Archive | October, 2010

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Testimonianze dell’antica Roma nel mondo

Posted on 31 October 2010 by lucfor76

Che i monumenti romani suscitino sempre un grande interesse turistico non è un mistero e sono numerose le città che hanno la fortuna di possederne uno. L’esempio più classico, è l’Anfiteatro Flavio, universalmente conosciuto come il Colosseo di Roma, che nell’arco dell’anno porta quattro milioni e mezzo di visitatori e che è uno dei massimi emblemi della capitale italiana. Ed ora i turisti possono godere di nuovi percorsi, dal momento che manca poco all’apertura del terzo livello dato che sono terminati i lavori di restauro realizzati negli ultimi mesi. Si percorrono così i cunicoli che 2000 anni fa alloggiavano i gladiatori e le fiere con il compito di intrattenere i 50.000 romani che potevano stare assisi  sulle sue gradinate.

Sempre in Europa si conservano e preservano importanti anfiteatri romani, come ad esempio in Spagna: il complesso archeologico di Merida che nel 1993 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, può contare su un anfiteatro in buon stato di conservazione, anche se è conservata solo la zona inferiore, poiché quando caddè in disuso, i due piani superiori sono stati utilizzati come delle vere e proprie cave per l’approvigionamento all’edificazione di altri nuovi edifici. Inaugurato nell’anno 8 a.C. aveva la capacità di contenere 15000 persone. Il viaggiatore ha il vantaggio di vedere le altre rovine romane della città dell’Estremadura tra le quali, per grado di conservazione e numero di visitatori, c’è il teatro che ospita il Festival del Teatro Classico di Merida dal 1993. Gli anfiteatri romani di Tarraco in Tarragona e di Italica in Santiponce a Siviglia completano, in parte, questo elenco dei  meglio conservati in Spagna.

Partendo dal presupposto che quello di  Roma è l’anfiteatro più conosciuto in tutto il mondo, è senza dubbio importante sottolineare che si conservano anche altri importanti esempi diffusi e sparsi nelle antiche province dell’Impero romano. In terra africana, a  circa tre ore di viaggio dalla  capitale della Tunisia si trova una delle più grandi attrazioni turistiche del paese, l’anfiteatro più grande d’Africa e il quarto al mondo, quello di El Djem.  Costruito nel II secolo e noto anche come il Colosseo di Thysdrus, ha la capacità di contenere  35.000 persone. Un curioso anedotto è quello che è stato lo scenario di alcune  delle scene più spettacolari del film  vincitore del premio Oscar il  ‘Gladiatore’, diretta dal britannico Ridley Scott.

Maria Luisa L.Fortuna

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SERIE A – La Juve espugna San Siro e riporta il Milan sulla Terra

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SERIE A – La Juve espugna San Siro e riporta il Milan sulla Terra

Posted on 31 October 2010 by Astefax


MILANO – Nel secondo anticipo del sabato, clamoroso successo della Juventus a San Siro contro il Milan. I bianconeri sono stati autori di una gara perfetta, imbrigliando i rossoneri lanciatissimi dopo la vittoria di Napoli. Di Quagliarella e Del Piero le reti del successo, ma ottima la prova del brasiliano Felipe Melo, migliore in campo.

Prima di iniziare, Del Neri perde Chiellini che, nel riscaldamento, sente dolore ad un polpaccio: il tecnico bianconero decide di non rischiare e manda in campo Legrottaglie al fianco di Bonucci. Nel Milan gioca Antonini dopo il brutto colpo preso a Napoli nello scontro fortuito con Maggio; in attacco, Allegri conferma il tridente che ha sbancato il San Paolo, con Ibra, Pato e Robinho alle loro spalle.

