MILANO – 3 settembre 2010
La campagna acquisti della Juventus è iniziata a maggio 2010, un mese prima dell’apertura ufficiale. Il primo acquisto è stato Beppe Marotta, con ruolo di Direttore Generale ed un compito ben preciso: far tornare ad essere la Juventus competitiva in Italia ed in Europa. Per riuscire nell’intento Marotta ha un alleato ed è Gigi Delneri. Insieme decidono chi fa parte e chi non del progetto Juventus e danno il via alle danze: Cannavaro in Arabia, Zebina al Brescia, Poulsen al Liverpool e Giovinco al Parma sostituiti da Pepe, Martinez, Bonucci e Motta. I tifosi della Vecchia Signora vedendo l’antipasto servito dalla coppia ex Samp speravano seriamente nella rifondazione della squadra, parzialmente avviata l’anno precedente da Secco e Coblli Gigli con Melo, Amauri e Diego. La dirigenza è pronta ad investire pur di colmare il gap con l’Inter e concede carta bianca a Marotta. Il DG, esperto di mercato e dotato di un ottimo fiuto per gli affari mette in pratica la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto obbligatorio per quasi tutti i suoi colpi, cioè prende un giocatore, lo porta alla Juve il primo anno in prestito con il pagamento di un indennizzo e l’anno successivo avviene la cessione definitiva con l’acquisto al prezzo pattuito in precedenza. Dopo le prime transizioni a Torino si rendono subito conto che c’è bisogno di una prima punta perché Iaquinta è perennemente infortunato, Trezeguet ormai logoro e Amauri da solo non basta. Il nome è Dzeko. Con il Wolsburg si trova una sorta di accordo ma il campione non ne vuole sapere di approdare alla Juventus; allora si pensa a Pazzini, ma anche con lui non c’è molto da fare, vuole restare a Genoa. Le trattative avviate da Marotta sono molteplici, alcune vanno in porto altre meno comunque a Torino approdano anche Storari dalla Sampdoria, ottimo sostituito di Buffon e Lanzafame (fine prestito dal Parma) e vanno via Ekdal al Bologna, Candreva all’Udinese e Caceres torna al Barcellona. Ad agosto la Juventus è ancora un cantiere aperto, Delneri nelle amichevoli non convince nessuno, in attacco non si segna, Diego e Del Piero sono separati in casa, la difesa regge solo su Chiellini. C’è bisogno di uno scossone. Per il centrocampo si pensa a Krasic già da tempo, si punta molto su di lui perché in Russia ha dimostrato di avere qualità e forse anche perché somiglia molto a Nedved, uno che alla Juve ha dato tantissimo. A metà Agosto Marotta mette a segno altri due colpi: Krasic appunto e niente di meno che Alberto Aquilani dal Liverpool. Delneri tira un sospiro di sollievo e vede in questi due colpi un toccasana per il suo centrocampo. Ma in attacco resta il problema, non si segna. Verso la fine del calciomercato si sonda per Borriello visto che il Milan è quasi in accordo con Ibrahimovic e pare che ci sia la volontà del giocatore nel trasferirsi a Torino ma a determinate condizioni. Improvvisamente si apre e si chiude la trattativa con Quagliarella, il giocatore non aspettava altro e in pochissime ore era già a Torino. Marotta, che sembrava essere sicuro di portare a Torino un pezzo da 90 vende Diego al Wolsburg per una cifra che si aggira intorno ai 12 milioni di euro, ovvero la metà di quello che lo avevano pagato l’anno prima. Il 29 agosto, alla prima di campionato, la Juventus si presenta a Bari con in campo molti volti nuovi, così come in panchina e sugli spalti. Il nuovo Presidente Agnelli vede la disfatta della sua squadra, ma dichiara di non preoccuparsi, con un po di tempo si troverà l’identità di questo “nuovo” gruppo. Ultimi giorni di mercato, si parla ancora con Borriello che è indicato come l’uomo che potrebbe dare tutto un altro volta alla Juventus ma il cavallo di battaglia di Marotta diventa il suo “tallone d’Achille”, Borriello non accetta il prestito e firma per la Roma. Poche ore prima della chiusura del mercato arrivano Traorè e Rinaudo e vanno via Trezeguet in Spagna e Camoranesi in Germania.
Tutto sommato se guardiamo l’anagrafe dei giocatori che Marotta ha portato a Torino non c’è di che lamentarsi però se leggiamo i nomi, per quanto siano bravi e per quanto bene abbiano fatto la passata stagione con i rispettivi ex club crediamo vivamente che Delneri il podio quest’anno deve veramente sudarlo. Voto 5.







