È morto ieri, nella sua casa di San Paolo, in Brasile, per un’infiammazione addominale Wallace Souza, il giornalista brasiliano accusato di ordinare crimini dei quali, in seguito dava l’esclusiva. Souza, che è stato deputato dello Stato dell’ Amazzonia ed era anche accusato di dirigere un’organizzazione criminale, soffriva da tempo di un problema polmonare cronico, una trombosi che crea noduli che bloccano le vene e producono ipertensione arteriosa.
Souza, grazie alla sua condizione di deputato, ha ottenuto l’immunità parlamentare fino allo scorso 1 ottobre quando è stato espulso dalla Governo Statale dell’ Amazzonia per “aver macchiato l’onore del governo”. Il 10 febbraio scorso, un giudice gli ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari per i suoi problemi di salute. Cinque giorni prima del suo ricovero nel centro dove poi è morto, un altro giudice gli ha concesso la libertà provvisoria e ha revocato l’ordine di carcere preventivo.
Wallace Souza aveva ottenuto un notevole successo di pubblico con un programma sensazionalistico in televisione che narrava violenti e morbosi casi di crimini e di omicidi nel ‘Canal Livre’. Il fatto che Souza ottenesse gli scoop di alcuni di questi crimini ha fatto sospettare le autorità, che avevano deciso di indagare sul politico e giornalista sospettando che tanta fortuna non potesse essere semplicemente fortuita.
Insieme a Souza è stato imputato anche suo figlio Ráphael, accusato di omicidio, trafico di droga e possesso illegale di armi. L’avvocato del giornalista ha sostenuto che le accuse gli venivano mosse da rivali politici che cercavano, in questo modo, di macchiare il nome di Souza. (Maria Luisa L. Fortuna)







