

Orrore, angoscia, rabbia. Queste le reazioni che suscita il video, che nelle scorse ore ha fatto il giro della rete, che vede in scena una ragazzina con una felpa rossa che annega, uno dopo l’altro, sei cuccioli di cane indifesi. Ancora da confermare l’identità della giovane che nel video (che decido di non pubblicare in questa sede per l’estrema violenza delle immagini) prende uno per uno i cuccioli da un secchio per lanciarli con violenza nelle acque turbolente di un corso d’acqua che non lascia scampo ai cagnolini che guaiscono disperati prima di andare incontro a una morte certa. Il video, pubblicato su YouTube forse dal fratello della ragazza, ha fatto il giro del mondo suscitando aspre e giuste polemiche, soprattutto da parte delle molte associazioni animaliste e di PETA prima fra tutte. La PETA (People for the Ethical Treatment of the Animals) ha addirittura offerto una ricompensa di 2.000 dollari per chi riuscisse a rendere certa l’identità della ragazza che rischierebbe l’arresto per il gesto di estrema crudeltà commesso contro i piccoli animali.
Crudeltà di questo genere purtroppo sono ben lontane dall’essere rare, in Italia come nel resto del mondo. Viene da chiedersi se episodi del genere cesseranno mai di accadere, riflettendo su una celebre frase di Gandhi che sembra in questa occasione più che mai appropriata: “La grandezza di una nazione e il suo progresso si possono giudicare dal mondo in cui tratta gli animali”.
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