Il Milan parte forte e, al 13′ colpisce un clamoroso incrocio dei pali con una conclusione da fuori area di Ibrahimovic. Poco dopo, Storari è bravo a deviare in angolo una conclusione di Robinho. La Juve non sta a guardare e, poco dopo, passa inaspettatamente in vantaggio: cross dalla sinistra di De Ceglie e testa vincente di Quagliarella a battere l’immobile Abbiati. Quarta rete per l’attaccante ex Napoli e gioia dei tifosi juventini sugli spalti.

Accusato il colpo, il Milan sembra spaesato e si espone ai contropiedi della Juve che, su uno di questi, va vicina al raddoppio con Del Piero, ma Abbiati è attento. Il centrocampo del Milan è messo in mezzo da quello della Juve, che ha in Felipe Melo e Aquilani due autentici giganti ed in Martinez l’arma a sorpresa. In attacco, Robinho e Pato sono due corpi estranei, mentre quello più pericoloso resta Ibra che, nel finale di primo tempo, si divora un clamoroso gol da due passi, spedendo alto sulla traversa. Si va al riposo con la Juve avanti 1-0.

Nella ripresa, al 60′ la Juve raddoppia: fuga di Sissoko, subentrato all’infortunato Martinez, che entrato in area cicca clamorosamente la prima conclusione, per poi servire un pallone all’indietro per l’accorrente Del Piero che, di esterno destro, batte Abbiati per la seconda volta. Il ko del Milan è cosa certa e non serve neanche l’ingresso di Seedorf per Boateng a suonare la sveglia per i rossoneri che, comunque, riaprono il match al 82′ con un colpo di testa di Ibrahimovic ben imbeccato da Antonini. Nel finale, il Milan ha anche l’occasione del pareggio, ma su cross di Abate dalla destra, nè Ibra nè Robinho riescono ad intervenire.

Vince la Juve meritatamente e si porta al quarto posto solitario a 15 punti; per il Milan, occasione sprecata di essere capolista in attesa della Lazio e piccola ridimensionata dopo la vittoria di Napoli, anche perchè arrivata contro una diretta concorrente.

Adriano Stefanelli

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SERIE A – La Roma risorge col Lecce, ma perde Totti: per lui, niente derby!

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SERIE A – La Roma risorge col Lecce, ma perde Totti: per lui, niente derby!

Posted on 31 October 2010 by Astefax


ROMA – Nell’anticipo pomeridiano del sabato della nona giornata di serie A, la Roma batte il Lecce allo stadio Olimpico, ma sorride a metà. Se, infatti, i giallorossi ritrovano i 3 punti, perdono il loro capitano, Francesco Totti, espulso per fallo di reazione nei confronti di Olivera che lo aveva sgambettato: per il numero 10 giallorosso, si tratta di un cartellino pesantissimo che non gli permetterà di disputare il derby con la Lazio domenica prossima.

I fatti: al minuto 75′, sul 1-0 per la Roma, Totti lancia Vucinic che segna il definitivo 2-0. Nel frattempo, però, lo stesso Totti viene sgambettato platealmente da Olivera: il capitano giallorosso, dopo essersi rialzato, va a spintonare sotto gli occhi dell’arbitro il giocatore leccese, inducendo il direttore di gara ad espellerli entrambi.

Lo stesso Totti, poi, al momento del cartellino rosso forse non aveva realizzato che avrebbe visto il derby dalla tribuna; quando l’ha fatto, è andato su tutte le furie ed ha cercato di scagliarsi contro Olivera che aveva già preso la via degli spogliatoi. Lo hanno dovuto tenere in cinque, altrimenti chissà cosa sarebbe successo tra i due giocatori.

Tornando alla partita, la Roma ritrova il successo ed un pò di respiro in vista di una settimana importantissima per la squadra: martedi l’impegno in Champions contro il Basilea, domenica il derby contro la capolista Lazio. Ranieri perde Pizarro per tre settimane, ma recupera De Rossi, Julio Sergio e Menez. Proprio quest’ultimo è il primo indiziato a sostituire Totti nel derby.

