Riuscire a stare dietro a tutte le imprese culturali ed artistiche di Giuliano Arnaldi e dei suoi presidi di arti primarie è un’impresa non da poco. Il Sovrintendente Generale del MAP non si smentisce nemmeno questa volta proponendo una serie di autentiche rivoluzioni e suggerendo alcune nuove interpretazioni del Natale e dei suoi simboli. “Figli di Maria…altri presepi” vuol essere l’ennesima pagina di una storia che lega à sé le culture più differenti al fine di sottolinearne il legame universale ed eterno della loro trama più intima. Si possono unire tra loro simboli come il presepe con le forme d’arte della cultura africana o di altre realtà? La risposta è affermativa e se ne avrà una prova già mercoledì a Vendone. Nell’oratorio della parrocchia di Sant’Antonino (ore 21) ci sarà l’esposizione di un olio su tela inedito della cerchia di Jacopo Bassano. L’opera, del XVI secolo e facente parte della collezione Gerbino di Genova, farà da elemento catalizzatore di alcune sculture rituali Bateba del popolo Lobi (Burkina Faso) provenienti dalla collezione Giovanni Franco Scanzi e di una videoinstallazione di Licinia Visconti dal titolo “Maria Vergine Madre”. Il tutto sarà accompagnato anche da una performance musicale di Eliana Zunino tratta da ‘La sposa’ di Franco Battiato. I linguaggi e i simboli si sciolgono in una composizione universale che unisce dinamismo e staticità al di là di ogni barriera storico/temporale. E geografica. L’evento è infatti condiviso anche dagli altri presidi MAP di Savona e Albisola. A Savona già da ieri nel Mercato Civico si possono ammirare una miriade di opere e iniziative che, legate al tema del Natale, parlano molto anche dell’immediato futuro dei Musei di Arte Primaria. Oltre ad ospitare la presentazione del libro “Ricomporre Ipazia” – il libro curato dalle ‘Eredi della Biblioteca della Donna’, come Silvia Aonzo, Betty Briano, Gabriella Freccero e Vilma Filisetti – per sostenere le attività del 2011, il MAP lancia una campagna di finanziamento vendendo opere d’arte messe a disposizione da diversi collezionisti. Un bagaglio ricchissimo e offerto ad un prezzo accessibile per suggerire un’idea regalo dal valore artistico immenso.
“Fino a mercoledì, al prezzo di 200 euro, saranno posti in vendita opere d’arte uniche – spiega Giuliano Arnaldi – come i venticinque piatti di diverse dimensioni di Antonio Sabatelli. Si tratta di opere provenienti da un servizio da tavola, tutte pezzi unici provenienti da un collezionista genovese che le acquistò dall’artista negli anni Sessanta. Oppure le dodici sculture rituali di cultura Namchi (Camerun).
Sono sculture antropomorfe in legno, vetro, metallo, pelle legate a riti di fertilità alte mediamente 30 cm. Ci sono poi quindici tessuti rituali di cultura Shoowa (RDC) e cinque cortecce battute e dipinte di diverse culture Oceaniche. Inutile dire che tutte le opere di culture extraeuropee sono di epoche diverse, sono originali e non copie per turisti. Fino a mercoledì le opere saranno acquistabili nella sede sopra il Mercato civico (per informazioni si può contattare il 329.9611927). Successivamente saranno in vendita sullo store Ebay TRIBALEGLOBALESHOP”. .
Ad Albisola Superiore, nell’ex asilo di via Eugenia, sempre da mercoledì (ore 11), si potrà ammirare il Piccolo Presepe di Arturo Martini e tante altre opere importanti, tra cui un olio su tavola di scuola toscana del XVI secolo (di ambito leonardesco), uno di ambito veneto del XVII secolo insieme con opere di Baj, Burri, Irina Ionesco, Sandro Lorenzini, Mino Parodi e alcuni capolavori dei popoli Baule, Dan, Faule, Namchi, Senufo e Zulu in aggiunta alla collezione di terrecotte (databili dal neolitico ad oggi) provenienti da tutto il mondo. Tutti e tre gli eventi termineranno il 6 gennaio. Per proseguire un discorso sotto altra forma. E non soltanto perché TRIBALEGLOBALE, il laboratorio permanente che gestisce e promuove il MAP diventerà una fondazione che si chiamerà ‘Ri-Conoscenza’. Un nome che vuole intendere sia l’invito ad essere grati alle altre culture sia al saper riconoscere il loro contributo nella nostra.






