d’Oro e con il Real avrebbe potuto vincere la Champions, insomma tutt’altro di quello che ha ottenuto. Di “cassanate” ne ha fatte una marea, dall’imitazione di Capello al Real, alle corna a Rosetti, ai vari insulti ai guardialinee, insomma ne ha avute per tutti ma per fortuna nel 2008 con Carolina Marcialis non ha fatto una “cassanata” e dopo due anni l’ha sposata. Oggi Antonio è un uomo nuovo, trascinatore indiscusso della Sampdoria e speranza per la Nazionale. Se fa qualche “cassanata” si mette a piangere in campo e chiede scusa alla curva, impulsivo con gli arbitri ma il primo a tendere la mano per chiedere scusa, nominato leader della nazionale ma pronto a togliersi la maglia n° 10 per darla a Totti se decidesse di tornare, insomma in pochissimi anni è tutta un’altra persona, irriconoscibile.

Il corso degli anni ci ha insegnato una cosa su Antonio Cassano: non dirgli che un leader ma trattarlo da leader.

Caro Antonio, visto che ora sei diventato un modello da seguire, che ne diresti di farti un giro a Manchester? Potrebbe esserci qualcuno che ha bisogno di qualche consiglio…

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CALCIO – Juventus da rifondare già a settembre?

Posted on 03 September 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 3 settembre 2010

La campagna acquisti della Juventus è iniziata a maggio 2010, un mese prima dell’apertura ufficiale. Il primo acquisto è stato Beppe Marotta, con ruolo di Direttore Generale ed un compito ben  preciso: far tornare ad essere la Juventus competitiva in Italia ed in Europa. Per riuscire nell’intento Marotta ha un alleato ed è Gigi Delneri. Insieme decidono chi fa parte e chi non del progetto  Juventus e danno il via alle danze: Cannavaro in Arabia, Zebina al Brescia, Poulsen al Liverpool e Giovinco al Parma sostituiti da Pepe, Martinez, Bonucci e Motta. I tifosi della Vecchia Signora  vedendo l’antipasto servito dalla coppia ex Samp speravano seriamente nella rifondazione della squadra, parzialmente avviata l’anno precedente da Secco e Coblli Gigli con Melo, Amauri e Diego. La  dirigenza è pronta ad investire pur di colmare il gap con l’Inter e concede carta bianca a Marotta. Il DG, esperto di mercato e dotato di un ottimo fiuto per gli affari mette in pratica la formula del  prestito oneroso con diritto di riscatto obbligatorio per quasi tutti i suoi colpi, cioè prende un giocatore, lo porta alla Juve il primo anno in prestito con il pagamento di un indennizzo e l’anno  successivo avviene la cessione definitiva con l’acquisto al prezzo pattuito in precedenza. Dopo le prime transizioni a Torino si rendono subito conto che c’è bisogno di una prima punta perché Iaquinta è perennemente infortunato, Trezeguet ormai logoro e Amauri da solo non basta. Il nome è Dzeko. Con il Wolsburg si trova una sorta di accordo ma il campione non ne vuole sapere di approdare alla Juventus; allora si pensa a Pazzini, ma anche con lui non c’è molto da fare, vuole restare a Genoa. Le trattative avviate da Marotta sono molteplici, alcune vanno in porto altre meno comunque a Torino approdano anche Storari dalla Sampdoria, ottimo sostituito di Buffon e Lanzafame (fine prestito dal Parma) e vanno via Ekdal al Bologna, Candreva all’Udinese e Caceres torna al Barcellona. Ad agosto la Juventus è ancora un cantiere aperto, Delneri nelle amichevoli non convince nessuno, in attacco non si segna, Diego e Del Piero sono separati in casa, la difesa regge solo su Chiellini. C’è bisogno di uno scossone. Per il centrocampo si pensa a Krasic già da tempo, si punta molto su di lui perché in Russia ha dimostrato di avere qualità e forse anche perché somiglia molto a Nedved, uno che alla Juve ha dato tantissimo. A metà Agosto Marotta mette a segno altri due colpi: Krasic appunto e niente di meno che Alberto Aquilani dal Liverpool. Delneri tira un sospiro di sollievo e vede in questi due colpi un toccasana per il suo centrocampo. Ma in attacco resta il problema, non si segna. Verso la fine del calciomercato si sonda per Borriello visto che il Milan è quasi in accordo con Ibrahimovic e pare che ci sia la volontà del giocatore nel trasferirsi a Torino ma a determinate condizioni. Improvvisamente si apre e si chiude la trattativa con Quagliarella, il giocatore non aspettava altro e in pochissime ore era già a Torino. Marotta, che sembrava essere sicuro di portare a Torino un pezzo da 90 vende Diego al Wolsburg per una cifra che si aggira intorno ai 12 milioni di euro, ovvero la metà di quello che lo avevano pagato l’anno prima. Il 29 agosto, alla prima di campionato, la Juventus si presenta a Bari con in campo molti volti nuovi, così come in panchina e sugli spalti. Il nuovo Presidente Agnelli vede la disfatta della sua squadra, ma dichiara di non preoccuparsi, con un po di tempo si troverà l’identità di questo “nuovo” gruppo. Ultimi giorni di mercato, si parla ancora con Borriello che è indicato come l’uomo che potrebbe dare tutto un altro volta alla Juventus ma il cavallo di battaglia di Marotta diventa il suo “tallone d’Achille”, Borriello non accetta il prestito e firma per la Roma. Poche ore prima della chiusura del mercato arrivano Traorè e Rinaudo e vanno via Trezeguet in Spagna e Camoranesi in Germania.

