ROMA – Si tratterà di una lunga estate per i dirigenti scolastici italiani, chiamati dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini a ridefinire gli organici dei propri istituti. La contestata riforma della scuola italiana è stata per diversi mesi al centro di aspre polemiche che hanno visto una importante movimentazione da parte del popolo e dei sindacati, indipendentemente dalla loro tendenza politica. Eppure il discusso pacchetto di legge torna a far parlare di sé in seguito alla sentenza del Tar del Lazio, il quale accoglie il ricorso presentato da Snals, sindacato autonomo per altro vicino allo stesso Governo che ha varato la riforma. Il motivo del giudizio del Tribunale regionale è da rinvenire nell’errata procedura della circolare che avrebbe dovuto apportare modifiche all’organizzazione degli istituti tecnici e professionali: il Ministero non ha infatti acquisito il parere obbligatorio del Cosiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e dunque, in mancanza di questo, l’atto della Gelmini risulta non essere legittimo. Un mero ma fondamentale errore della procedura prevista che, a questo punto, minaccia un eventuale posticipo dell’inizio del nuovo anno scolastico.
La circolare in questione prevedeva la riduzione dell’orario settimanale degli istituti superiori tecnici e professionali, e avrebbe dunque portato inevitabilmente alla perdita del lavoro da parte di migliaia di docenti. Il sindacato che promosso il ricorso al Tar ha così commentato la sentenza del giudice: «Lo Snals-Confsal sottolinea l’effetto dirompente dell’ordinanza n. 3363 emessa dal Tar del Lazio mercoledì scorso, 19 luglio, su ricorso promosso dallo Snals stesso. Sospendendo la riduzione degli orari curricolari, l’ordinanza comporta il ripristino delle ore di insegnamento e il diritto alla restituzione delle cattedre. In altre parole, molti insegnanti potranno non perdere il loro posto!». E così il Ministro dell’Istruzione convoca a Roma i direttori scolastici regionali per mettere al corrente della situazione che si è delineata: «Emaneremo una nuova circolare entro i primi di agosto, entro il 15 dello stesso mese dovrete definire i nuovi organici». I dirigenti degli istituti colpiti dovranno quindi riorganizzare in breve tempo l’orario di insegnamento e quello relativo ai singoli docenti, tutto entro il giorno di ferragosto.
Intanto non si placano le polemiche anche per quella parte della riforma inerente l’università. Il senatore del Partito Democratico Mauro Ceruti, filosofo e docente universitario a Bergamo, scrive sulle pagine dell’Unità: «La riforma Gelmini dell’università era stata definita una opportunità storica. Dopo mesi di lavoro, è solo un’opportunità mancata. Questa riforma è infatti un enorme taglio e, di fatto, siamo passati dalla “riforma Gelmini” alla “riforma Tremonti”. Si tratta in sostanza di una significativa riduzione di investimenti, una “riforma-taglio” che colpisce quattro grandi risorse dell’università. Taglia 1,3 miliardi per il 2011: ciò, come affermano gli stessi Rettori, corrisponderà di fatto al fallimento della maggior parte degli Atenei italiani. Colpisce 26 mila ricercatori, collocati da questa riforma su un binario morto. Colpisce gli studenti, il diritto allo studio, il loro welfare e, soprattutto, la loro mobilità».
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July 31st, 2010 at 5:03 pm
siamo alla mercè di politici senza scrupoli cioè ladri che vengono arrestati da ladroni.
es.per poter lavorare in un impiego publico non bisogna aver riportato condanne.
oer fare il ministro basta che un presidente li nomini,senza essere votati senza certificato
penale. ANTONIO BONARIO.