L’avvio è tutto di marca leccese: una traversa dell’ex Corvia fa venire i brividi lungo la schiena ai tifosi giallorossi; quindi una prodezza di Julio Sergio, sempre su Corvia, salva la porta romanista. La Roma si sveglia e, al 15′, sfiora il gol con Borriello il cui colpo di testa esce di pochissimo. Al 25′ si pareggia il conto dei legni, con una clamorosa traversa colpita da Vucinic. Pochi minuti dopo, Rosati compie il miracolo su una conclusione in piena area di Totti, poi il tap-in di Borriello che di mezza rovesciata colpisce nuovamente la traversa. Si va al riposo sullo 0-0.

Nella ripresa, la Roma è intenzionata a vincere e al 60′ si porta in vantaggio: cross di Riise dalla sinistra e testa vincente di Burdisso, schierato titolare per la febbre di Mexes. Sulle ali dell’entusiasmo, la Roma continua ad attaccare e Borriello coglie il terzo legno della serata, su angolo di Totti. Poi è la volta di Vucinic a divorarsi un gol fatto, tutto solo davanti a Rosati, mandando alto un cross di Borriello. Lo stesso montenegrino, poi, si fa perdonare al 76′ quando, su lancio di Totti, infila Rosati con un diagonale imprendibile. Nella stessa occasione, l’espulsione già descritta di Totti e Olivera. In pieno recupero, poi, Vucinic fallisce clamorosamente il tris calciando a lato da ottima posizione.

Finisce 2-0 per la Roma che aggancia il Napoli a quota 12 in classifica e supera il Lecce, che resta fermo a 11 punti.

Adriano Stefanelli

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Germania, immigrazione integrazione e confusione

Germania, immigrazione integrazione e confusione

Posted on 31 October 2010 by ivana.c

Le recenti affermazioni di Angela Merkel sul fallimento del multiculturalismo non possono

essere facilmente confuse con le rinverdite esaltazioni nazionalistiche in voga da altre parti,

né liquidate con commenti altrettanto facili sull’esigenza dela Cancelliera tedesca di

raccattare consensi. La questione è molto seria, quantomai scottante e quantomai urgente.

La Merkel ha sollevato in modo serio, realistico e disincantato una faccenda trattata più

spesso in modo puramente ideologico o svilita con uscite da operetta.  Un’affermazione del

genere è pesante ed anche impegnativa, specialmente in un paese che aveva puntato sul multi-

culturalismo come modello per le migliori prospettive d’integrazione.  Se sia un modello fallito,

o solamente frainteso, applicato male, o semplicemente sbagliato, non è sentenza da lasciare ai

posteri se non altro per l’impellenza sempre più pressante, ma non è certo sentenza da poco.

Certo è che se questo modello in Germania ha fallito, per prima cosa sarebbe necessario stabilire

che cosa ha significato in Germania la parola multiculturalismo, che cosa si è inteso con questo

termine e come si è creduto di renderne effettiva la sostanza.  Perché se si è creduto di fare multi

culturalismo consentendo a uomini musulmani di picchiare mogli e figlie secondo le regole della

sharìa o di tappare figlie scalpitanti in casa,  non concedendo il divorzio chiesto dalle donne et

similia, forse in effetti il multiculturalismo lo si è anche fatto,  quella che non si è fatta è l’integrazione.

Tant’è che la maggioranza degli immigrati, anche di seconda generazione, in maggioranza turchi e arabi,

in Germania vive in isole dentro le città, non ha imparato il tedesco neppure dopo svariati decenni, e non

ha relazioni significative con la popolazione tedesca, se si eccettua quello che pare sia il nuovo fenomeno

degli adolescenti turchi schierati contro i coetanei tedeschi e viceversa, si suppone.  Se  per multiculturalismo

s’intende la convivenza tra culture diverse coniugando rispetto reciproco e dialogo, c’erano ben altre azioni

positive da mettere in atto, e resterebbe sempre da chiarire se il risultato possa definirsi integrazione, o una forma

