Dopo la conferenza stampa tanto attesa, durante la quale il Procuratore aggiunto Massimo Meroni ha esposto lo stato delle indagini concernenti la morte di Yara Gambirasio, anziché accendersi una luce seppure fioca, le tenebre, si sono ancora più infittite ed hanno purtroppo messo a nudo una sola verità:gli inquirenti, hanno in mano soltanto delle ipotesi e zero certezze.
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Perché, si “Sguazza” troppo, dentro notizie false ed immaginarie ed i media trascrivono, o mandano in onda, supposizioni spesso fantasiose e senza alcun sostegno probatorio?
La risposta, che per prima viene in mente all’uomo della strada, è che tale situazione, sia avallata dalla stessa Magistratura inquirente, troppo taciturna ed incline a nascondersi dietro i “Non so”, i forse ed i perché.
Per far tacere la montagna di notizie incerte che hanno rincorso e rincorrono verità inarrivabili, sarebbe stato sufficiente che coloro che tengono le redini delle indagini ufficiali, avessero reso pubblici ed in tempi brevi, degli elementi atti a far intravedere, un ipotesi di soluzione al giallo di Brembate; cosa, che puntualmente non si è verificata.
Sembra inverosimile che in un omicidio avvenuto d’impeto, come sembrano essere orientati i Magistrati a considerarlo, gli artefici (o l’artefice) materiali, siano riusciti a cancellare in breve tempo, ogni piccolo particolare atto ad incriminarli ed a nascondere il corpo di Yara, in un posto “Troppo” visibile, per essere ritrovato. (non sembra un paradosso?)
La gente comune stenta a sentirsi protetta da una Legge che come nel caso dell’omicidio di Yara e non solo, dopo mesi d’indagine, non riesce ad abbandonare la strada del dubbio e che oltretutto continua ad evidenziarla, con inutili ed insensate conferenze stampa.
Il caso di Brembate, è come un foglio bianco dove si scrive una storia… ed un’altra ancora, dopo aver usato una gomma da cancellare; così facendo, si sporca il tutto, e lo si rende illeggibile.
Ad imbrattare questo foglio immaginario, contribuiscono alcuni giornali e TV che si credono in diritto di usare il proprio “Pennello”, per dipingere tele o intrecciare trame, al solo
scopo d’ ottenere un ritorno economico, o un indice d’ascolto sensibilmente lievitato.
L’uomo della strada, a volte per macabra curiosità, altre, per umano interesse, legge ogni riga di testo e guarda ogni trasmissione televisiva, attendendo delle risposte che come ombre al tramonto, si allungano dirigendosi sempre, dalla parte opposta alla verità.
Non si può giocare con la vita di nessuno; la famiglia di Yara è stata colpita duramente nei sentimenti; la comunità di Brembate vive nella paura e tutti noi, ci sentiamo delle foglie, in balia d’ogni vento che spiri nelle nostre vicinanze.
I duelli ricchi di locuzioni critiche che i poteri dello Stato si scambiano, non fanno altro che deteriorare il vero significato della parola Giustizia ed a ledere la fiducia che i cittadini tutti, dovrebbero nutrire nei confronti delle Istituzioni.
Lasciateci fuori dai giochi di palazzo, ristabilendo con i fatti, quella Legge, che raffigurata ovunque con l’immagine di una bilancia, sia realmente uguale per tutti e capace di punire con severità, tutti i crimini che offendono la dignità di ogni uomo libero.







