MILANO – 1 settembre 2010
A questo punto la domanda è: perché Robinho? Ok Ibrahimovic, ma perché anche Robinho? La risposta risiede nella testa dei vertici di via Turati e più precisamente in quella del presidente Berlusconi. L’anno scorso il suo amico-nemico Leonardo aveva trovato il modulo giusto per far divertire il Milan e i milanisti: il 4-2-fantasia.
Fin quando Pato giocava, il modulo ha retto e fatto sognare tutti i tifosi, poi, dopo l’infortunio al brasiliano, la fantasia è venuta meno, il gioco ha subito le conseguenze, il Milan ha abbandonato tutti i traguardi tenendosi come obbiettivo unico la qualificazione diretta alla Champions League. In quel modulo la società di via Turati ci ha visto lungo, ha scelto l’allenatore migliore per far giocare il Milan in quel modo, non che Leonardo non lo fosse, e gli ha messo a disposizione i migliori giocatori che potessero formare il reparto “fantasia” e soprattutto anche le alternative se dovesse ripetersi la sciagura accaduta a Pato. Quindi Ibra e Superpippo come finalizzatori, Ronaldinho, Robinho, Pato, Seedorf, e Boateng come mezze punte a supporto. Si capisce da queste poche righe come la scelta di cedere Borriello e Huntelaar sia stata più che saggia sia per il Milan che per i giocatori.