d’integrazione.  Inutile e perfino deleterio pretendere adesso la perfetta conoscenza della lingua tedesca per trovare

lavoro, e simili tentativi di porre rimedio, rimedio che rischia di essere peggiore del male.  La verità è che se il

concetto di multiculturalismo cade nelle spire dell’ideologismo, ciò è quanto di peggio possa accadergli, reciprocità

e dialogo non possono che andare a farsi benedire, come di solito accade quando i concetti e i fatti di cultura e

integrazione tra culture finiscono nel calderone del relativismo, in agguato dietro questa versione del multi

culturalismo e dietro tutta una serie di versioni dei fatti culturali, storici e religiosi. Vivaddio la Merkel parla

chiaro, ciò che non è altrettanto lucido probabilmente è il suo pensiero, e il vero pensiero non solo politico e

non solo tedesco, non sul multiculturalismo ma sull’integrazione.  E non conviene certo in simili faccende fare

affidamento su un contromovimento di atto e pensiero politico dal basso, queste sono faccende che vanno ben

studiate e regolamentate nelle stanze dei bottoni, in attesa che la storia dei popoli si confonda laddove può

confondersi, o si fonda laddove può fondersi.

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cappelletti

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Cappelletti e spaghetti in allegria

Posted on 30 October 2010 by lucfor76

Cappelletti alla panna

Cuocere i cappelletti in modo consueto scolandoli al dente. Abbiate solo la precauzione di condirli subito, appena scolati con un pezzetto di burro così non si appiccicano. Nella stessa casseruola scaldare la panna necessaria (un bicchiere per 300 grammi di cappelletti) aggiungere i cappelletti finendo di cuocerli girandoli con un cucchiaio di legno. Completare, fuori dal fuoco, con un pezzetto di burro fresco e del parmigiano grattugiato.

Potete variare la ricetta:

A) usando della panna acida; B) sciogliendo nella panna un po’ di salsa di pomodoro; C) aggiungendovi un fetta di prosciutto affumicato finemente tritato.

Spaghetti alla cavalleggera

Occorrente per 4 persone: 350 grammi di spaghetti non  troppo sottili, 3 tuorli d’uovo, 3 cucchiaiate di parmigiano appena grattugiato, 2 cucchiai di panna, qualche fiocchetto di burro e noce moscata.

Mentre cuoce la pasta mescolate in  una tazza i rossi d’uovo, il parmigiano, la panna e una grattatina di noce moscata. Condite  la pasta con questa salsa e qualche fiocchetto di burro  e  servite immediatamente.

Maria Luisa L.Fortuna

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Pasta e grana binomio all’italiana

Posted on 29 October 2010 by lucfor76

Pasta con fontina e grana

Fare sciogliere in una pirofila con due dl. di panna liquida della fontina tagliata a dadini e del grana grattugiato.Nel frattempo far lessare bene al dente della pasta a piacimento e, una volta scolata, versarla nella pirofila con i formaggi, dare qualche girata per mescolare bene e unire una manciata di pepe nero con un po’ di grana grattugiato. Ricoprire la pasta con fiocchetti di burro, qualche cucchiaiata  di pangrattato e mettere in forno a gratinare.

Gnocchi al grana

Lessare, raffreddare, sbucciare e passare allo schiacciapapate le patate. Impastarle con farina, burro, due uova e del grana grattugiato e con un po’ di noce moscata fino a ottenere un impasto ben sodo. Ricavare dei rotolini lunghi e sottili che vanno tagliati in pezzetti di uno o due centimetri. Comprimerli leggermate con il pollice per ottenere una piccola concavità e disporli staccati su una spianatoia spolverandoli di farina. Lessarli con molta acqua salata estraendoli con una schiumarola quando vengono a galla, versarli in una zuppiera e condirli subito con burro fuso insaporendo con foglioline di salvia  e una bella spolverata di grana grattugiato.

Maria Luisa L.Fortuna

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To B. or not to B.?

