Ferrari, da sempre, non significa banalmente adrenalina e velocità a prezzi da bilocale in centro, ma rappresenta invece una vera filosofia motoristica e di vita, dove il lusso, la sportività e la qualità delle realizzazioni, generalmente, trovano riscontro anche nella persona del ferrarista, mai tamarro o pacchiano e sempre attento a vivere la vita al massimo ma con disinvoltura e leggerezza (certo, le eccezioni ci sono…ma quelli sono burini, non ferraristi!).
Volere una Ferrari, desiderarla ad ogni costo, significa voler far parte di un mondo che include una storia ed un marchio tra i più affascinanti di sempre, sinonimo di eccellenza ingegneristica, raffinatezza ed estrema qualità.
Eppure anche i migliori possono sbagliare…
E’ il caso della magnifica Ferrari 458 Italia, l’ultima nata di casa Maranello (se si esclude la 599 GTO), una delle vetture del Cavallino più veloci in assoluto sul circuito di Fiorano e, sicuramente, quella a motore centrale con il miglior handling!
video test EVO Ferrari 458 Italia
Questa splendida creatura, emblema della più raffinata tecnica costruttiva made in Italy, magnetica ed irresistibile in velocità quanto a motore spento, sembra avere un temperamento un po’ troppo latino, con la tendenza ad infiammare animi e vano motore quando la situazione diventa caliente.
Da febbraio ad oggi infatti, ben cinque “sfortunati” proprietari di questi gioiellini (fossimo tutti sfortunati così…!) hanno visto andare letteralmente in fumo il loro sogno ferrarista.
L’accaduto è imputabile ad un’ incredibile ingenuità progettuale: in condizini di guida non proprio da codice, il particolare collante utilizzato per fissare la paratia termoisolante interna del passaruota, si è rivelato tutt’altro che resistente alle alte temperature dei collettori di scarico, trasformando la fiammante Rossa in un ancor più fiammante barbecue…!
video in tedesco Ferrari 458 Italia burning
La soluzione al problema, fortunatamente, non è complessa, nei prossimi giorni infatti, i proprietari di 1248 esemplari di Ferrari 458 Italia, saranno invitati a riconsegnare la vettura in concessionaria, dove i tecnici provvederanno a rimuovere ogni traccia di colla e rifissare la paratia con meno eleganti ma ben più collaudati rivetti.
Personalmente sono abbastanza sorpreso dalle circostanze infatti, benché da un lato quello degli incendi per le auto omologate a motore centrale e guidate al limite sia un problema noto e difficilmente risolvibile (la posizione stessa del motore posto dietro all’abitacolo, rende difficile il raffreddamento in condizioni di elevato stress), dall’altro questi cinque incendi non si sono verificati in pista o durante track day, bensì in condizioni apparentemente innocue. La mia opinione è che i suddetti sfortunati proprietari stessero barbaramente trattando quei gioielli come meri oggetti da sfilata, sgasando ai semafori come tamarri di periferia o procedendo in prima a settemila giri per fare passerella…magari sotto il sole cocente (l’ultimo caso in California)…
…con questo mi ricollego al discorso iniziale di filosofia ferrarista. E’ un discorso di selezione naturale: 1248 i clienti meritevoli e soddisfatti, cinque i burini in più a piedi.
GianMarco Cremonesi









September 3rd, 2010 at 6:33 pm
noto una punta filo-maranelliana in questo articolo. Sono convinto che molta gente che ha speso quasi 200mila euro ed atteso dieci mesi circa per avere un auto (una signora auto!!) non l’abbia presa molto bene la notizia di dover ritornare in concessionaria!! Il mio pensiero è affine al tuo e son convinto che quando acquisti una Ferrari, acquisti anche la storia e il prestigio che sta dietro ad un marchio unico. E, sicuramente, non sarà questo piccolo problemino – fra l’altro già risolto – a intaccare il nome della scuderia del cavallino. Quello che mi domando è “non si poteva, già in fase progettuale, prevedere che le temperature raggiunte fossero tali da portare ad una repentina combustione del collante?”
September 4th, 2010 at 12:40 pm
e ti domandi bene!
nonostante la leggera “punta filo-maranelliana” che noti e non posso negare, trovo incredibile un errore del genere!
ma non tanto per gli oggettivi rischi che ne derivano (notevoli rischi!), quanto più per la natura ingenua e grossolana del suddetto…superficialità alquanto anomala per gli standard Ferrari…!
…speriamo serva loro da lezione: essere considerati “l’eccellenza” è un onore quanto un onere…!