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Germania, immigrazione integrazione e confusione

Posted on 31 October 2010 by ivana.c

Le recenti affermazioni di Angela Merkel sul fallimento del multiculturalismo non possono

essere facilmente confuse con le rinverdite esaltazioni nazionalistiche in voga da altre parti,

né liquidate con commenti altrettanto facili sull’esigenza dela Cancelliera tedesca di

raccattare consensi. La questione è molto seria, quantomai scottante e quantomai urgente.

La Merkel ha sollevato in modo serio, realistico e disincantato una faccenda trattata più

spesso in modo puramente ideologico o svilita con uscite da operetta.  Un’affermazione del

genere è pesante ed anche impegnativa, specialmente in un paese che aveva puntato sul multi-

culturalismo come modello per le migliori prospettive d’integrazione.  Se sia un modello fallito,

o solamente frainteso, applicato male, o semplicemente sbagliato, non è sentenza da lasciare ai

posteri se non altro per l’impellenza sempre più pressante, ma non è certo sentenza da poco.

Certo è che se questo modello in Germania ha fallito, per prima cosa sarebbe necessario stabilire

che cosa ha significato in Germania la parola multiculturalismo, che cosa si è inteso con questo

termine e come si è creduto di renderne effettiva la sostanza.  Perché se si è creduto di fare multi

culturalismo consentendo a uomini musulmani di picchiare mogli e figlie secondo le regole della

sharìa o di tappare figlie scalpitanti in casa,  non concedendo il divorzio chiesto dalle donne et

similia, forse in effetti il multiculturalismo lo si è anche fatto,  quella che non si è fatta è l’integrazione.

Tant’è che la maggioranza degli immigrati, anche di seconda generazione, in maggioranza turchi e arabi,

in Germania vive in isole dentro le città, non ha imparato il tedesco neppure dopo svariati decenni, e non

ha relazioni significative con la popolazione tedesca, se si eccettua quello che pare sia il nuovo fenomeno

degli adolescenti turchi schierati contro i coetanei tedeschi e viceversa, si suppone.  Se  per multiculturalismo

s’intende la convivenza tra culture diverse coniugando rispetto reciproco e dialogo, c’erano ben altre azioni

positive da mettere in atto, e resterebbe sempre da chiarire se il risultato possa definirsi integrazione, o una forma

d’integrazione.  Inutile e perfino deleterio pretendere adesso la perfetta conoscenza della lingua tedesca per trovare

lavoro, e simili tentativi di porre rimedio, rimedio che rischia di essere peggiore del male.  La verità è che se il

concetto di multiculturalismo cade nelle spire dell’ideologismo, ciò è quanto di peggio possa accadergli, reciprocità

e dialogo non possono che andare a farsi benedire, come di solito accade quando i concetti e i fatti di cultura e

integrazione tra culture finiscono nel calderone del relativismo, in agguato dietro questa versione del multi

culturalismo e dietro tutta una serie di versioni dei fatti culturali, storici e religiosi. Vivaddio la Merkel parla

chiaro, ciò che non è altrettanto lucido probabilmente è il suo pensiero, e il vero pensiero non solo politico e

non solo tedesco, non sul multiculturalismo ma sull’integrazione.  E non conviene certo in simili faccende fare

affidamento su un contromovimento di atto e pensiero politico dal basso, queste sono faccende che vanno ben

studiate e regolamentate nelle stanze dei bottoni, in attesa che la storia dei popoli si confonda laddove può

confondersi, o si fonda laddove può fondersi.

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