Tutto sommato se guardiamo l’anagrafe dei giocatori che Marotta ha portato a Torino non c’è di che lamentarsi però se leggiamo i nomi, per quanto siano bravi e per quanto bene abbiano fatto la passata stagione con i rispettivi ex club crediamo vivamente che Delneri il podio quest’anno deve veramente sudarlo. Voto 5.

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CALCIO – Milan: “4-2-fantasia” bis

Posted on 01 September 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 1 settembre 2010

A questo punto la domanda è: perché Robinho? Ok Ibrahimovic, ma perché anche Robinho? La risposta risiede nella testa dei vertici di via Turati e più precisamente in quella del presidente  Berlusconi. L’anno scorso il suo amico-nemico Leonardo aveva trovato il modulo giusto per far divertire il Milan e i milanisti: il 4-2-fantasia.

Fin quando Pato giocava, il modulo ha retto e fatto sognare tutti i tifosi, poi, dopo l’infortunio al brasiliano, la fantasia è venuta meno, il gioco ha subito le conseguenze, il Milan ha abbandonato tutti i traguardi tenendosi come  obbiettivo unico la qualificazione diretta alla Champions League. In quel modulo la società di via Turati ci ha visto lungo, ha scelto l’allenatore migliore per far giocare il Milan in quel modo, non che  Leonardo non lo fosse, e gli ha messo a disposizione i migliori giocatori  che potessero formare il reparto “fantasia” e soprattutto anche le alternative se dovesse ripetersi la sciagura accaduta a Pato.  Quindi Ibra e Superpippo come finalizzatori, Ronaldinho, Robinho, Pato, Seedorf, e Boateng come mezze punte a supporto. Si capisce da queste poche righe come la scelta di cedere Borriello e  Huntelaar sia stata più che saggia sia per il Milan che per i giocatori.

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CALCIO – Liga: 1° giornata

Posted on 31 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 31 AGOSTO 2010-08-31

Si riparte alla stessa maniera di come era stato lasciato. Barcellona a valanga, ottimo Atletico Madrid, bel Valencia e Real Madrid impacciato nonostante Mourinho.

Il Barça, ospite del Racing Santander, si presenta senza Ibra, non convocato dal “filosofo” Guardiola, e in mezz’ora si toglie il pensiero con Messi ed Iniesta. Nella ripresa Villa salda il punteggio sul 3-0.