Posted on 28 October 2010 by michele.l


Ci siamo appena ripresi dalla vicenda della, ormai, celeberrima Casa di Montecarlo, affare di Stato condito con tanto di spy story ai Caraibi e traffico internazionale di cucine, che il nostro paladino della Giustizia è riuscito a focalizzare l’attenzione sulla soluzione delle “assoluzioni”, l’Uovo di Colombo, insomma, che, a detta di molti, risolverà  i mali di questo Paese, minacciato, a quanto pare, anche da un imminente golpe comunista. A voler essere seri, basta solo dare un’occhiata alla rassegna stampa internazionale per capire di essere l’unico Paese al mondo, specie in questo frangente, ad occuparsi, con tutto il rispetto, del futuro, anzi no, del passato di un ultra settantenne. Saranno i primi effetti della “riforma” pensionistica?. Bah. Ad altre latitudini nel frattempo, il Washington Post, sebbene gli USA siano nel bel mezzo di una decisiva campagna elettorale o forse proprio per questo, ha trovato il tempo e lo spazio per scrivere a caratteri cubitali ed in prima pagina qualcosa come “Un accordo con BMW significa 1000 posti di lavoro in S. Carolina”, mentre, dall’altra parte dell’oceano, in Gran Bretagna, dove non ci sono elezioni al momento, la politica ed il totale dell’opinione pubblica hanno concentrato i loro occhi sulla legittimità dei tagli alla spesa pubblica, quindi sul diritto al sussidio all’abitazione, ovviamente sul tema dell’occupazione ed infine, ma non ultimi, sugli squilibri sociali in toto che via via si stanno acuendo a causa della crisi. Per capirci, il dibattito è talmente elevato che il Ministro del Lavoro e delle Pensioni è finito al centro di contestazioni, anche a mezzo stampa, per una questione, diciamo così, di tatto e solo per essersi rivolto con un “get on the bus” verso coloro i quali sono rimasti senza un impiego, invitando così i propri concittadini a darsi da fare di più per trovare un’occupazione, a tollerare, in breve, quei sacrifici che migliaia di pendolari italiani fanno da anni, quotidianamente, viaggiando in treni e stipati come bestie pur di arrivare, puntualmente, sul posto di lavoro. Mal comune mezzo gaudio?. Certamente, no. Infatti, la sola cosa che ci accomuna al mondo anglosassone è un premier oggetto di critiche, ma anche qui, a ben vedere, le differenze sono di carattere sostanziale, perchè l’obiettivo del collega britannico, solo il tempo gli darà ragione o torto, è quello di fare del Regno Unito il luogo migliore al mondo dove poter investire in futuro. Tornando, invece, al nostro settantenne, cos’altro potrà mai sognare uno a quell’età, se non di ritardare, egoisticamente, il giorno della propria fine?. Per concludere e riallacciarmi al succo della questione, vogliate scusarmi in anticipo per la volgarità, vorrei farvi solo notare che fare la cacca è normalissimo, fermarsi a guardarla un po’ meno.

http://punto-omega.blogspot.com/2010/10/to-b-or-not-to-b.html

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Bocconcini e Antico Fritto: Carnet di colori e di sapori

Posted on 28 October 2010 by lucfor76

Bocconcini

 Disporre su un piatto di portata dei tocchetti di grana tagliati con l’apposito coltellino, delle belle grosse olive verdi e del prosciutto crudo fatto tagliare appositamente a dadini belli spessi. Il piatto risulterà anche “di bella presenza” se disporrete al centro il grana, intorno le olive e ancora intorno, più esternamente, il prosciutto.

