MILANO – 6 settembre 2010
“E’ il caso di dirlo caro Antonio, Carolina ti ha cambiato la vita”.
La storia di Antonio Cassano è paragonabile a quella di tanti altri atleti che a 18-20 anni già sono sulla cresta dell’onda, guadagni da capogiro, macchine sportive, lusso e tanti soldi. Il 19 dicembre 1999, a soli 18 anni, illumina gli occhi di migliaia di tifosi al San Nicola di Bari e milioni davanti alla TV. Stop di tacco al volo, avanza di testa, supera Blanc e Panucci e… il sogno è realizzato per un giovane cresciuto a pane e calcio. Poi la Roma, il Real Madrid, l’europeo del 2008 e la Samp. Poteva essere il più forte, di sicuro avrebbe lottato per il Pallone d’Oro e con il Real avrebbe potuto vincere la Champions, insomma tutt’altro di quello che ha ottenuto. Di “cassanate” ne ha fatte una marea, dall’imitazione di Capello al Real, alle corna a Rosetti, ai vari insulti ai guardialinee, insomma ne ha avute per tutti ma per fortuna nel 2008 con Carolina Marcialis non ha fatto una “cassanata” e dopo due anni l’ha sposata. Oggi Antonio è un uomo nuovo, trascinatore indiscusso della Sampdoria e speranza per la Nazionale. Se fa qualche “cassanata” si mette a piangere in campo e chiede scusa alla curva, impulsivo con gli arbitri ma il primo a tendere la mano per chiedere scusa, nominato leader della nazionale ma pronto a togliersi la maglia n° 10 per darla a Totti se decidesse di tornare, insomma in pochissimi anni è tutta un’altra persona, irriconoscibile.
Il corso degli anni ci ha insegnato una cosa su Antonio Cassano: non dirgli che un leader ma trattarlo da leader.
Caro Antonio, visto che ora sei diventato un modello da seguire, che ne diresti di farti un giro a Manchester? Potrebbe esserci qualcuno che ha bisogno di qualche consiglio…