L’Atletico Madrid, neo vincitore della Supercoppa Europea ai danni dell’Inter, ospita lo Sporting Gijòn di Preciado e mette in mostre le sue migliori qualità già viste in coppa velocità, possesso e finalizzazione. Il match si mette subito bene grazie a Jurado che dopo 11’ trafigge Juan Pablo, poi ci pensa l’infallibile cecchino Forlan a raddoppiare alla mezz’ora e a portare sul 3-0 la squadra madrilena. Sul finale Simao, subentrato a Jurado firma il poker.

Il Valencia orfana di Villa e Silva non ha problemi a superare la minaccia Malaga anche se la partita rimane in bilico fino al 70’. Passa in vantaggio con Aduriz, poi il pareggio di Fernandez e alla fine risolve tutto Joaquin con una doppietta. Ottima prova di quest’ultimo che quest’anno indossa la maglia numero 7, storica maglia di David Villa, che insieme a Mata e Banega mantengono altissimo il tasso tecnico della squadra.

Il Real Madrid di Mourinho ospite del Maiorca non và oltre lo 0-0. I nuovi acquisti Ozil e Khedira partono dalla panchina, invece Canales e Di Maria titolari. Oltre la beffa del risultato anche la tegola dell’infortunio subito da Ronaldo che resterà fermo per 3 settimane e salterà anche la prima di Champions League. Gioco lento e frustrante, ovviamente le occasioni non mancano ma prima Higuain e poi Benzema non riescono a trasformarle in gol. Ora il tecnico portoghese avrà due settimane per riordinare le idee e sperare che oltre a Kaka e Ronaldo non si infortuni più nessuno.

Gli altri risultati di giornata evidenziano la sconfitta del Villareal di Giuseppe Rossi contro il Real Sociedad e le vittorie dell’Athletic Bilbao contro la neo promossa Hercules e dell’Espanol contro il Getafe per 3-1. Gli unici pareggi, senza reti,  sono quelli del Deportivo la Coruna e dell’Osasuna.

Il prossimo turno, 11/9-12/9:

Siviglia-Deportivo La Coruña

Getafe-Levante

Villarreal-Espanyol

Almería-Real Sociedad

Real Madrid-Osasuna

Sporting Gijón-Maiorca

Athletic Bilbao-Atlético Madrid

Barcellona-Hércules CF

Valencia-Racing Santander

Real Saragozza-Málaga

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CALCIO – Il Milan fa sul serio, Juventus ko, bene Samp, Genoa e Parma

Posted on 30 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 30 agosto 2010

Sarà stato l’annuncio dell’acquisto di Ibra a dare ancora più euforia e entusiasmo, ma ieri sera a San Siro si sono visti 45 minuti di puro calcio spettacolo. Allegri alla prima di campionato presenta un Milan voglioso, grintoso e incontenibile. Almeno per il Lecce. L’avversario non era di quelli insuperabili, infatti la squadra pugliese ha resistito solo 16 minuti prima del vantaggio milanista con un Pato rigenerato. Lui è stato il protagonista assoluto della partita, considerando solo il primo tempo perchè il secondo è come se non lo avessero giocato. Ronaldinho ha dominato la fascia sinistra con spunti di alta classe, ricordando il fenomeno che era ai tempi del Barcellona, ed Ibra in tribuna si sfregava le mani pensando ai numerosi gol che potrebbe fare con i suoi preziosi assist. Pirlo e Seedorf a dare il là alla manovra rossonera a metà campo con insistenti inserimenti, almeno da parte dell’olandese. Ambrosini, instancabile condottiero, a recuperar palloni. Il reparto difensivo veniva amministrato senza difficoltà da Nesta e Thiago Silva supportati sulle fasce da Antonini e Bonera. Abbiati spettatore non pagante. Come detto, verso il quarto d’ora, Ambrosini in contropiede allarga sulla destra per Pato che trafigge Rosati con un preciso diagonale. Alla metà del primo tempo mischia in area di rigore dopo un calcio d’angolo e Thiago Silva è il più lesto e 10 minuti dopo Ronaldinho serve un delizioso assist per Pato che aggira il portiere e insacca. Ci si aspetta la goleada da parte del Milan ma invece il ritmo rallenta, De Canio manda in campo Chevanton per dare qualche pensiero in più alla retroguardia milanista ma invece il primo tempo si conclude 3-0. Nell’intervallo, improvvisamente si stende un tappeto rosso a metà campo e tutti in piedi ad applaudire il tanto atteso acquisto di mercato dell’estate Zlatan Ibrahimovic che con pochissime parole fa capire le sue intenzioni e scalda gli animi rossoneri. Unica azione degna di nota della ripresa il gol del sempreverde Inzaghi.

