SANGUE MIO

Posted on 16 November 2010 by angela.rg@hotmail.it

“Sangue Mio” è il nuovo romanzo di Davide Ferrario edito da Feltrinelli. Un pathos sempre crescente accompagna la lettura della storia dei due protagonisti, un padre e una figlia, Ulisse e Gretel. L’uomo è un bandito vecchio stile da poco uscito dal carcere, la figlia una ragazza venticinquenne in lotta contro il precariato esistenziale e contro una grave malattia degenerativa al momento latente, una bomba innescata pronta ad esplodere all’improvviso. Eppure questo non è un libro disperato. A differenza de “La solitudine dei numeri primi”, in “Sangue mio” vi è un’adesione spassionata e totale alla vita. La vicenda parte da Torino per concludersi in un posto miracoloso del Sud Italia, Maratea in Basilicata. La famiglia non è il posto migliore in cui un padre e una figlia possono incontrarsi e appartenersi. Ideali invece sembrano essere le condizioni estreme che i due protagonisti vivono. La noia è ricercatamente bandita dal romanzo, la scrittura è curata e si adottano due punti di vista. Ulisse, bandito alla Vallanzasca per intenderci, è uno che ha combattuto per la sua libertà e la massima libertà di cui ha goduto l’ha pagata con la privazione totale della vita. Per questa compensazione lui è quasi in pace con se stesso. Quando sta per uscire incontra per la prima volta sua figlia e conoscendola comprende che la vera libertà sta nell’appartenere a qualcuno. “Sangue mio” dunque è la storia di un’appartenenza biologica. I due non viaggiano veloci, la loro Panda scassata nol consentirebbe e lungo il tragitto avvertono sempre più intensamente il richiamo dell’uno verso l’altra. Davide Ferrario ha scritto questo libro con ambizioni strettamente letterarie, tutto è costruito sulla interiorità dei personaggi. Tanti i silenzi. Difficile pertanto pensare ad una sceneggiatura e comunque non sarebbe lui ad occuparsene.                                                                                                              “Sangue mio” è un po’ anche il sangue dello scrittore. La malattia e il carcere sono realtà che l’autore conosce bene e con sofferenza ed è per educare che ha deciso di affrontarle non perché intellettualmente interessanti.

Attualmente Davide Ferrario sta finendo di girare e montare un film documentario sull’Unità d’Italia partendo da Bergamo, città che ha contribuito con ben 200 uomini alla Spedizione dei Mille.

Angela Raguso.

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