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Canada: I pesci non si riproducono più a causa del Prozac

Posted on 24 September 2010 by Mattia Sparagna

CANADA – Le acque sono inquinate, questa purtroppo è una triste realtà. Ci sono parti di oceani invase da chiazze enormi di petrolio, litorali infestati da rifiuti d’ogni sorta, laghi contaminati a causa di scorie radioattive e corsi d’acqua inquinati da sostanze di vario genere.

LA RICERCA – Dal Canada, un gruppo di biologi dell’università di Ottawa ha effettuato una interessante ricerca sugli effetti provocati dalla sempre più massiccia presenza di residui di Prozac nei corsi d’acqua. L’antidepressivo più usato al mondo (si stima che oltre 50 milioni di persone usino il Prozac) è causa di un inquinamento, lento ma costante, dei corsi d’acqua; tale contaminazione potrebbe essere devastante. I capi dell’équipe hanno condotto un esperimento su un gruppo di pesci rossi, costretti a vivere in un acquario contaminato dal noto farmaco.

IL RISULTATO – Si è notato che l’effetto di tale contaminazione ha fatto calare, paurosamente, il desiderio sessuale (e dunque riproduttivo) degli esemplari maschi. Infatti il Prozac immesso nelle acque non ha fatto altro che inibire i maschi che sembravano non essere più attirati e richiamati dai ferormoni (sostanze prodotte dalle femmine per indicare ai maschi che l’accoppiamento e’ possibile).

L’ALLARME – II ricercatori lanciano l’allarme sugli effetti catastrofici, non solo per i pesci (ma anche per altre specie animali e dunque anche l’uomo) di prodotti farmaceutici, come il Prozac. La ricerca canadese è solo l’ultima di una lunga serie di esperimenti che in passato ha già dimostrato che l’antidepressivo causa disfunzioni non solo nei maschi, ma anche nelle femmine dei pesci rossi. Ormai si è a conoscenza della massiccia presenza di Prozac nelle acque dei fiumi cittadini.

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