La Juventus invece, come ha dichiarato il suo presidente Agnelli, va assemblata. A Bari, grazie soprattutto al dinamico gioco dei baresi, i bianconeri hanno avuto grossissime difficoltà ad impostare il gioco e far ripartire l’azione. Quagliarella e Del Piero non hanno saputo sfruttare le pochissime occasioni avute e nemmeno hanno allungato la squadra. Almiron, ex Juve, ha dominato il centrocampo assieme a Donati, dettando i tempi e il ritmo. Proprio Donati è stato artefice dell’azione gol, prima conquistando palla a metà campo e allargando su Alvarez, poi andando a riprendersela e metterla a giro sul secondo palo dove Storari non è arrivato.

Samp e Parma invece hanno avuto la meglio su Lazio e Brescia trascinati da Cassano e Giovinco, il Genoa ha espugnato il Friuli nell’anticipo di sabato con un gol di Mesto. Napoli e Fiorentina non vanno oltre il pareggio con reti di Cavani e D’Agostino. Il Chievo bene sul Catania con il solito Pellisier, delusione Palermo che non riesce ad avere la meglio contro un buon Cagliari. Sabato invece la Roma di Ranieri è stata bloccata dal neopromosso Cesena. Stasera il posticipo Bologna-Inter.

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CALCIO – Mourinho-Benitez: stasera vedremo chi ha ragione.

Posted on 27 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 27 agosto 2010

Rafael Benitez ha all’attivo con la sua nuova squadra, l’Inter, una partita ufficiale ed un trofeo, la Supercoppa Italiana. Stasera disputerà la seconda partita ufficiale e potrebbe portare a casa il suo secondo trofeo, la Supercoppa Europea. I meriti? Bella domanda. Uno degli stereotipi del calcio è: “L’allenatore non fa la differenza”. Questo è da vedere. Il suo predecessore, Mourinho,  a miglia di chilometri di distanza si autoriconosce i meriti della vittoria con la Roma e ricorda al tecnico spagnolo che è atterrato in paradiso dove lui era il messia e Zanetti e Co. i discepoli. Benitez, diplomatico per natura, non si scalda e tranquillamente chiede al portoghese il motivo per cui lui è andato all’inferno, Real Madrid, e non è rimasto in paradiso, dove con ogni probabilità anche in questa stagione avrebbe vinto di nuovo tutto. Una cosa è certa, in campo a correre e dannarsi l’anima non c’erano e non ci saranno loro ma bensì una rosa di campioni, vincenti alcuni e con sete di vincere altri, strapagati, straviziati ma comunque pronti a sacrificarsi per la maglia. Benitez sa che non può sbagliare altrimenti Mourinho sarà il suo incubo e Mourinho invece potrebbe rendersi conto che tutto sommato l’Inter sa vincere anche senza di lui. Stasera vedremo chi la spunterà…

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MERCATO: Ibra…e se fosse vero?

Posted on 24 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 24 ago 10

Si sa che il Milan negli ultimi anni ha riservato il “colpo” del mercato sempre a fine agosto, quando tutti i tifosi davano un voto sotto la sufficienza alla dirigenza per le operazioni di entrata e uscita. Si sa anche che le ultime maxi operazioni, quelle dedicate ai big, le ha portate a termine il portafogli di Berlusconi e non le casse societarie, e che sia chiaro non sono sempre la stessa cosa. Il nome di Ibra si faceva già in primavera, quando il Barça era fortemente interessato a Villa e il bomber svedese faticava a far sognare i tifosi blaugrana. Oggi la realtà dice che il Milan ed Ibrahimovic sono ad un passo.Forse però il passo più lungo. Ora si parla di soldi, di ingaggio, di contropartite, di prestiti, di riscatti e chi più ne ha ne metta. E’ bene ricordare anche che l’agente di Ibra è Mino Raiola, il nemico dei DS, e sia per il Milan, sia per il Barça, per quanto possano essere “società amiche” ad Ibra il bonifico di 12 mln di euro per la stagione 2010-2011 gli deve essere riconosciuto.