Antico Fritto

 Togliere la crosta a del pane raffermo, tagliare la mollica a fettine sottili in modo da ricavare dei piccoli dischi o quadrati di circa 4 centimetri di lato. Coprire la metà di dischi o quadrati, con una fettina di prosciutto crudo, senza superare i bordi e su ogni fettina di prosciutto adagiare una sottilissima fettina di tartufo bianco e sopra questo una scaglia sottile di grana. Coprire con l’altra metà delle fettine di pane tenute da parte, facendo combaciare bene i due lati e premendo leggermente perché aderiscano. Tenendo le due fette strette tra le dita, tuffarle velocemente nel latte freddo, poi immergerle nell’uovo sbattuto,  indi passarle nel pane grattuggiato. Ripetere l’operazione badando che anche i bordi vengano immersi nell’uovo e nel pan grattato perché friggendo le fette non si aprano. Friggere in abbondante burro spumeggiante, facendole dorare da ambedue le parti. Scolarle ad una ad una passandole in carta assorbente, sistemarle sul piatto di portata e servirle ben calde.  

Maria Luisa L.Fortuna

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Polpette ed insalata: rapide soluzioni

Posted on 27 October 2010 by lucfor76

Polpetta padana

La polpetta è da sempre una pietanza molto appetitosa ed apprezzata e questa riportata  è un’antica tradizione padana. Bisogna ammollare della mollica di pane nel latte, strizzarla bene, sbriciolarla, mescolarla con del formaggio grana grattugiato e un formaggio grasso (stracchino o mozzarella) tagliato a pezzetti minuti.  Si impastano questi ingredienti con delle uova mescolando con cura unendo una presa di sale, una di pepe, una di noce moscata e una manciata di prezzemolo tritato. Se l’impasto dovesse risultare un po’ duro aiutatevi  con l’aggiunta di qualche cucchiaio di latte. Lasciare riposare l’impasto per almeno due o tre ore  e poi ricavatene tante polpettine  di forma allungata che passerete nella farina e  nell’uovo sbattuto.  Friggere queste leggere polpette in padella con olio indi passarle sulla carta assorbente per far assorbire l’olio in eccedenza e servire.

 Insalata veloce

Riunire in una terrina della polpa di mele a dadini, delle papate lessate, pelate e tagliate a cubetti, mescolate il tutto con dell’olio d’oliva e unire una cucchiaiata di aceto in cui avrete sciolto un pizzico di  sale;  unire ancora del grana a schegge. Mescolare e tenere in luogo fresco fino al momento di servire. A questa insalata potete aggiungere anche ravanelli tagliati a spicchi, spicchietti di finocchio e a piacimento le verdure che più preferite.

Maria Luisa  L.Fortuna

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Ricetta: il piacere di un sugo leggero

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Ricetta: il piacere di un sugo leggero

Posted on 26 October 2010 by claudia.c

Desideriamo tutti mangiare bene ma senza ingrassare, cosa che ahimè, sembra impossibile. Invece esistono diverse ricette light e saporite con un basso contenuto calorico che soddisferanno anche le buone forchette. La ricetta che vi propongo offre una variante sulla preparazione del sugo di pomodoro. Invece di soffriggerlo in padella si può ottenere cuocendolo nel forno dentro una pirofila.

Ingredienti per quattro persone:

6 pomodori

8 pomodori pachino

2 spicchi d’aglio

un mazzo di basilico

prezzemolo tritato

mezzo peperoncino

6 cucchiaio di olio extravergine d’oliva.

Preparazione:

Dopo aver lavato e tagliato a pezzetti tutti i pomodori, metteteli in una pirofila rivolgendo la polpa verso l’altro. Sopra tritate aglio, prezzemolo, basilico, e peperoncino e condite il tutto con l’olio. Mettete la pirofila nel forno che avrete preriscaldato a 240 gradi e lasciate cuocere per mezz’ora. Schiacciate i pomodori con la forchetta e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Una volta pronti i pomodori potrete aggiungervi un cucchiaio di pan grattato per renderlo più sfizioso. Potete usare questo sugo leggero e saporito per condire 300 grammi di pasta. La più indicata sono gli spaghetti ma trattandosi di un sugo classico  potrete scegliere il tipo di pasta che preferite.

Buon appetito

Claudia Casalini

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