Scompare Arthur Penn: il “piccolo grande” regista del cinema americano

Posted on 01 October 2010 by claudia.c

Il cielo di Hollywood questa settimana piange la perdita di due delle sue stelle più preziose. Oltre al mitico Tony Curtis, in questi giorni è scomparso il grande regista Arthur Penn. (Filadelfia, 27 settembre 1922 – New York, 28 settembre 2010.)

Tra i suoi film più  noti ricordiamo capolavori come Anna dei miracoli (1959) e  Gangster Story (1967),  il meno noto  Alice’s Restaurant (1969) con i quali ottenne la nomination all’Oscar per la miglior regia e l’indimenticabile western Piccolo Grande Uomo (1970).

Il cinema di Penn viene ricordato per la presenza di divi del calibro di Marlon Brando, Paul Newman, Robert Redford, Ann Bancroft, Warren Beatty, Fay Dunaway, Gene Hackman, Jack Nicholson, Dustin Hoffman, e per aver gettato i fondamenti del moderno cinema americano.  Martin Scorsese nel suo film documentario (A Personal Journey with Martin Scorsese Through American Movies – 1995) inserì Penn tra i registi iconoclasti, per l’audacia con cui avevano sfidato il conformismo sociale.  Gangster Story contribuì all’abolizione del Codice Hayes descrivendo i gangster come eroi in grado di conquistarsi le simpatie del pubblico e mostrando per la prima volta delle sparatorie reali con tanto di sangue che schizzava fuori alla Tarantino. La testa del cassiere che esplode contro il vetro della macchina di Bonnie e Clyde precede di quasi trent’anni la scena di Pulp Fiction (1994) in cui Vincent Vega per errore decapita il povero Marvin con un colpo di pistola dentro l’auto di Jules, innescando così la situazione Bonnie.

Nonostante le dieci nomination all’Oscar ottenute nel corso degli anni,  vinse soltanto il “Gattopardo d’oro – Premio Luchino Visconti” nel 2002 e  l‘Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2007  entrambi premi alla carriera.

Il mio personale ricordo di questo talentuoso regista è legato ad un laboratorio teatrale  a cui venne invitato in Italia  in qualità di docente per assistere a dei brevi sketch di alcuni giovani attori italiani che recitarono per lui in inglese. Mi sono rimaste impresse la simpatia e la semplicità con cui il grande cineasta, sempre sorridente e mai sopra le righe, esaminava le varie performance ed elargiva loro preziosi consigli.

L’umilità precede la gloria.

Anna dei miracoli

Gangster story

Piccolo grande uomo

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