Che cosa offre il Milan. La società rossonera come noto ha poco da offrire in termini di liquidità per l’acquisto del giocatore, al massimo è disposta a dilazionare l’importo necessario in più anni. Molti. Però ha da offrire qualche contropartita. Il primo che potrebbe fare le valigie è Borriello, che ovviamente vede a rischio il suo ruolo indiscusso da prima scelta nello scacchiere di Allegri. Infatti ieri ai microfoni di SKY non ha esitato a dire “Chissà?” a chi gli chiedeva di un suo trasferimento al Barça. Il Milan è pronto ad inserire anche Kaladze nella trattativa, infatti la società catalana avrebbe bisogno di un ripiego in difesa sopo la cessione di Cygrinsky e il macedone potrebbe essere uno di questi. Quindi se a queste due contropartite ci aggiungiamo i canonici 20 milioni annui sborsati da Berlusconi per il contentino di fine estate, forse, Ibra tornerà a Milano.

Che cosa chiede il Barcellona. Prelevato l’anno scorso dall’Inter, Ibra per adesso è costato quasi 85 mln (30 mln + Eto’o) alle casse blaugrana, tra trasferimento e ingaggio. Sarebbe impensabile che Rosel sia disposto ad accettare un cifra che si aggiri intorno ai 40 mln di euro e quindi perdendoci il doppio, una minusvalenza spaventosa.

La soluzione. Visto quindi cosa offre il Milan e cosa chiede il Barcellona si può dedurre  solo una cosa: il cartellino del bomber svedese rimarrà in Spagna e il giocatore si trasferirà a Milano in prestito e le due società pagheranno l’ingaggio del giocatore al 50%. Attenzione però, oggi è 24 agosto e Berlusconi, per quanto possa avere le mani legate dalla politica e dagli affari di famiglia rimane sempre un tifoso rossonero…

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CALCIO – Calciomercato blando, Balotelli convocato e…Gilardino perchè sta a casa?

Posted on 07 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 7 agosto 2010

Ci troviamo nel bel mezzo dell’estate 2010, calma piatta o quasi. Per fortuna che ci sono persone come Lotito e Preziosi a fare i fatti. Mino Raiola l’altra sera a Sky ha detto che possiamo stare tranquilli, andare al mare, divertirci e aspettare che tanto prima o poi il colpo Balotelli verrà fatto da parte del City. Il fratello/procuratore di Ronaldinho invece ha dichiarato che il fantasista sta benissimo a Milano e c’è tempo per discutere del contratto e che le sirene Americane (sia nord che sud) sono lontante. Caliendo, procuratore di Maicon, ammette dell’esistenza della trattiva con il Real e la  settimana prossima incontrerà sia il suo assistito sia Moratti per risolvere la faccenda. Edin Dzeko invece ci fa impazzire, ultimamente ha dichiarato la sua voglia di giocare nella Juve. Ma come, il mese scorso volevi andare al Milan? Mah, fatto sta che anche quest’anno Dzeko rimarrà in Germania. E Huntelaar? Che ne sarà di lui? Sicuramente possiamo dire che è l’uomo chiave del mercato del Milan, accostato più volte a varie squadre europee, ma pare proprio che l’olandese rimanga al suo posto. In tutta questa confusione emerge un dato importante: BALOTELLI è stato convocato da Prandelli. A parte la rima, la notizia è sensazionale. Finalmente il presunto salvatore dei Mondiali del Sud Africa è nella rosa, insieme a Cassano e tanti altri volti nuovi. Vedi Lazzari. I più scettici dicevano che non l’avrebbe convocato perchè aveva pochi minuti nelle gambe dato lo scarso utilizzo nelle amichevoli, am alla fine Prandelli l’ha voluto. Come gia detto, tanti nuovi e pochi vecchi, ad esempio Gilardino è rimasto ad allenarsi a Firenze. Proprio così, il bomber di Prandelli non è stato convocato. Anche Pazzini è rimasto a Genova. Discorso diverso per Amauri, che ha risposto subito alla convocazione. Per Gila e Pazzini l’esclusione crediamo sia momentanea e Prandelli ha lasciato a casa i due bomber per conoscere altri giocatori, però con Pazzini ricordiamo che ci sono stati problemi quando i due erano alla Fiorentina, infatti il ”Pazzo” si trasferì alla Samp. In ogni caso Prandelli per l’amichevole del 10 con la Costa d’Avorio a Londra ha puntato su due campioni: Balotelli e Cassano.

