Aridi incanti alla scoperta di alcuni dei deserti del globo

Posted on 30 September 2010 by lucfor76

 

Se si cerca il termine ‘deserto’ su Wikipedia la definizione sarà pressapoco questa : “Il deserto, in geografia,  è definito come un’area della superficie terrestre quasi o del tutto disabitata, in cui le precipitazioni difficilmente superano i 250 millimetri l’anno e il terreno è in prevalenza con scarsa vegetazione e arido(…)”

È uno di quei pensieri fissi, confinati in un angolo remoto della mente, ma il deserto, qualunque esso sia suscita da sempre emozioni indescrivibili. Per questo le suggestioni cinematografiche aiutano a farlo crescere. Come si fa a dimenticare qualunque suggestione che si riceve vedendo un qualsiasi classico film western di John Ford, sull’ultima frontiera americana oppure, in un altro contesto geografico, la magia dell’omonima pellicola di David Lean con la perfetta incarnazione di Peter O’Toole in ‘Lawrence d’Arabia’   quando decide di percorrere l’imprevedibile e il terribile Wadi Rum per recuperare la sua giovane guida. Sono delle  immagini difficili da dimenticare!

Al di là dei lungometraggi diventati leggenda e  al di là  delle dovute diversità, la costante per entrambi sono gli scenari aridi, i deserti appunto che affascinano per la loro bellezza. Volendo stilare un breve elenco dei deserti principali:

Il primo, dal quale partire, il più celebre e il più grande è il Sahara: si sviluppa lambendo paesi differenti dal Sudan all’Egitto, dalla Libia al Niger e Ciad, dal Mali alla Mauritania, del resto con oltre nove milioni di  metri quadrati di estensione questo è il minimo. Tre-quarti della sua superficie è  composta da dune, ghiaia e sabbia naturalmente. Agli inizi dell’anno, si celebra un importante appuntamento culturale, un Festival nato qualche anno fa per rendere popolare la tradizione musicale berbera dei tuareg ma che negli ultimi anni ha fatto partecipare anche  altri paesi dell’Africa e del resto del mondo.

Tra il  nord della Cina e il sud della Mongolia, ecco il deserto del Gobi, uno dei più grandi ed estesi al mondo e che si evidenzia per la sua fauna. Alcune delle specie più curiose sono: l’aquila dorata, il curioso e recentemente scoperto topo-canguro, la gazzella dalla coda nera e il  leopardo delle nevi.

Nel nord del Cile e la fascia costiera a sud del Perù  si trova un altro  deserto unico, arido e secco come pochi quello di Atacama, descritto dal celebre autore Luis Sepulveda. In questo deserto fra maggio ed agosto è piovuto tanto come in un  anno intero: evento questo che ha permesso di vedere, in alcune zone, dei colori e delle sfumature del tutto particolari. In questo luogo di solito  non c’è vegetazione, quest’anno invece si è trasformato all’improvviso in una caleidoscopica varietà di colori, con insetti e fiori che hanno reso il tutto qualcosa di incredibile. 

Nel deserto rosso d’ Australia sono numerosissimi i turisti che ogni anno trascorrono circa tre ore di volo per andare a vedere il cosidetto ‘simbolo della Terra dei Canguri’: l’ Ayers Rock  luogo più indicato per godere a pieno dello  spettacolo naturale qual è l’Uluru. Non è  sbagliato vederlo come  il simbolo stesso dell’Australia, il monolite più grande al mondo; lungo 3,6 km, largo 2 km di arenaria rossa alto 348 metri, con una circonferenza complessiva di 9 km. Si tratta di una pietra colossale, che stupisce ed ammalia  i visitatori come se la fatica del viaggio e il calore del deserto non fossero nemmeno percepiti ed avvertiti. Considerata area sacra dagli borigeni ha bisogno di permessi speciali per visitarla.

Maria Luisa  L.Fortuna

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