Forse non accadrà nel 2012, forse non ci sarà mai un’Apocalisse per come l’abbiamo sin qui immaginata, ma la fine di un mondo sembra davvero annunciarsi. Al di là dell’undici settembre, delle bolle finaziarie, delle guerre in medio oriente, dei disastri ecologici, tutto di per sé già abbastanza, quello che dovrebbe maggiormente preoccupare è la generale mancanza di idee e la deficienza di attributi di un’intera classe dirigente. E’ disarmante vedere colui che rappresenta la nazione più potente del mondo sorridere nervosamente dinanzi alle telecamere, nel tentativo di tranquillizzare il suo popolo ed il mondo intero sull’ora della venuta di un possibile cambiamento. La bulimia a stelle e strisce ha lasciato il posto ad un essere obeso che fa fatica a rialzarsi, schiacciato al suolo dalla gravità di un debito aggregato che peserà a lungo sulle spalle delle generazioni future e le soluzioni sin qui adottate, sinceramente, non fanno che minare ancor di più la fiducia nelle istituzioni e nei principi che hanno la pretesa di rappresentare. Il lupo per fame è uscito dal bosco recita un proverbio e la logica del “Too big to fail” è fin troppo simile alla legge del pesce grande che mangia quello più piccolo, dimostrando, una volta in più, l’essenza del sistema rappresentativo che abbiamo sin qui sperimentato: una sofisticata oligarchia di tipo lobbistico, bramosa di soddisfare nient’altro che gli stimoli del proprio ventre. Mentre molta gente non ha ancora un lavoro, fa a cazzotti per un sussidio statale o è costretta a pagare un mutuo quasi doppio rispetto al valore reale della “propria” abitazione, le banche, il mondo della finanza in generale, insomma, i lupi di cui parlavo prima, hanno messo le loro zampe sui destini dello Stato, acquistandone il debito, diventandone così, di fatto, gli azionisti di maggioranza, con il denaro messo a disposizione dalla Fed a costo zero e, soprattutto, grazie alla liquidità fornitagli dal piano salva-banche, congegnato dall’ex ministro del tesoro statunitense Henry Paulson, già presidente di Goldman Sachs!. Ironia della sorte?. Oltrepassando la frontiera americana, non è che le cose vadano per il meglio, anzi, da una parte giovani e prestanti potenze più o meno democratiche si affacciano alla Storia e dall’altra un’Europa complessata e piegata dal peso degl’anni, ma tutti accomunati nella volontà di difendere vecchi e nuovi privilegi e pronti ad usare il manganello nei confronti del primo che non si arrende a non pensare. Adesso, ci dicono che l’ultima frontiera è l’ecologismo, il nuovo ismo che fa rima con conformismo. Dopo la New Economy e gli errori ad essa connessi, l’economia ha la pretesa di diventare green, con l’ambizioso progetto di rimediare ai cambiamenti climatici in atto. Riusciranno i nostri eroi in tale impresa?. Dopo non essere stati in grado di far pulizia nel salotto di casa, saremo capaci di ripulire un intero pianeta? Soprattutto, chi pagherà il conto questa volta?. A proposito, pochi giorni fa, il nostro amico Gheddafi è venuto in Italia a riscuotere un vecchio credito, dovuto per far sparire i profughi ed i disperati dell’Africa dalle coste italiane, insomma, nuove idee e soluzioni sperimentate già, con esiti catastrofici, durante gli ultimi giorni della Roma imperiale per fronteggiare le Invazioni barbariche, sebbene anche i Rom abbiano presentato il conto nella moderna Francia di Sarkozy. A questo punto non resta che consolarci con il mito della longevità, della vita quasi eterna. 100, 110 anni, forse di più, presto ci daranno tutto il tempo per goderci la nostra magra pensione, seduti soli soletti al parco con il nostro Ipad made in China nell’orecchie. Già, soli perché sarà difficile dividere la nostra vita in appartamenti formato scatola da 5000 euro al metro quadro, soli perché non sapremo a chi lasciare i nostri figli nelle ore di lavoro che si allungano e con i salari che si rimpiccioliscono, soli perché la solitudine, figlia del nichilismo di questi anni, sarà il male oscuro di questo secolo. A questo punto, credo che occorra fare un bilancio e mi scopro d’accordo con gli esperti che danno numeri come al Lotto, nella necessità di tagliare…di tagliare qualche testa.







