Finché- la filosofia- che sostiene una razza essere superiore e un’altra inferiore-non sarà finalmente-e definitivamente-screditata-e abbandonata: dovunque è guerra: guerra. E finché-non ci saranno più-cittadini di prima classe e cittadini di seconda classe-di ogni nazione. E finché-i diritti umani basilari-non saranno equamente garantiti per tutti: dovunque è guerra: guerra. E finché-gli ignobili e infelici regimi che imprigionano i nostri fratelli-in subumano servaggio-non saranno spazzati via-completamente distrutti-dovunque è guerra: guerra. Guerra ad est-guerra ad ovest. Guerra su al nord-guerra giù al sud: guerra-guerra-rumori di guerra. Fino a quel giorno-il sogno di una pace duratura-cittadinanza del mondo- regole di moralità internazionale-non saranno che una misera illusione-da perseguire-e mai raggiungere. E fino a quel giorno-il continente africano-non conoscerà pace. Noi africani combatteremo-lo consideriamo necessario-e sappiamo che vinceremo-perché confidiamo-nella vittoria-del Bene sul male-del Bene sul male-sì: del Bene sul male. Noi africani, noi gente oppressa da regimi, filosofie, ideologie di ogni tipo, da schemi sterili, da dogmi e da assenza di dogmi, dalla negazione della vita e dall’affermazione della morte, noi oppressi, da sempre, da mille anni, da un milione d’anni, noi comunque fratelli, uniti come radici di fragole, fragili alla deriva nel buio, nel profondo della terra, cercando dove spuntare al sole, cattivi, buoni, tutti degni di pietà, noi servi dentro, liberi dentro, misteriosamente legati, con la nostra vita in catene sull’altare della guerra, di ogni guerra, noi andremo in cerca di pietà, in noi e fuori di noi, e duramente combatteremo – contro- ogni forma di asservimento e di arbitraria assunzione di potere sull’altro, e anche ogni assunzione di dipendenza e servaggio morale e materiale nei confronti di un potere, cioè combatteremo contro la radice di ogni guerra, noi – gente comune- combatteremo con i nostri deboli mezzi, contro il male più antico del mondo, il male osceno, il male oscuro, che fa il mestietre più antico del mondo, quello di uccidere, quello di morire, quello di opprimere e anche quello di subire, quello di usare ed essere usati, guerra puttana, mestiere che sempre c’è stato e noi “africani” speriamo che sempre non ci sarà, perché siamo uomini, siamo donne, e il mondo lo abbiamo sempre cambiato, e lo cambieremo ancora.






