In Italia è di moda parlare di pari opportunità, ma la realtà della donna che lavora è paragonabile a quella dei paesi in via di sviluppo: sulle spalle della donna gravano le incombenze quotidiane legate
all’educazione dei figli, alla gestione del personale domestico e, come se non bastasse, da lei si pretende che sia sempre seducente e impeccabile per il marito. Insomma, un vero inferno cenerentolesco.
Tutto’altro quadro in paesi anche vicini come la Francia, dove è palese la maggiore sensibilità alle problematiche femminili, per esempio il welfare garantisce il rimborso delle spese del personale per la cura dei bambini piccoli, riconosce alle donne a basso reddito un’indennità di presenza parentale quotidiana ed esistono figure professionali intermedie come l’assistant maternelle che non hanno la professionalità di un’insegnante di scuola d’infanzia, tuttavia sono in grado di gestire i bambini nell’ambito domestico, ad un costo contenuto rispetto all’istitutrice o all’educatrice tradizionale, che sovente in Europa incassa stipendi da favola, ma è sempre più rara e riservata ai ceti facoltosi.
Il rispetto della donna e dei suoi diritti va di pari passo con il livelo di civiltà e di rispetto dei diritti umani, e da questo punto di vista l’Italia non è seconda solo alla Francia, ma a vari paesi europei: non vediamo, per esempio, in Italia, immigrati nelle forze dell’ordine, come avviene da generazioni in Francia, e gli immigrati “integrati” in Italia sono di fatto relegati a ghetti più o meno evidenti, creati da mestieri spesso usuranti, mentre sono rarissime, veramente eccezionali le professionalità elevate riservate agli immigrati. La partecipazione alla vita politica di donne e immigrati, in Italia è vicina allo zero matematico; in Francia per esempio vi sono molte più donne in politica, mentre gli Stati Uniti sono il vero indicatore del livello di civiltà umana mondiale, con un presidente immigrato.
Ai meeting ed ai convegni si vedono spesso il presidente Barack Obama ed il presidente Berlusconi discutere insieme amichevolmente, stringersi la mano e talvolta abbracciarsi, ma quanta è ancora la distanza reale che separa queste due personalità simbolo dello stato americano e dello stato italiano?
Monica Renna
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