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Salute del cuore: no agli insaccati, sì alla bistecca

Posted on 23 August 2010 by anna.c


Il consumo di carni rosse non influisce in linea di massima sull’incidenza delle malattie cardiovascolari: il problema sono gli insaccati. Lo dice un gruppo di ricercatori della prestigiosa università americana di Harvard che ha consultato e rivisto alcune ricerche in materia. Dagli studi, condotti su un campione di 1.200.000 persone che avevano sofferto chi di infarto (24.000), chi di diabete (11.000), chi di ictus (2.300), è emerso che le carni rosse non hanno “colpe” nell’insorgenza di queste patologie. Scagionati anche l’agnello e il maiale, purchè consumati in quantità moderate. Colpevoli invece risultano essere gli insaccati, i salumi ricchi di sale, grassi e colesterolo, per non parlare dei conservanti. Sotto accusa dunque wurstel, salame, mortadella e così via. I dati tuttavia meritano una precisazione. I cibi “incriminati” non vanno eliminati del tutto dalla dieta di chiunque: chi gode di buona salute ne potrà consumare con moderazione, chi ha sofferto o soffre di patologie cardiovascolari dovrà eliminare gli insaccati più grassi e meno genuini.
Il medico nutrizionista dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) Laura Rossi ci aiuta a fare chiarezza: via libera a prosciutto crudo e prosciutto cotto, semaforo “giallo” per bresaola (contiene molto sale) e speck (andrebbe sgrassato), attenzione a mortadella, salame e wurstel. Un consiglio valido per tutti resta quello di controllare la provenienza degli alimenti prima di acquistarli o consumarli e, almeno nel caso degli insaccati, preferire quelli nostrani, genuini e sicuri.

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