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Contador positivo al doping? Nessuno stupore

Posted on 30 September 2010 by Federico87


Alberto Contador, vincitore di tre Tour de France, un Giro d’Italia ed una Vuelta di Spagna, è risultato positivo al clenbuterolo nel corso della Grand Boucle 2010, una sostanza anabolizzante che migliora la respirazione e permette di recuperare in fretta gli sforzi fisici compiuti dall’organismo. La notizia è stata resa nota dall’Uci e confermata dallo staff del corridore, il quale si è detto tranquillo (”potete mettere le mani sul fuoco e non scottarvi”), attribuendo la questione ad una semplice contaminazione alimentare. In ogni caso, il 27enne di Madrid è stato immediatamente sospeso il attesa di ulteriori sviluppi e rischia una squalifica di due anni (oltre che la revoca dell’ultimo Tour de France in favore di Andy Schleck).

In realtà il sospetto sul ciclista iberico aleggiava già da almeno un triennio, cioè dal coinvolgimento nell’Operacion Puerto (la più vergognosa pagina di storia dello sport spagnolo di tutti i tempi). Urge ricordare, infatti, che nelle liste ‘proibite’ erano menzionati ben 50 atleti giallo-rossi appartenenti alle più svariate discipline del Paese latino, tuttavia alla fine la giustizia spagnola  archiviò tutto, facendo cadere la questione sotto silenzio. A pagare le colpe di tutti, chissà perché, furono solo Ivan Basso e Ian Ulrich, un italiano ed un tedesco. Il Comitato Olimpico spagnolo, invece, tende a coprire i casi di doping dei propri rappresentanti (ricordate l’emblematico caso Valverde?), cercando addirittura di sminuirne i coinvolgimenti (e quindi, indirettamente, auspicandone la pratica?).

Tornando a Contador, ho sempre ritenuto ‘sospette’ le prestazioni del 27enne di Madrid, più che altro quelle degli scorsi anni, quando riusciva incredibilmente a staccare tutti in salita ed a rivaleggiare ad armi pari a cronometro con il fenomeno Cancellara… Ovvio che anche allora qualcosa non quadrava. Ora, però, auguriamoci che la giustizia faccia il proprio (giusto) corso. Auspico che non ci siano trattamenti di favore da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale e che la Federciclismo della Spagna non cerchi, ancora una volta, di coprire le ignominiose e spregevoli azioni dei propri corridori.

Federico Militello

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