Stati Uniti, approvata una storica riforma finanziaria

Posted on 23 July 2010 by A.C.

WASHINGTON – Il Parlamento americano ha approvato durante la giornata di ieri la più grande riforma finanziaria del sistema statunitense dalla Grande Depressione del 1929. Il pacchetto di leggi dell’amministrazione Obama mira fondamentalmente a regolare settori che fino ad oggi godevano di ampia libertà a causa dell’assenza di una normativa adeguata. Allo stesso tempo la legge garantisce maggiori tutele per i consumatori e un aumento di controlli nei confronti degli istituti di credito, responsabili della speculazione finanziaria che ha condotto alla crisi che attualmente vive tutto l’occidente. «Per anni, il nostro settore finanziario è stato governato da regole antiquate e poco applicate che hanno consentito ad alcuni di giocare con il sistema e prendere rischi che hanno messo in pericolo l’intera economia», ha dichiarato il Presidente Barack Obama dal Reagan Building della capitale, e continua: «Agli americani non verrà mai più chiesto di pagare il conto degli errori di Wall Street».

Il Governo di George Bush jr. aveva infatti varato alcune norme, in seguito all’avvento della crisi, che implicavano il sacrificio economico dei consumatori e degli investitori per porre rimedio alle manovre errate dei magnati finanziari. La riforma di Obama introduce un’agenzia che si occuperà esclusivamente del controllo sugli istituti di credito, conferendo inoltre alla Federal Reserve la facoltà di prendere la guida delle grandi banche in caso di collassi economici, nonché di suddividerle in unità più piccole per ottenere un maggiore livello di organizzazione e quindi di trasparenza. Il capo della banca centrale americana, Ben Bernanke, commenta così l’approvazione del pacchetto di leggi: «La riforma pone solide basi per il nostro sistema finanziario e minimizza il rischio che possano ripetersi i devastanti eventi degli ultimi tre anni».

Oltre alla maggioranza parlamentare costituita dai membri del Partito Democratico, la manovra è stata votata anche da tre membri repubblicani (Scott Brown, Olympia Snowe e Susan Collins) ma in via generale l’opposizione si è duramente battuta affinché il provvedimento non passasse il test del voto. «Mentre Obama oggi si da una pacca sulla spalla, le famiglie e le piccole imprese si preparano ad un altro eccesso del governo che renderà più difficile creare nuovi posti di lavoro», dichiara John Boehner, capogruppo del Partito Repubblicano alla Camera dei Rappresentanti.

La crisi del mercato finanziario ha profondamente colpito il Paese nordamericano, tanto che nel giro di un biennio si è verificata la perdita di ben oltre otto milioni di posti di lavoro. Nell’ultimo periodo però si stanno rinvenendo segni di ripresa che portano ad un aumento medio di centomila posti al mese: «È insufficiente a ridurre in modo sensibile la disoccupazione e probabilmente ci vorrà un considerevole periodo di tempo per recuperare i quasi 8,5 milioni di posti persi nel 2008 e nel 2009», riferisce Bernanke. E il Presidente ha infatti affermato che il lavoro del Governo non è ancora terminato: «I regolatori dovranno esser vigili e bisognerà inoltre fare aggiustamenti lungo la strada mentre il sistema finanziario si adegua ai cambiamenti».

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  1. La BP costruisce pozzi petroliferi ex novo Says:

    [...] Obama si era espresso in questi termini: “Potrei passare il mio tempo a sfogare la mia frustrazione e ad urlare alla gente, ma non è questo l’incarico che mi è stato affidato dagli elettori americani. Il mio incarico è quello di risolvere il problema e quindi il livello della mia rabbia diventa insignificante. La cosa fondamentale è l’impatto che questa cosa avrà sulle persone che vivono nel Golfo e cosa potrò fare per aiutare queste persone a riprendere la loro vita normale”. [...]

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