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Scoperte scientifiche: la donna è meno intelligente dell’uomo. Fino a prova contraria.

Posted on 23 January 2011 by ivana.c

Chi ha scoperto che la donna è altrettanto dotata dell’uomo in fatto d’intelligenza? Difficile risalire ad un preciso referente in ambito scientifico, nel senso che la presunta scoperta è stata in qualche modo “graduale”, a partire dal momento in cui si è cominciato a mettere in dubbio la superiorità del cervello maschile data pacificamente per scontata dalla notte dei tempi (chissà poi perché), cioè a partire dai primi seri studi antropo-socio-psico-bio-neurologici e chi più ne ha più ne metta, che hanno imperversato nell’ottocento. Il dubbio, seriamente affacciatosi alla mente collettiva dell’umanità dopo la prima catastrofe mondiale e le prime battaglie femministe organizzate, che la donna potesse essere altrettanto intelligente dell’uomo, è in seguito diventato quasi certezza, e probabilmente, con un movimento femminista diverso negli anni 60′ e 70′, avrebbe potuto ormai essere certezza senza quasi. Invece è quasi, e sempre meno quasi, nel senso che laddove nulla ha potuto neanche il bacchettonesimo vittoriano, la guerra, la catastrofe, il fascismo e la controcatastrofe, tutto ha potuto invece il tubo catodico, da un po’ di tempo, quello che basta, perfido nemico delle genti e grande amico dei potenti. E’ sempre meno quasi, in quanto nel subconscio collettivo e di conseguenza nella maggior parte di tutte le azioni veramente importanti della vita, è ormai invalsa la credenza che le donne abbiano un po’ meno cervello. Nel frattempo molti continuano a credere di pensare il contrario, ma di fatto sia uomini che donne sono imbevuti di questa intima convinzione, e non senza ragioni tali da indurre ad auspicare una seria revisione scientifica della faccenda. E con i potenti mezzi oggi a disposizione della scienza, e tutto lo scopribile che è stato scoperto fino a oggi, non ci si verrà certo a dire che non si possa giungere a una conclusione definitiva, in modo tale che gli autodidatti che scorrazzano in internet e per le vie del mondo abbiano nuovi studi a cui attingere per avallare o abiurare le loro tesi, numericamente alquanto sbilanciate in favore del partito che ama inquadrare il cervello delle sciagurate che li hanno messi al mondo, sposati e avuti come padri in una cornice molto piccola: altro dato sul quale varrebbe la pena riflettere. Certo se dopo più di un trentennio, da quando cioè la donna è riuscita a guadagnarsi più libertà d’azione e di partecipazione alla vita sociale, il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi, il dubbio si fa serio e la nuda verità, per quanto triste possa essere, è che solo una seria e anche obiettiva conoscenza, di pochi ma buoni dati antropologici e filosofici può scongiurare il pericolo che questo dubbio diventi certezza: salvando la pace di alcune eccezioni (l’eccezione è sempre una gran risorsa e un gran alibi) come si spiega che l’universo femminile si venga a configurare all’alba del 2011 come grosso modo diviso in sfigate, veline ed escort, se non col fatto che l’essere in questione, cioè la donna, è arrivata all’alba del 2011 con l’intima consapevolezza, dopo le opportunità in più che ha avuto, della propria inferiorità? Nessuno lo dice, ma tutti lo pensano. Gran pasticciaccio, parafrasando Gadda e gran trappolone teso da un trentennio non solo ad Eva ma anche ad Adamo, con l’ausilio di questa nuova mela magari rettangolare a 60 pollici, ma non solo, trappola strisciante della subcultura postmoderna almeno tanto quanto il nuovo, veramente nuovo, perché era quasi sparito, razzismo, e pericoloso quasi quanto il vertice di questa piramide slanciata contro il cielo, l’autonomia, l’autonomia dell’uomo da tutto, lasciamo qui stare Dio, il maschio dalla femmina, la femmina dal maschio, ma anche il guadagno e perfino il profitto dal lavoro, sia pure quello degli altri, l’azione e  pure il pensiero dalla morale e si potrebbe andare avanti all’infinito. Solo e incontestato resta l’incontestabile, cioè il potere e il denaro, perché se s’identifica con l’io, con l’io autonomo e forte e con l’io potere e con l’io materia ma con l’io cervello il dado è tratto, e in quest’ottica la donna può anche prepararsi ad essere spazzata via dalla faccia della terra, perché l’intelligenza della donna è diversa, profondamente emotiva e profondamente dipendente dalle forze della natura, dal subconscio, dalla spiritualità. E se non valorizza quella per stimolare la propria parte logico-razionale,  anzi la usa contro se stessa, non solo è fritta ma si dimostra, nel senso più proprio e pieno del termine, stupida. Perché stupidi anche si diventa. E allora grazie Barbara D’Urso, grazie Signorini, grazie Papi (Enrico) grazie autori di Mediaset, grazie autori Rai, grazie a tutti per sciorinare tutto questo ed altro ormai senza ritegno, commettendo il grande errore di tutti i poteri arroganti che si credono consolidati, e cioè ormai possiamo fare il bello e il cattivo tempo, non cambia niente, e nessuno se ne accorge, anzi chi più ne ha più ne metta e se ne accorgono sempre meno. E grazie, grazie, grazie perché quello che pensate è vero, e pur essendo materialmente vero col tempo  finisce per produrre sempre l’effetto opposto, e più l’arroganza è smaccata e più il tempo si accorcia, e questo perché l’uomo, e la donna, non sono autonomi, da tutto tranne che dal potere e dal denaro, ma dipendenti, da tutto, anche dalla propria dignità. E grazie Santoro, grazie bailamme attorno ad Arcore Ruby e le escort, grazie politici di sinistra che tra un po’ andate ad esibirvi a Palazzo in tutù invece di fare la guerra all’accordaccio brutto di Via Mirafiori, grazie, grazie, perché stiamo accorciando i tempi, anche se in apparenza state allungando il brodo, perché il brodo è ormai un’acquaccia talmente sporca e nera che se non cambia qualcosa e veramente volete fare del male a questo paese sarete accontentati presto, perché qualunque cosa è meglio di altri cent’anni di solitudine, e di stupidità, di quei pochi, che sono sempre stati pochi, in grado di fare le rivoluzioni, le rivoluzioni che hanno sempre fatto più male che bene. Grazie, al cavolo, se avete scelto questa strada comoda e divertente per fare quello che con più efficacia e meno schiamazzi si poteva fare in quattro e quattr’otto: piazza pulita, per ricominciare, ci volesse pure un secolo e una terza Repubblica, ma puliti e in pace. Ma voi siete come loro, politici di sinistra. Grazie Fassino, grazie Bersani, grazie a tutti e ossequi. E guai se le donne si dovessero veramente accorgere di quello che veramente gli uomini pensano di loro, e che loro stesse pensano di se stesse, già perché dalla notte dei tempi loro non sembravano un granché quelle del fare, pochi muscoli, e tanti figli al collo. Ma la bomba del futuro è che ormai servono pochi muscoli, un discreto cervello e un cuore così. Roba da donne. E da uomini che non odiano né le donne, né se stessi. Ma non sono mai state le donne a salvare il mondo dalle guerre, loro curano soltanto le ferite. Perciò ora levatevi di mezzo. Non vogliamo né guerra né rivoluzione, solo la bomba del futuro, quella intelligente veramente.

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