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CALCIOMERCATO – Genoa: Preziosi fa sognare i grifoni a suon di campioni

Posted on 05 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – 5 agosto 2010. L’ultimo è Rafinha, terzino brasiliano dagli ottimi piedi. Prima di lui Toni, Oliveira, Ranocchia, Miguel Veloso, Zuculini, Chico, Zigoni e Destro. Un mix tra veterani, giocatori in crescita e giovani talenti. Preziosi fa sul serio, non bada a spese ed è molto attento alla sua società. Di problemi ne ha avuti abbastanza nel corso degli anni, ricordiamo sempre col Genoa che nel giugno del 2004 era stato promosso in A dopo 10 anni ma a settembre, causa una penalizzazione per illeciti sportivi, si è ritrovata a giocare la C1. La famosa frase “…io non mollo” è stato il cavallo di battaglia di un Enrico Preziosi grintoso e attaccato al suo orgoglio. Si concesse per fino il lusso di scartare Leo Messi in un provino col Como, ma Messi aveva solo 15 anni ed era veramente piccolo. Preziosi è un presidente che tratta ogni tipo di giocatore, sfida le regole del mercato, non è uno che si fa problemi a mandare a quel paese Raiola. A giugno aveva fatto una promessa ai tifosi rossoblu, cioè rafforzare l’organico del Genoa per renderla una squadra da alta classifica e centrare l’obbiettivo Europa. Per ora sta dando al suo allenatore, Gasperini, tutti mezzi necessari per far sognare i tifosi e chissà se non ci riservi ancora qualche altro colpo.

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CALCIO – Mihajlovic vuole una Fiorentina tipo Barça.

Posted on 02 August 2010 by Armando Ragozzino

MILANO – Il nuovo tecnico viola è deciso, vuole una Fiorentina che si ispiri al Barça, quindi un gioco spettacolare, possesso di palla estremo, e tanti gol. Mihajlovic si dichiara contento della rosa e non ha fatto richieste alla società, dice di sentirsi più volte in settimana per pianificare la stagione con il Patron Della Valle e l’unico rammarico che ha è che non ha potuto iniziare subito a lavorare con i nazionali. E’ felice delle dichiarazioni di Montolivo e Gilardino che entrambi hanno il “dente avvelenato” sia per la stagione scorsa sia per il Mondiale sud africano. La mancanza di impegni Europei fa rientrare i violi nelle squadre che lottano per i primi 5-6 posti e pronti ad approfittare degli errori e della stanchezza delle altre big. Sul mercato Corvino ha effettuato 3 grandi colpi sistemando 3 reparti, porta con Boruc, difesa con Insuà, centrocampo con Gaetano D’Agostino. In uscita Gobbi e Keirrison, uno svincolato l’altro tornato in patria proprio al Barcellona. Le trattative in entrata sono condizionate, come per altre squadre, da quelle in uscita. La situazione di Mutu, dalla Turchia il Fenerbahce farebbe follie come gli Arabi del Al Ahly e del Al-Nasr, potrebbe avvicinare alla Fiorentina il nome di Robert Acquafresca così come Vargas libererebbe la traccia che porta ad Elia dell’ Amburgo o ad Antonio Candreva. Ma Corvino la sa lunga sul mercato, sicuramente la stagione ventura vedrà la Fiorentina ai vertici del campionato e farà il suo ritorno in Europa.

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