PARIGI 18 Agosto 2010 – Una decisione di severità estrema è quella che ha coinvolto i calciatori della nazionale francese Nicolas Anelka, Patrice Evra, Frank Ribery e Jeremy Toulalan per il comportamento tenuto durante la fase a gironi del mondiale sudafricano. La commissione disciplinare della federcalcio francese ha comminato ben 18 giornate di squalifica a Nicolas Anelka, reo di aver mandato a quel paese l’ex tecnico dei Blues, Raimond Domenech; 5 giornate per il capitano Evra e 3 per il suo vice Ribery che avevano iniziato lo sciopero in seguito all’allontanamento dello stesso Anelka dalla nazionale. Una giornata per Toulalan.
Una punizione era già stata adottata dopo il mondiale, quando tutti e 23 i reduci della spedizione erano stati squlificati per un turno, saltando così la partita amichevole dello scorso 11 Agosto contro la Norvegia. Già allora la punizione inflitta era sembrata uno scarico di responsabilità, quando invece sarebbe servito solo un mea culpa da parte della federazione per aver lasciato Domenech alla guida della nazionale francese, quando già aveva dato segni di instabilità; ora i dubbi spariscono del tutto. La federazione francese ha cercato un capro espiatorio e lo ha trovato in Anelka. La reazione della squadra in sudafrica era stata troppo eclatante ed era finita sui giornali di tutto il mondo, impossibile passarla liscia. Così la federazione aveva due scelte: dimettersi tutti, dal primo all’ultimo, prendendosi la responsabilità di aver messo un folle alla guida della nazionale a cui i giocatori, esasperati dai continui gesti di una mente instabile, si erano ribellati, oppure far vedere alla stampa mondiale di avere ancora in mano la situazione, usando il pugno di ferro sui calciatori.
18 partite fuori significano addio alla nazionale francese per Anelka, che aveva già deciso di lasciarla ed ora sono francamente impossibili dei ripensamenti: “Io gioco ogni week end con la maglia blu del Chelsea e sulla nazionale ci avevo già messo una pietra sopra quando ho lasciato il ritiro sudafricano, ma questo non l’hanno capito. Tutta questa storia è una sciocchezza, una buffonata organizzata per non perdere la faccia. Queste persone sono davvero dei pagliacci. Sto morendo dal ridere. Sono stato sanzionato a vuoto, perché Nicolas Anelka non è mai esistito in questa storia pietosa e grottesca”. L’attaccante del Chelsea aveva inoltre precedentemente dichiarato di non aver affatto insultato il c.t., che il suo labiale è stato male interpretato e che Domenech se solo avesse avuto un minimo di decenza, avrebbe dovuto confermarlo. Viste le parti in causa era difficile non credergli, ma la federazione deve pensarla diversamente.
A sostegno della tesi che vuole la federazione alla disperata ricerca di salvarsi la faccia, c’è la clamorosa opinione contraria dell’unione dei calciatori professionisti: “Punizione sproporzionata, altro che esemplare, condizionata da pressioni politico-mediatiche. E’ strano come lo staff tecnico e i dirigenti, altrettanto responsabili della disfatta mondiale, non siano stati sanzionati”.
Lorenzo Molinari







